Altro modo per comunicare:
Potete tenervi aggiornati sulle prossime escursioni anche tramite il neo-gruppo Facebook "Escursioni nei dintorni di Trieste"
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cliccare su >>> Facebook Escursioni nei dintorni di Trieste <<<
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L'adesione al gruppo è aperta a tutti, a condizione che apprezzino la bellezza dei dintorni di Trieste.
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Le mie prossime proposte escursionistiche:
Le puoi vedere cliccando su:
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>> www.sergiotrieste.blogspot.com/2009/10/le-prossime-escursioni.html <<
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Mappa con Google Maps su "Dal golfo di Capodistria alla valle del Dragogna"
Il percorso: cliccare qui sotto, poi su "le mie mappe" e infine su "dal Golfo di Capodistria alla valle del Dragogna"
Dal golfo di Capodistria alla valle del Dragogna - Google Maps
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2d - Per concludere con la visita ai paesi del litorale dell'Istria slovena: "In traversata da Capodistria alla valle del Dragogna"
Questa gita è stata proposta all'Associazione XXX Ottobre, sezione di Trieste del Club Alpino Italiano, ed è stata svolta la domenica 4 ottobre 2009.
1a - Tre giorni di “Trekking con la Barcolana 2009”
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Sergio OLLIVIER,
collaboratore nell'organizzazione di escursioni nel territorio di trieste e dintorni, espone una IMPORTANTE PROPOSTA ESCURSIONISTICA
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Allo scopo di far conoscere le bellezze di Trieste e i suoi dintorni viene programmata una
TRE GIORNI IN ESCURSIONE NEL GOLFO DI TRIESTE
da effettuarsi nell'occasione della
REGATA VELICA DELLA BARCOLANA
Il tema:
TREKKING CON LA BARCOLANA 2009
DOVE IL CARSO INCONTRA IL MARE
"TRAVERSATA DAL FIUME TIMAVO ALLA VAL ROSANDRA, SEGUENDO IL SENTIEROKUGY"
Le date:
Le modalità di partecipazione: con prenotazione obbligatoria del gruppo, scegliendo a propria discrezione fra le 3 escursioni programmate. Sarà accettato, con predecenza cronologica, un numero massimo complessivo (anche composto da più gruppi diversi, ma riuniti per l'occasione) di 105 partecipanti a escursione. ........ Il contatto: Sergio Ollivier - cell. 3493413641- email escursionineidintorniditrieste@gmail.com
La logistica: per i più vicini, sarà possibile effettuare la gita in giornata, senza pernottamento; per i più lontani: per le cene e i pernottamenti, ognuno dovrà provvedere autonomamente, in modo indipendente. Sergio è a disposizione per gli eventuali suggerimenti logistici.
I mezzi di trasporto: arrivo a Trieste con mezzi propri (auto o pulmann) oppure con il treno; idem per il ritorno alle località di provenienza. Se si usa il treno è previsto inoltre l'utilizzo degli autobus pubblici di Trieste; i biglietti degli autobus saranno reperibili anche presso il collaboratore all'escursione.
Il punto di ritrovo: bar interno della stazione ferroviaria. Se organizzati con i mezzi propri, anche al rispettivo punto d'inizio dell'escursione a piedi.
b) Ore 13.00 Bagnoli della Rosandra: 2° possibile punto d'inizio dell'escursione: arrivo a Bagnoli con il proprio pulmann o usando
Ore 10.15 Prebenico, inizio dell'escursione a piedi. Passando per il villaggio di San Servolo, si sale al Castello di San Servolo. Dagli spalti, incredibile veduta
Ore 13.15 Bagnoli, inizio della visita della Riserva Naturale della Val Rosandra. Si
Ore 15.00 Sosta presso la trattoria
Ore 18.43 Basovizza: partenza con l'autobus 39.
Ore 19.03 Arrivo a Trieste. Fine dell'escursione.
Cena e pernottamento a Trieste da organizzarsi a propria autonoma discrezione. Serata a disposizione per una visita al Villaggio e alle manifestazioni collegate alla Barcolana.
In caso di gita da concludersi in giornata: partenza con il treno alle ore 19.46.
I punti di ritrovo:.... a) Con i mezzi propri: Ore 11.00 Fonti del Timavo Ritrovo direttamente al punto d'inizio escursione;... b) Con il treno che arriva alle ore 9.28 nella stazione centrale di Trieste. Ore 9.45 Ritrovo presso il bar interno della stazione ferroviaria con Sergio Ollivier;
Ore 10.10 Partenza con l'autobus 44 per il trasferimento alle Fonti del Timavo. Visita al fenomeno geologico delle sorgenti e all'adiacente chiesa di San Giovanni in Tuba (15°sec.).
Ore 11.15 Inizio dell'escursione a piedi. Attraversando una landa carsica, si raggiunge il Villaggio del Pescatore e poi, oltrepassato il Parco dei Cervi, si arriva al paese di Duino. Visita al parco e agli interni del Castello di Duino (facoltativo, 1 ora, costo € 5). Sosta nei pressi per il pranzo al sacco oppure in modo autonomo presso uno dei ristoranti di Duino.
Ore 13.30 Duino. Oltrepassato il Collegio del Mondo Unito, si percorre il noto "Sentiero
Rilke", con le spettacolari visioni delle falesie a picco sul mare e un vastissimo panorama sul golfo di Trieste. Discesi alla marina della Baia di Sistiana, si prosegue lungo la "Costa dei Barbari", d'estate spiaggia per nudisti, con un percorso che si tiene in riva al mare. Risalendo verso Aurisina si raggiunge la vedet
ta Weiss, altro ottimo belvedere sul golfo. Seguendo il ciglione carsico, prima con il "Sentiero Tiziana Weiss" e poi con la "Strada della Salvia", si raggiunge Santa Croce. Giro per le caratteristiche vie del paese, con breve sosta di fine-escursione in una locale trattoria.
Ore 18.37 Santa Croce. Partenza con l'autobus 44, con arrivo a Trieste alle ore 19.10.
Possibilità di accorciare l'escursione limitandola ad Aurisina, con rientro anticipato a Trieste per partecipare alla festa che precede la regata, assistere al concerto in piazza Unità o per una passeggiata lungo le rive per ammirare lo spettacolo delle innumerevoli barche all'ormeggio.
Cena e pernottamento da organizzarsi a propria autonoma discrezione.
In caso di gita da concludersi in giornata, partenza con il treno delle ore 19.46.
Domenica 11 ottobre 2009
Punti di ritrovo:.... a) Con il proprio pulmann: Ore 10.30 ritrovo direttamente a Santa Croce;.... b) In treno: arrivo a Trieste con il treno che arriva alle ore 9.28..... Ore 9.45 Ritrovo presso il bar interno della stazione ferroviaria con Sergio Ollivier;
Ore 10.05 Partenza con l'autobus 44, si perviene al paese di Santa Croce;
Ore 10.45 Santa Croce. Inizio escursione a piedi; seguendo una stradina locale si raggiunge la vedetta Slataper: grandiosa la visione del golfo, che sarà costellato dalle 2.000 vele della Barcolana. Si continua oltrepassando i paesi di Contovello e Prosecco, proseguendo lungo lo strapiombante ciglione carsico fino all'inizio della Strada Napoleonica e alla vedetta d'Italia, luoghi ideali per assistere dall'alto alla grande regata velica della Barcolana. Proseguimento con il sentiero Kugy e la costante visione di Trieste e del mare Adriatico: si passa per il Santuario di monte Grisa, Opicina zona Obelisco, monte Belvedere di Banne e la vedetta Alice (454 m.).
Sosta per il pranzo al sacco presso l'area picnic del valico di monte Spaccato.
Ore 14.30 Si continua con una carrareccia che conduce al Bosco Bazzoni e visita con un esperto speleo-botanico della particella sperimentale di Bosco Bazzoni e al percorso preistorico allestito all'interno della grotta Nera (facoltativo, 1/2 ora, costo € 2). Seguendo un panoramico sentiero si perviene al paesetto di San Lorenzo e alla sua vedetta. Grande vista dominante la val Rosandra. Da San Lorenzo, passando per la foiba di Basovizza si arriva a Basovizza.
Ore 18.40 Basovizza, partenza con autobus 39, con arrivo a Trieste alle ore 19.00.
Ore 19.46 Partenza in treno da Trieste per le rispettive località di provenienza.
Attenzione: per consentire a quanti hanno pernottato a Trieste di recuperare i bagagli e una partenza anticipata in treno, sarà possibile accorciare la propria escursione, raggiungendo anticipatamente Basovizza, punto di fine-gita. Discesa a Trieste con l'autobus 39.
La carta topografica di riferimento è: Tabacco 1:25000 n° 47 Carso triestino e isontino.
Il programma sarà strettamente osservato, salvo causa di forza maggiore..... Coordinatore triestino delle gite in programma, assistenza nell'uso dei trasporti pubblici locali e accompagnamento durante le escursioni sarà Sergio Ollivier. Il recapito: strada di Cattinara 20 - 34149 Trieste. I numeri telefonici: cellulare 3493413641, casa 040941262. Email: escursionineidintorniditrieste@gmail.com. http://www.escursionineidintorniditrieste.blogspot.com/
Siti web di utile consultazione:
Barcolana: http://www.barcolana.it/ Rilke,ecc: http://www.marecarso.it/
Orario treni: http://www.trenitalia.it/ Orario autobus locali: http://www.triestetrasporti.it/ Trieste: http://www.trieste.com/
Duino e Rocca Monrupino: http://www.consorziocastelli.it/ Castello di Duino: http://www.castellodiduino.it/
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Una preghiera: abbiate pazienza
A tutti gli amici escursionisti
Una confessione:
abbiate pazienza, c'è un motto triestino che sentenzia: "Ciccio no xe per barca" (i Cicci sono la popolazione delle alture retrostanti Trieste, che quindi non conoscono il mestiere marittimo). Trasportato in blog potrebbe suonare pressapoco così: "Sergio no xe (o xe molto poco) per computer". E' la pura verità ma per esporre le mie gite e forse un pò di me stesso devo giocoforza fare da solo e i risultati grafici si notano subito, purtroppo. Ma.. dicono... l'importante non è la forma, l'importante è la sostanza. Dato e non concesso che abbia qualcosa d'interessante e sostanzioso da rapportare a quanti che come me amano l'escursioni, in fondo questo blog ha solo lo scopo di esternare quanto (percorsi, paesi, persone, ecc) sono riuscito, in 15 anni di gite organizzate specialmente intorno alla mia Trieste, a individuare, conoscere e molto spesso perfino amare. Talvolta ho la presuntuosa velleità di cercare di comunicarlo agli altri, con il tragico rischio di essere un pò invadente, sperando di contagiarli con questa mia passione e così poi magari poter diventare perfino buoni amici.
Quindi, vi prego..abbiate pazienza: "Ciccio" ossia il vostro Sergio sta ancora lottando contro le infinite potenzialità (o diavolerie?) che in un discreto blog potrebbe essere utilizzate. Naturalmente questo mio è lontano anni luce dagli sfavillanti siti che affiorano quando si affronta una qualsivoglia ricerca in Internet. Quindi compatitemi, ma anche credetemi... lo sto facendo con il cuore.
Il mio motto principale continua ad essere: amicizia tramite l'escursioni.
Manfredi è già a Forni..di sopra
Venerdì 12 giugno.
Ieri sera Manfredi era già a Forni di sopra.
Come San Tommaso quasi quasi "non ci credo se.." ma la foto della località, a me ben nota specie nella sua veste invernale, lo testimonia.
Se tutto andrà bene, già domani Manfredi uscirà dalle mia regione e io che, con fatica, ho deciso di limitare il mio interesse soprattutto su "Trieste e dintorni", l'ho seguito, qualche volta anche con l'animo in trepidazione, ben oltre i miei usuali limiti territoriali. Ha combattuto, temuto, sofferto pure, ma dimostrando anche molta saggezza, in definitiva ha saputo, nel solo modo umanamente possibile, trovare la strada più giusta per proseguire con determinazione in direzione della sua meta finale: la sua casa e la sua famiglia. Ho avuto il piacere di averlo come affiatatissimo "compagno di ..camminate.." nei suoi primi 3 giorni del "Guya trekking" e per me è stato un onore e fonte di grande soddisfazione. Ho tifato per lui nei suoi non facili giorni successivi, alle prese con luoghi che so quanto, se il tempo atmosferico e l'apertura rifugi gli avrebbe permesso, si sarebbero mostrati in tutta la loro indubbia bellezza.
Lo seguirò ancora e con forte interesse nel suo proseguire verso casa, anche se ormai Manfredi se ne sta, come è logico, andando sempre più lontano, verso posti a me sconosciuti.
Simbolicamente ci saluteremo domani, alla forcella Montanaia quota 2334 m., al limite della mia regione, al cospetto di quella meraviglia naturale che è il campanile di val Montanaia. Tanti altre meraviglie lo aspettano durante il suo lungo cammino, avrà senz'altro altri inevitabili problemi da risolvere e superare, ma troverà, ne sono sicuro, altre persone che lo apprezzeranno e saranno felici di poterlo aiutare. Noi, ossia Sergio, Andrea e Rambo saremo, almeno con il pensiero, ancora al suo fianco: la nostra recondita speranza è che a Manfredi, che nel camminare insieme abbiamo potuto conoscere per quello che veramente è, al momento di concludere la sua grande impresa, torni per un'attimo alla mente anche quegli amici triestini che lo hanno accompagnato nei suoi primi passi iniziali.
L'addio di Manfredi alla regione Friuli-Venezia Giulia avverrà seguendo questo percorso:

Cliccare sulle mappe per ingrandirle
Mappe tratte dalla carta Tabacco scala 1:25000
3 tappe della via Alpina: Tolmezzo-Ovaro-Sauris-Forni
Giovedì 11 giugno 2009
La tappa successiva partirà da Ovaro per arrivare alla zona del lago di Sauris, isola di lingua madre tedesca, famosa per i suoi prosciutti >>>Tappa Via Alpina<<<
Nelle varie descrizione delle 3 tappe, sul sito www.via-alpina.org/, faccio rilevare qualche, a mio modesto giudizio, possibile incongruenza:
Tappa B/13 Tolmezzo-Ovaro: si dice che raggiunto Fielis si prosegue per Arta Terme, cosa mi sembra non pertinente con, tra l'altro, una perdita di quota inutile nel contesto dell'itinerario. Utile invece sarebbe menzionare che si dovrà valicare il monte Zoncolan (quota 1750 m) o in alternativa la sella Tamai-Arvenis (quota 1847 m).
Tappa B/14 Ovaro-Sauris di sotto: verso la fine tappa si precisa che si passa per casera Pieltinis, il che comporta un ulteriore innalzamento (240 m) evitabile scendendo direttamente a Sauris di sotto (sent.220 e sterrato). Inoltre, forse ai fini pratici sarebbe meglio, con una breve traversata finale in quota, concludere la tappa a Sauris di sopra.
Tappa B/15: Sauris-Forni di sopra: pur condividendo sulla bellezza paesaggistica della zona della casera agrituristica Razzo, farebbe risparmiare tempo e fatica una salita diretta da Sauris alla prevista Forcella Croce di Tragonia, passando per la casera Mediana (sent. 209).
Comunque inserisco una mappa rappresentante un possibile percorso ottimale, che però non è proprio quello che farei io.
cliccare sulla mappa per ingrandirla

All'amico Manfredi mando i miei migliori auguri di "buona camminata"
Sergio
Mappa tratta dalla carta Tabacco
scala 1:150000
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Manfredi Salemme va verso l'itinerario giallo
Quasi in diretta:
Mercoledì 10 giugno ore 11, Manfredi mi ha telefonato. E' stata una grande gioia sentirlo rilassato e ben determinato a tenacemente proseguire nell'impresa.
Si trova a Pontebba e intende puntare a Tolmezzo per agganciarsi all'itinerario giallo della via Alpina e poi continuare seguendo quello.
Per quanto mi riguarda lo seguirò (solo virtualmente, purtroppo) il più possibile perchè mi interessa vedere come risolverà nel pratico questa prima parte della sua avventura, e perchè gli sono vicino come recente ma intenso, nuovo amico.
Conoscendo alquanto la mia regione, poi confronterò la sua soluzione con quanto avrei fatto io.
Forse questa sua esperienza, rapportata con la mia discreta competenza sul territorio Friuli-Venezia Giulia e le rispettive esperienze degli altri escursionisti in gamba che stanno affrontando questo grande itinerario (c'è ne sono parecchi), ognuno con i suoi problemi e le proprie individuali soluzioni, serviranno a concepire le tante possibili variazioni utili per poter più agilmente seguire l' itinerario della via Alpina.
Scritto di fretta, ma soddisfatto per le buone, nuove notizie, con il cuore e la mente rasserenati e contenti.
Sergio Ollivier - Trieste
escursionineidintorniditrieste@gmail.com
cliccare sulla mappa per ingrandirla
"Guya Trekking 2009"Il prossimo tratto di percorso che Manfredi sta affrontando va da Pontebba a Ovaro
Segnalo nella mappa l'itinerario che io suggerirei: Pontebba, tutta la val Aupa, tappa a Moggio.
Moggio, sentiero 217, borgo deserto di Stavoli, sella Dagna (1066 m), Illegio.
Illegio, Imponzo, Zuglio, Arta terme, antica chiesa di S.Pietro in Carnia, Fielis, monte Zoncolan (1847 m), Ovaro.
Mappa tratta dalla carta Tabacco
scala 1:150000
Aggiornamento (anzi annottamento): Manfredi, alle ore 22 è arrivato a Tolmezzo e ha trovato la forza e la voglia di notiziare sulla giornata di questo mercoledì 10 giugno 2009.
Leggetelo sull'ormai arcinoto www.via-alpina-2009.blogspot.com/
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GUYA TREKKING 2009: continua il viaggio
Altro che arrendersi: Manfredi è pronto per proseguire, più attivo che mai....
Certe volte gli ostacoli vanno superati trovando i migliori aggiramenti, senza per questo perdere di vista lo spirito ispirativo e la meta finale, e Manfredi lo sta facendo nel migliore dei modi possibile.
Leggete, leggete sul suo sito e concorderete con noi
cliccare qui >>>>GUYA TREKKING 2009: continua il viaggio<<<<
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Note di Manfredi Salemme
Questa è la più recente comunicazione del nostro Manfredi.
Siamo tutti in...trepida attesa.....
>>>Facebook Note di Manfredi Salemme<<< .
GUYA TREKKING 2009
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Venerdì 5 giugno 2009,
alle ore 12.30 Manfredi mi ha mandato l'atteso messaggio:
SONO ARRIVATO SUL CRNA PRST (1850 metri)
Forza, nostro tenacissimo Manfredi:
La via Alpina - tratto da Lazzaretto a Predjama

Predjama, poco prima del commiato:
La via alpina – tratto da Lazzaretto a Predjama
Diario di 5 giorni passati in compagnia di Manfredi
Venerdì 29 maggio 2009
Reduce da due giorni di verifiche mediche e due estenuanti conferenze in quel di Verona, Manfredi, sull'auto condotta dalla moglie, è giunto quasi in extremis al nostro appuntamento triestino. Alle ore 18, nella sala riunioni, naturalmente non affollata (esigua pubblicizzazione?) ma attenta e interessata, ha esposto vari aspetti del suo grande trekking sulla via Alpina, soffermandosi specialmente sulla filosofia di vita che lo ispira e gli da la forte motivazione per cimentarsi in questa non facile impresa. Sentito e molto trattato il suo impegno in favore dell'ADMO, l'Associazione per la donazione del midollo osseo. Un dirigente, presente in sala, ha esposto gli elementi concreti e gli intenti che sono la base della loro meritoria associazione.
Accompagnato da un piccolo video e parte del documentario sul trekking fatto nel 2008 –gli Appennini, dalla Liguria fino a Erice in Sicilia– Manfredi ha esposto con molta chiarezza e semplicità, molte altre considerazioni sulla preparazione a questi previsti 93 giorni di camminata in solitaria al cospetto della maestosità dell'intero arco alpino.
Gli amici di Trieste, hanno concluso l'incontro con una piccola rassegna fotografica riguardante l'itinerario iniziale da Muggia, località Lazzaretto, fino a Predjama da compiersiin 3 giornate di cammino, durante le quali avranno l'onore di affiancarlo nel suo affrontare il tratto iniziale del grande "Guya trekking 2009".
Accompagnato da "cugine triestine" Manfredi ha concluso la sua intensa giornata raggiungendo la storica "Trattoria alle Cariatidi" delle Noghere (rio Ospo), dove soggiornerà nella giornata di sabato 30 maggio in attesa ritemprante dell'arrivo della domenica 31 maggio e, finalmente del momento dell'effettivo inizio della sua lunghissima camminata.
L'appuntamento, aperto anche a altri eventuali escursionisti, è previsto per domenica 31 maggio alle ore 7.15 presso la stazione delle autocorriere di Muggia. Con l'autobus n° 7 delle ore 7.30 ci si recherà a Lazzaretto dove, alle ore 7.40, dal campeggio di San Bartolomeo partirà la sua prima giornata di cammino che osserverà, pressappoco questa tabella di marcia, con l'eventuale possibilità di aggregazione o di uscita dal previsto itinerario della prima giornata del suo "Guya trekking 2009".
ore 7.40 partenza da Lazzaretto.
ore 8.30 Muggia vecchia (chiesa) – autobus 27
ore 10 Santa Barbara – autobus 32
ore 11 Ex valico di Rabuiese (Ex Kompas) – autobus 47
Passando per i paesi di Plavie, Antiniano (Tjnjan) e Ospo, si arriverà a Kastelec.
ore 13.30 circa: frugale pranzo presso l'agriturismo Vlado di Kastelec.
Proseguimento per il castello di San Servolo, monte Carso, e discesa a Bagnoli
ore 16 rifugio Premuda autobus 40 e 41.
La val Rosandra e Bottazzo
ore 17.30 Draga sant'Elia (Locanda da Mario) e infine
ore 18.30 presso l'ex Kompas, ora "Gostilna pri Brigiti", cenetta per festeggiare la conclusione della sua sua prima giornata di cammino, che però avrà effettiva fine presso lo Zeleni Center (centro nel verde) distante ancora ½ ora di cammino, dove avverrà il suo primo pernottamento.
Anticipiamo che dallo Zeleni center, alle ore 7.30 di lunedì 1° giugno inizierà la sua seconda tappa, con mete Cocusso, Lipizza, Corgnale e per finire, le magnifiche grotte di San Canziano.
Chi fosse interessato all'aggregazione escursionistica è il benvenuto
Si inizia! La "levataccia" è alle ore 6; preparativi personali di tutto quanto occorre per dare inizio a questi 3 giorni da trascorrere in compagnia di Manfredi, nella parte iniziale della sua grande avventura. Ore 6.45 sto aspettando il mio miglior "braccio destro", Andrea Panarella, per raggiungere Manfredi alla trattoria alle Cariatidi, dove ha pernottato. Il seguito del diario....a stasera (se sopravvissuti)
Tabella effettiva di marcia:
Ore 7.10 Incontro con Manfredi
Ore 7.30 partenza da Muggia con l'autobus 7
Ore 7.50 Lazzaretto: inizio dell'escursioneOre 13.00 Tinjan: alle falde del monte
Ore 23.00 L'arrivederci a domani...
Lunedì 1° giugno 2009
Ore 8.30 Zeleni Center: colazione e amicizia con Stefano Senni
Ore 9.45 Cocusso, il rifugio (chiuso) e il panorama verso il Nanos
Ore 10.15 Partenza dal Cocusso. il ghiaione e la bella vista su Trieste e l'altopiano
Ore 11.20 Ex valico tra Basovizza e Lipizza, il comprensorio dell'allevamento dei cavalli
Ore 12.35 Lipizza: emergendo dal mare d'erba, il frequentato centro turistico.
Ore 13.50 Lokev (Corgnale) il paese, la lauta mangiata, la cordialità della gente
Ore 14.50 Lokev: ripartenza e velocemente verso san Canziano
Ore 15.45 Matavun (San Canziano): l'arrivo in exstremis per visitare le celebri grotte.
Ore 17.30 fine visita, preso possesso appartamento per il pernottamento
Ore 18.30 Chiacchiere e stuzzichinicon gli amici di Trieste
Ore 20.00 Matavun: il saluto con l'arrivederci alla mattina seguente
Martedì 2 giugno 2009
Ore 9.00 Gradisce, piccolo abitato con l'interessante chiesetta affrescatadi Sant'Elena. Con una carrareccia si raggiunge un piccolo aereoporto.



Ore 10.45 Bivio per l'Auremiano: affabile incontro con un'altra comitiva. Si entra nel piccolo paesino di Gabrce
.
Ore 11.05 Gabrce; dopo l'abitato si prosegue lungo la strada asfaltata fino a raggiungere Senosecchia
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Ore 11.50 a Senosecchia: ristorante Stari Grad (chiuso). Seguendo sempre il segnavia n° 1, attraversando grandi prati fioriti si arriva ad un'altro frequentato ristorante.




Ore 17.30 Smihel: l'ultimo piccolo paesino prima di Predjama; ancora con tratturi segnalati, si raggiunge Predjama e il suo magnifico castello nella roccia.
Ore 18.15 Predjama: fine della terza giornata del "Guya Trekking 2009";



Cena finale presso la gostilna Posar, anche luogo del pernottamento di Manfredi.
A Manfredi: i nostri affettuosi auguri di "BUON CAMMINO"
Presentazione: www.escursionineidintorniditrieste.blogspot.com/2009/04/la-prossima-grande-traversata-da-muggia.html
Descrizione dell'itinerario Lazzaretto - Pesek, Zelene center: www.escursionineidintorniditrieste.blogspot.com/2009/05/in-prima-bozza.html
1e - Con Manfredi lungo la Via Alpina
Le prime sei tappe della Via Alpina
TRAVERSATA DA LAZZARETTO A PREDJAMA IN 3 GIORNI
Sergio Ollivier espone una sua personale versione accompagnando, anche virtualmente, un suo nuovo amico escursionista.
La mia versione parte dal presupposto che il gitante abbia intenzione di raggiungere Trieste con il treno e che sia attrezzato anche per dormire in tenda. Comunque, con minime variazioni al programma, sarà eventualmente possibile servirsi di un'auto d'appoggio e con essa provvedere alla sistemazione logistica negli alberghi, affittacamere, o agriturismi che s'incontrano numerosi lungo il cammino.
Mi rivolgo a te, amico escursionista, vuoi che andiamo a fare insieme questa camminata? Segui con me questo bel percorso che ti propongo e ti farò conoscere in una notevole parte del mio Carso triestino. Spero che ti piacerà.Per cominciare…Bisogna che tu raggiunga Trieste il giorno prima dell'inizio della nostra traversata. Arrivando abbastanza presto possiamo fare pure un giro in visita al centro di Trieste. Per raggiungere Muggia dovremo prendere l'autobus urbano n° 20 (procurati il biglietto in un'edicola), oppure, se il tempo che hai a disposizione te lo consente, percorreremo a piedi le belle rive di Trieste, ammirando inoltre la grande e nobile piazza Unità d'Italia e raggiunto il molo Bersaglieri, prenderemo la motobarca "Delfino Verde": sarà bello per te poter contemplare dal mare un buon tratto della costa triestina. Doveroso poi fare un giretto in visita al centro di Muggia, la prima cittadina di stampo veneto che incontra chi intende visitare il litorale dell'Istria. Vai nella centrale piazza Marconi, gira per le strette calli, scendi al porticciolo, guardati attorno. Potresti anche scegliere di dormire a Muggia, ma ti suggerisco invece di prendere l'autobus n° 7 e scendere al capolinea, poco prima dell'ex valico di confine italo-sloveno di Lazzaretto-Ankaran. Sei arrivato al campeggio San Bartolomeo dove, da maggio a settembre, troverai sempre buona accoglienza e potrai facilmente sistemare la tenda con tutte le tue cose, che fedelmente ti accompagneranno nel tuo cammino. Tempo atmosferico permettendo, forse, come strana ma piacevole variazione sul tema del trekking, ti potrà arrecare soddisfazione una sana nuotata extraconfinaria nel mare Adriatico. Il semplice ristorante del campeggio, ti può risolvere, senza eccessiva spesa, il problema della cena. Ti auguro una tranquilla nottata rigeneratrice, perché domani ci sarà da camminare parecchio.Domenica 31 maggio 2009. Forse è meglio che ci alziamo prestino: direi verso alle 6, non è troppo presto per te, vero? Oggi cammineremo per circa 8 ore e dovremo superare in totale 1200 metri di dislivello in salita. E ' un peccato che non possiamo procedere con più calma, magari dividendo in due giorni questa tappa (ottima sarebbe una sosta supplementare al campeggio che troveremo a Ospo), ma.. Hai fatto colazione, smontato la tenda, preso il tuo pesante zaino? Sei pronto? Saluta il mare Adriatico e partiamo.
Vedi, partendo da Lazzaretto ci sono tanti modi per dare inizio a questa escursione; sono tutti ben segnalati. Riassumendo: il segnavia cerchiato biancorosso fa parte della traversale n°1 slovena che si concluderà a Maribor, poi c'è la "Vertikala" biancoazzurra che conduce verso Tarvisio e infine il segnavia rettangolare biancorosso della locale traversata muggesana. Purtroppo tutte risentono dell'urbanizzazione della zona e costringono a parecchi tratti asfaltati. Superato un centro ippico, io voglio condurti invece subito dopo lo smantellato confine, dove parte una stradina che risale la dolce valle di San Bartolomeo. E' una maniera ottima per iniziare, perché la salita non è ripida, il passaggio veicolare inesistente e il panorama, diventando sempre più ampio, ci ripaga della levataccia. Siamo arrivati all'ex-valico di Chiampore: qui fino a fine 2007 si poteva passare solo con uno speciale lasciapassare. L'abolizione del confine ci consente di accedere al punto più alto, il "monte" San Michele, quota 197 metri. Per raggiungerlo basta mirare all'inevitabile, enorme antenna televisiva. Siamo arrivati ai prati della cima, ti piace il panorama? Da qui puoi vedere tutto il percorso che faremo oggi. Laggiù, in fondo, sull'altura che chiude a nord l'orizzonte, si vede il luogo dove arriveremo stasera. Ti prego, non ti spaventare dalla distanza, vedrai ce la faremo. Potremmo proseguire subito in direzione del paese che vedi più prossimo a noi, Santa Barbara, ma credimi vale la pena di allungare di 1 km. la nostra camminata, perché non posso farti perdere una puntatina a Muggia Vecchia, alle sue mura e al suo santuario. Tira fuori la macchina fotografica, il panorama che si apre sul golfo di Trieste è fra i migliori che ti possiamo offrire. La chiesa poi è antichissima (9° secolo, sempre aperta): andiamo a vedere i suoi affreschi, che gli esperti dicono risalire al Trecento e diamo una sbirciatina anche all'area di fronte, dove scavi abbastanza recenti hanno recuperato e valorizzato resti di abitazioni medioevali. E' quanto poco rimane della Muggia vecchia: qui i nostri antenati abitavano e si difendevano prima della decisione di scendere al più redditizio mare. L'entrata della Slovenia in Europa ha restituito al libero transito tutta questa zona, una volta rigidamente interdetta. Durante la nostra prima giornata resteremo sempre vicino al confine e avremo spesso come segnavia i cippi. Vedrai, ti piacerà. Vedi la tabella un po' intimidatoria "a 2 metri il confine" ? Da poco, la gente del posto, che per un paio di metri faceva parte del territorio italiano, può ora recarsi liberamente nel suo cimitero, che si trova 200 metri oltre l'ex-confine. E' stato un importante passo in avanti per i muggesani e anche per noi escursionisti. Per evitarti fatiche inutili, non ti faccio scendere a valle: restando in alto siamo costretti all'asfalto, ma qui il traffico è scarso, l'ambiente distensivo e la vista sempre piacevole. Vedi quante belle ville che sono sorte nei piccoli abitati della dorsale? Il tenore di vita sta diventando piuttosto alto, qui in Slovenia. Superato il borgo di Crevatini, prendiamo a sinistra e, passando in località Premanzano, rientriamo in Italia. Qui c'era l'ex valico secondario di Santa Barbara che a noi locali ci serviva per evitare le interminabili file estive ai valichi di frontiera internazionali. Visitiamo il paese che è piccolo e appartato, comodamente collegato a Muggia dall'autobus n° 32. In verità, ufficialmente la Via Alpina inizia da Muggia e sale direttamente a Santa Barbara, ma spero, anche se così facendo ti ho costretto a 1 ora supplementare di cammino, che ne sia valsa la pena iniziarla da Lazzaretto perché ho potuto farti conoscere anche un pò della bellezza della territorio muggesano. Ti risparmio la pur breve salita al punto più alto, dove da troppo tempo sono fermi gli scavi di recupero del preistorico castelliere di Elleri. Sarebbe auspicabile un progetto transfrontaliero (magari con gli stanziamenti europei) per recuperare l''importante zona archeologica. Lasciamo Santa Barbara e seguiamo la carrareccia segnalata, che ci porterà in veloce discesa all'ex valico internazionale di Rabuiese. Dopo una cava d'arenaria semi abbandonata, ti faccio notare questo ponticello che scavalca quello che era la sede dismessa della ferrovia Trieste-Parenzo, la famosa "Parenzana". Mentre da noi il transito è ormai compromesso dall'urbanizzazione, ti suggerisco come tema per un'altra camminata, di attraversare l'Istria interna seguendone il bellissimo tracciato che è stato in gran parte recuperato quale magnifica pista ciclopedonale. Ecco, siamo arrivati alle abbandonate strutture confinarie di Rabuiese-Skofjie. Come vedi la zona è stata alterata dall'inevitabile passaggio della grande viabilità, monopolizzata da infrastrutture turistiche e da un frequentatissimo casinò. Tiriamo subito avanti, è meglio. Passiamo fra i campi per salire direttamente a Plavje. Anche questo paese era attraversato da una scorciatoia stradale secondaria che ci consentiva a noi triestini di evitare le immense file d'automobili nel periodo delle ferie estive. Se hai letto il programma ora dobbiamo salire verso Antignano, che si trova lassù in alto, arroccato in cima al suo colle. Conviene che seguiamo la strada asfaltata, anche se si potrebbe scegliere una carrareccia alternativa. Per fortuna il traffico è inesistente e il solitario ambiente è molto rilassante; grazie alla costante salita, abbiamo guadagnato senza troppa fatica ben 300 metri di dislivello. Antignano (Tinjan in sloveno) è un antico paese che ha sofferto molto dell'emigrazione, ecco il motivo delle case molto degradate. Guarda però la bianca chiesa di San Michele: è stata restaurata a spese dei paesani. Peccato per l'ingombro estetico dell'antenna, ma è inevitabile visto che il posto è fin troppo dominante tutt'intorno. Ti porto al miglior belvedere del paesetto; ti piace? Da qui lo sguardo riesce a spaziare sul nostro splendido golfo. Nella punta estrema a sinistra si vede fino a Salvore, in Croazia, poi c'è il litorale sloveno, con Capodistria e il suo porto (è l'unico della Slovenia) e per finire l'intero golfo di Trieste con tutto il suo anfiteatro costiero e l'inizio della laguna veneta. Talvolta sullo sfondo si riesce perfino a intravedere le Alpi Orientali. Lo strano sperone che divide il golfo è proprio la penisola muggesana che abbiamo appena visitato. Incantevole, vero? Proseguiamo? Dobbiamo ora scendere nella vallata del rio Ospo; seguiremo il segnavia biancorosso n°1 della trasversale slovena. L'imponente squarcio che vedi sul versante opposto è stato provocato dalla sorgente del torrente Ospo. E' uno dei più tipici fenomeni del mio Carso e un piccolo paradiso per i più bravi arrampicatori. Scendiamo in fondo alla bella valle e fermiamoci un po' nel campeggio del piccolo paese. Se avevi a disposizione un giorno in più, ti avrei suggerito di fermarti in questo campeggio che è semplice, ma solare e accogliente. Qui c'è pace, tranquillità, assenza della spesso caotica frequentazione propria dei campeggi della costa. Ospo era un vecchio paese quasi abbandonato ma, come puoi osservare, con l'abolizione del confine e la vicinanza con Trieste e Capodistria e le loro rispettive zone industriali, ora si sta ripopolando. Al di fuori del caratteristico nucleo compatto delle vecchie case addossate alle pareti retrostanti, si nota ora qualche bella villa nuova. Se ti va, con una minima deviazione ti porto a vedere da vicino anche il fondo del grande antro, che era difeso da mura fin dal tempo del pericolo turco. Nei periodi piovosi esce, anche tumultuosamente, il rio Ospo e forma un piccolo lago intermittente. Bene, incominciamo la salita: dobbiamo innalzarci di ben 400 metri di dislivello. Seguiamo sempre il segnavia n° 1: il sentiero guadagna quota, non troppo pendente, lungo la ripida parete rocciosa. Non ti sembra d'essere in montagna? Eppure, guarda, lì in fondo c'è il mio mare! Al prossimo tornante t'invito a affacciarti sul bordo superiore dello squarcio del monte. E' un fenomeno carsico impressionante, vero? Ecco siamo arrivati in cima, dove comincia l'altopiano, che viene usato anche come pascolo. Proseguiamo verso quel paesetto davanti a noi: è Kastelec, Castelli in italiano. Andiamo a trovare Vlado e mamma Maria, sono i proprietari, anzi gli amici, di uno degli agriturismi dove vado più volentieri. Ambiente rurale ma ben tenuto, trattamento semplice ma genuino. Ti consiglio di provare la "jota", il nostro minestrone più tradizionale oppure prova i classici gnocchi con gulasch. Ma, forse sarebbero troppo pesanti per noi, vero? Dobbiamo ancora camminare parecchio! Salutiamo gli amici di Kastelec e incominciamo a seguire questo tratturo. In solo mezz'ora abbiamo raggiunto lo spiazzo davanti al castello di San Servolo. Da più di un millennio è stato sempre oggetto di aspre contese, vista la sua posizione incredibilmente dominante. Più volte distrutto, e' stato ora in parte restaurato per fini turistici. Ci limita nell'accesso l'orario d'apertura del ristorante ricavato nella torre circolare, uno dei più cari della Slovenia. Quando è aperto si può liberamente entrare nel cortile, per affacciarsi sugli spalti e unirsi al coro di meraviglia dei gitanti, incantati dalla bellezza del panorama. Comunque a lato destro del maniero c'è un belvedere che offre egualmente una magnifica vista: tutto il golfo dell'Istria, dalla Croazia fino alla punta muggesana, ma impressiona il grande territorio protetto da un aspro ciglione e occupato dalla città e dalle sue infrastrutture industriali: è la mia Trieste, splendidamente affacciata sul mare e distesa ai piedi del Carso. Temo che non potrò mai più regalarti un panorama migliore di questo! Il paese che vedi sulla destra è Bagnoli, dove inizia la riserva naturale della val Rosandra: saranno il nostro prossimo obiettivo. Sarebbe interessante poter visitare la vicina grotta di San Servolo, dove una leggenda narra visse in eremitaggio il patrono triestino, ma è accessibile solo su prenotazione. Restiamo sempre vicino all'orlo delle pareti precipitanti; siamo vicini al confine ma ancora in territorio sloveno e fino a poco tempo fa era impensabile camminare da queste parti. Ogni tanto affacciati pure ai vari belvedere, la vista è sempre amplissima. Facciamo una piccola sosta sul punto più alto della zona, dove ci sono dei resti di postazioni militari: è il monte Carso e siamo a quota 457 metri. La cima è contornata da un grande castelliere preistorico; l'ammasso di pietre crollate è ancora cospicuo. Ci siamo spostati proprio sopra Bagnoli, dove inizia quel piccolo gioiello che è per noi la val Rosandra. E' strano, vero, l'esistenza di questo piccolo canjon di aspre rocce, confrontato con il vicino mare Adriatico sullo sfondo. Ora facciamo attenzione nella scelta del percorso migliore: per scendere (300 metri più sotto) ci conviene prendere il sentiero segnalato n° 37. Ti sembrerà d'essere in piena montagna, ma non aver timore, il sentiero è tosto ma non pericoloso. Hai visto come abbiamo superato le prime balze rocciose, ti è piaciuta la grotta delle antiche iscrizioni ? Ora però scendiamo con prudenza con questa traccia che attraversa il grande ghiaione. Bene, siamo arrivati a Bagnoli superiore; questa costruzione è nientemeno che il spesso citato "rifugio Premuda". Ha perduto ormai il suo scopo alpinistico iniziale, perché molta gente viene qui, attratta dal ambiente naturale e dalla buona cucina dei gestori. Devi sapere che noi triestini amiamo profondamente la val Rosandra: potrei portanti in mille modi alla scoperta delle sue meraviglie carsiche, dei sentieri mai banali, raccontarti gli interessanti fatti storici a essa legati, e tante altre cose, ma visto il poco tempo che abbiamo a disposizione, prendiamo senz'altro il classico sentiero principale. Stiamo percorrendo la "via del sale", la via carovaniera di tanti secoli fa. Guarda le aspre pareti, i ghiaioni, il selvaggio solco scavato dal Rosandra; è' come addentrarci in un piccolo mondo alpino. Qui sulla destra s'intravede la chiesetta di Santa Maria in Siaris che resiste lassù da più di 800 anni. Sul versante sinistro, fra quelle pareti verticali, corre l'ardito tracciato dismesso di una ferrovia, che è diventata meta per gli appassionati del montain-bike e i più tranquilli camminatori. Ecco, sullo sfondo ora è apparsa la cascata; sai è alta 35 metri, raggiungiamola. Ora la natura del terreno cambia e siamo in vista del gruppetto di case di Bottazzo. Le stanno ristrutturando quasi tutte, oltre il ponte c'èra il passaggio di confine agricolo, che una volta ci incuteva timore e interdizione al transito. E' una fortuna che ora possiamo andare dove vogliamo. Ma fermiamoci un po' in trattoria; qui c'erano una coppia di gestori, tali Bepi Zerial e moglie, figure mitiche di riferimento per chi veniva in val Rosandra. Dopo un periodo di stallo, finalmente è stata riaperta e se si riesce a trovare un posto a sedere, si può convenientemente alimentare sia il corpo che lo spirito. Ti sei abbastanza ritemprato? Dobbiamo ora innalzarci di 200 metri, seguendo sentiero n° 1. Siamo arrivati all'ex ferrovia, costruita sotto l'Austria nel 1887. Sarà molto bello il percorrerla, fra un continuo succedersi delle gallerie e i terrapieni. Ma prima, seguimi in una breve digressione, una volta interdetta dal confine. Su questo cocuzzolo a strapiombo sul fiume, c'era un millenario castello del quale non restano che poche mura. Per la sua posizione strategica, era collegato a vista con altri castelli o torri di vedetta. Camminiamo ora sulla pista ciclabile, la vista è ora aperta verso la parte superiore, meno conosciuta, della val Rosandra . Siamo arrivati all'isolato paesetto di Draga, qui finisce la strada ma comunque c'è spesso parecchio movimento. Parecchie sono le case che sono state restaurate e da molto tempo esiste un frequentato ristorante, la "locanda da Mario". Anche qui, certo però non risparmiando, potresti desinare e passare la notte. Consumiamo insieme qualcosa? Io di solito prendo le classiche creme carsoline, vuoi provare? Qualche più spartano camminatore mi critica di queste mie tappe culinarie, ma secondo me, è anche un modo per conoscere un posto nuovo e la sua gente. Lasciamo Draga; ti porto a vedere la vecchia stazione della "Ferrovia Parenzana", che è interessante per il suo puro stampo austriaco, ma stranamente è abbandonata al degrado. Sei stanco? dobbiamo raccogliere le forze, perché ora ci aspetta un'ultima salita di 300 metri di dislivello. Per salire usiamo questa bella carrareccia nel bosco: finito il bisogno popolare del taglio della legna, in tutto il Carso la vegetazione sta rapidamente riconquistando il suo spazio. Siamo arrivati in località Pesek; poco più avanti si trova l'ex valico confinario internazionale di Kozina, molto frequentato da chi vuole recarsi verso la costa dalmata. Anche a Kozina ci sarebbe un piccolo campeggio, utile per un'eventuale attendamento. Ci conviene fermarci, per una frugale cenetta in pizzeria o, con maggiore spesa, al ristorante dell'albergo Pesek. Ancora mezz'ora di cammino e arriveremo finalmente alla nostra meta. Quasi, quasi ti porterei al paese di fondovalle, Grozzana, perché c'è una famiglia di apicoltori, gente amica, brava e ospitale, ma forse è meglio che seguiamo direttamente il sentiero n° 3, il nostro prezioso compagno nelle camminate di una volta, se non volevi correre il pericoloso rischio di sconfinare. Ecco siamo arrivati in cima del monte Goli, fine della salita. Fermamoci e facciamo una fotografia, perché il panorama verso il golfo è uno dei più stupendi. E' per me una soddisfazione camminare seguendo i cippi, ho potuto riconquistare intere zone da esplorare. Era un vero disastro per tutti l'esistenza del sofferto confine: guarda che poco che resta della chiesa di san Tommaso, specie se confrontata con il suo curato cimitero: ancora 200 metri e siamo arrivati alla fine del nostro giornaliero cammino. Questa struttura era una delle tante caserme militari costruite a ridosso del confine. Ora è conosciuto come lo "Zeleni center", ossia Centro nel Verde. Dopo il totale abbandono militare del confine di ormai quasi vent'anni fa, si è salvata dal totale degrado perché fu assegnata a suo tempo alla Casa dello studente sloveno di Trieste, per farne una colonia estiva. Siamo a 600 metri di quota, l'appartato ambiente è molto gradevole e salutare, il posto ideale per fare le riunioni per gruppi di gente sensibile, con spirito particolarmente predisposto alle riflessioni meditative. Conosco l'attivissimo organizzatore che ci darà ospitalità spartana ma decorosa per questa notte; potremmo perfino usare la cucina. Per noi camminatori, credo che è una sistemazione più che adatta alla nostra filosofia escursionistica. Ora che ci siamo sistemati, posso farti una domanda? Ti è piaciuto quello che abbiamo visto durante questa nostra piccola camminata di 9 ore? Spero proprio di sì, non sapevo offrirti di meglio.
E' il momento di riposare per recuperare le forze residue.
Spegni la luce! Buonanotte amico mio, ci rivediamo domani.
Prossimamente: pubblicazione delle altre due giornate di cammino
Vent’anni fa, cronaca di una gita
Piccola cronaca di una calda domenica gelida.
Domenica 6 gennaio: Epifania. Da tempo aspettiamo questo giorno; meta prefissata una gita sciatoria a Cima Sappada. Due i pulmann che un po' pretenziosamente sono stati prenotati, ma non è stato facile raccogliere cento ardimentosi disposti a affrontare una probabilmente gelida domenica sulla neve. Il freddo meteorologo e una sempre più diffusa freddezza nei rapporti umani hanno un po' rallentato le adesioni. Anche lo stimolo di un'abbinata gara di slalom gigante non sembra aver commosso i più. Comunque, coinvolgendo il mio gruppo Arbitri, il Palazzo di Giustizia , l'Itis e i vari amici e conoscenti, i due pulmann sono finalmente completi.
Inasprimento del freddo nell'immediata vigilia, i meno stoici che vogliono disdettare all'ultima ora, il conseguente probabile bilancio in rosso, contattare, predisporre, organizzare. "Mio Dio, quante preoccupazioni", ma ormai è troppo tardi per rinunciare, proviamo a andare avanti e speriamo bene.
Ore 6, notte fonda: ritrovo nel punto classico in quel del Foro Ulpiano. "Però, nonostante tutto, guarda in quanti siamo qui. Allora, alla fine, sono venuti quasi tutti" mi comunica con sollievo l'organizzatore. Qua e là, però, si levano gemiti tra lo sbigottito e il disperato: "Otto gradi sotto zero? Ma siamo matti a andare? Si morirà dal freddo!" Nel pensiero generale Cima Sappada ci appare più lontana e desolata della steppa siberiana.
Ma via, i pulmann sono già qui, la gente anche, rassegnamoci a caricare gli sci, il thermos bollente, qualche altro mezzo di sopravvivenza e andiamo. Ormai siamo in ballo e non ci resta che ballare. E allora salgo, cerco di sedermi vicino a quelli che più conosco, mi sistemo: siamo pronti? Si parte. Il pulmann corre veloce, immerso nel buio gelido circostante: sembra quasi simile al caldo guscio materno che ci protegge, noi nascenti sciatori, dall'inospitale mondo esterno. Passa il cassiere della gita, mano al portafoglio. Pago il posto e mi fa "prende anche lo ski-pass?" Ma sì, lo faccio. "S'iscrive anche alla gara?" mi domanda; tergiverso, non so, non ne ho mai fatta una. Sento tutto lo strano timore e fascino che mi danno le cose mai provate, ma alla fine dico di sì. Palmanova, Udine, tappa a Villa Santina: scendo, faccio la fila alla ritirata, tento di ordinare qualcosa. "Prendiamo il caffè insieme?" mi fa quel segretario che sul lavoro mi è sempre parso un tantino sostenuto. Guardo l'orologio: è proprio l'ora in cui di solito l'incontro nel bar del mio posto di lavoro. Accetto, chiacchieriamo un po', bevo il caffè che mi ha offerto: chissà perché questo mi sembra molto più buono. E poi via, l'organizzatore dà le ultime precisazioni, la strada è sgombra, sembra che finora tutto sia ben predisposto, speriamo bene!
Ecco siamo arrivati; evviva, ma che bella è la neve! Scendo dal pulmann, recupero con fatica scarponi e gli sci, anche lo ski-pass è a posto, tento la sortita. Mi accorgo che sto quasi tremando: sarà per il gran freddo o per l'emozione per questo pettorale di partenza che ho dovuto indossare? "Scusi, una domanda: quanti gradi abbiamo?" "Meno 24" mi risponde quasi con orgoglio un addetto agli impianti; rabbrividisco ancora di più al solo pensiero. "Ma chi me l'ha fatto fare? mi domando, ma cerco di resistere. Si va avanti: seggiovia, il giro di prova sulla pista che è troppo pendente, il freddo, l'emozione, qualche altra sensazione. Fra pettorali sconosciuti scorgo quello di un amico: ci rinfranchiamo un pò, cercando di rincuorarci a vicenda.E' il momento della gara: risalgo in seggiovia, scendo , freno, provo a curvare, mi raggruppo, aspetto ansiosamente che venga il mio turno. "Pronto? Via" mi avvio e scendo, scendo meglio e più veloce che posso, che emozione! Sbando un po', miracolosamente recupero e finalmente sono arrivato in fondo: ora sono contento, ce l'ho fatta, sono salvo. "Qual è il mio tempo?" domando con curiosità, ma poi mi accorgo che non m'interessa poi tanto.
Però, ma che freddo che fa! Ci ritroviamo quasi tutti al bar del paese. Si brinda fra di noi a base di punch, si discute della gara e delle difficoltà del percorso, ci si sfotte a vicenda, ma senza malizia: c'è parecchia allegria fra la gente. Pranziamo: non male, ma ora che si fa? Ma andiamo avanti perdiana! I -20 gradi sembrano adesso una sciocchezza per questi temprati eroi siberiani, e poi c'è lo ski.pass che è costato parecchio, quella pista che ancora non conosco, gli amici che m'invitano a sciare con loro. Come si può rinunciare a questo per un po' di freddo? Vuol dire che mi riscalderò domani in ufficio.
Ore 16.30, tutto è andato molto bene, andiamo, la corriera sta per partire. "Hai visto? La Triestina ha pareggiato in trasferta; e tu come sei arrivato?" Mi viene chiesto. No, non sono arrivato fra i primi, ma la medaglietta che ho ricevuto mi pare bellissima, e poi forse la prossima volta andrà meglio.
E questo organizzatore che si dà ancora da fare, propone adesso la classica tombola a premi. Compro volentieri due cartelle, segno i numeri usciti, che suspence, me ne manca uno per la tombola. Peccato, non ho vinto, ma non importa. Sto sentendomi a mio agio, sto quasi divertendomi.
Sosta a Gemona, si mangia la pizza. Mentre mangio, osservo: quanto oggi mi sembrano diversi dal solito i vari colleghi e conoscenti: hanno perfino pensato di fare una tavolata generale, tutti assieme.
Risaliamo nel pulmann per l'ultimo strappo. C'è ancora una trovata: un torneo di barzellette. No, non voglio partecipare, ho un po' di riguardo. "Ah, che bella è questa" - "questa non l'ho mai sentita" E quel cancelliere di solito sempre così serio, che bene ha raccontato la sua. Però, non potrei tentare anch'io, dicendo quella che l'altro giorno mi era tanto piaciuta? Ma sì, vado, trovo il coraggio d'iniziare e perfino riesco a non impappinarmi nel finale: è piaciuta anche agli altri, mi sorridono amichevolmente, mi considerano uno di loro. Ora sento caldo, sarà forse il riscaldamento eccessivo, o forse qualche bicchierino di troppo, o chissà cos'è.
"Dove siamo?" mi domanda il vicino. Guardo fuori e vedo il mio mare. "Siamo già arrivati a Barcola" gli rispondo, un po' stupito. Il tempo è passato in un baleno: eccoci di nuovo in Foro Ulpiano, siamo arrivati! Non lo so perché, ma quasi me ne dispiace.
Scendo, raccolgo le mie cose, saluto fraternamente gente che stamattina non conoscevo affatto, e nella sera di nuovo gelida avvio la macchina per il rientro a casa. Il motore borbotta infreddolito, ma il mio cuore invece gira ancora bene: è ancora caldo, caldo.
1d - La prossima grande traversata: da Muggia a Predjama in 3 giorni
Il mio prossimo impegno: una lunga camminata con un nuovo amico
Da tempo sono in contatto con Manfredi Salemme, ligure, che ha intenzione di partire da Muggia il 1° giugno per compiere, in ben 93 giorni di trekking, tutta la classica via alpina, un itinerario che tocca 8 nazioni. Lo accompagnerò, forse con qualche mio "braccio destro", nel tratto iniziale da Muggia fino al castello di Predjama, sperando che la mia collaborazione possa essergli utile per iniziare bene la sua grande avventura e gli faccia conoscere, prima delle grandi montagne alpine, anche le bellezze naturali del nostro territorio triestino. Mi preoccupa un pò la lunghezza delle previste 2 giornate di cammino (oltre 40 km. il giorno) e sto tentando di convincerlo di fare il tratto Muggia-Predjama in 3 tappe (tanto un giorno più o un giorno meno…) per poter fargli vedere con maggior completezza le indubbie meraviglie naturali e ambientali che un valido itinerario Muggia-Predjama può offrire. Da cosa nasce cosa e vedremo, più avanti, a cosa approderanno i già ben avviati sviluppi.
Anticipo che comunque questa sua "impresa" sarà per me lo stimolante spunto della prossima proposta escursionistica che vorrei inserire su questo blog: una "Traversata da Muggia a Predjama in 3 giorni", sperando possa essere di gradimento e aiuto anche per altri eventuali camminatori che intendessero venire alla scoperta della bellezza del "territorio di Trieste e dintorni".
Un "Buone escursioni a tutti" da Sergio Ollivier
Alcuni siti correlati alla traversata:Guya trekking 2009: www.via-alpina-2009.blogspot.com/
Via Alpina - itinerario rosso: www.via-alpina.org/Default.aspx?pageid=page354
UNA BELLA NOTIZIA DELL'ULTIMA ORA:
Manfredi ha deciso di accettare la mia proposta e quindi seguiremo, salvo impensabili contrattempi, il programma di massima quì sottoelencato:
Il programma di massima per la traversata Lazzaretto-Predjama:
Venerdì 29 maggio 2009: alle ore 18, conferenza-incontro presso la sede del Cai XXX Ottobre di via Battisti 22 con Manfredi Salemme per l'illustrazione delle sue precedenti esperienze e l'imminente "Guya trekking 2009", tutta la via alpina in 93 giorni.
Sabato 30 maggio: arrivo (autobus n° 20 o vaporetto Trieste-Muggia) a Muggia e giro in visita alla cittadina veneta. Trasferimento (autobus n° 7, numero portafortuna di Manfredi) in località Lazzaretto, al confine con la Slovenia. Nuotata nel mare Adriatico e pernottamento in tenda presso il campeggio San Bartolomeo.
Domenica 31 maggio: inizio del "Guya trekking 2009". Per l'intera giornata si seguirà un itinerario che si tiene sempre vicino all'ex confine italo-sloveno: Lazzaretto-Muggia Vecchia-Crevatini-Santa Barbara-ex valico di Rabuiese-Tinjan-Ospo-Kastelec-San Servolo-monte Carso -rifugio Premuda-val Rosandra-Draga S.Elia-ex valico di Pesek-Zeleni center (Centro nel verde) con pernottamento in camerata o in tenda.
Lunedì 1° giugno: Zeleni center-monte Cocusso-ex valico di Lipizza-Lipizza (con visita alle scuderie)-Lokev-Matavun (con visita all'interno delle grotte di San Canziano),pernottamento B&B a Matavun oppure proseguimento per la Valle dei Mulini (altre 2 ore) e pernottamento a Skofjie in agriturismo o in tenda nell'annesso campeggio in riva al fiume Timavo.
Martedì 2 giugno 2009: Matavun o Skofjie-monte Vremscica (Auremiano)-Senozece-Razdrto-monte Nanos-Strane-Smihel--Predjama-pernottamento B&B a Predjama presso la trattoria Pozar. Cena in lieta compagnia e commiato, con saluti e fraterni abbracci, dall'amico Manfredi Salemme, con l'augurio, di tutto cuore, di un "Buon proseguimento" del suo grande "Guya trekking 2009".
Seguirà una descrizione dettagliata della traversata Muggia-Predjama in 3 giorni.

mappa tratta dalla carta dell' Ist.geog. DeAgostini
"Istria-Dalmazia" scala 1:200.000
Le mie foto più belle
Per ingrandire le foto cliccare sull'immagine
+di+Sopra+Capodistria+082.jpg)

il golfo da Pirano a Isola d'Istria..........................i prati di Senosecchia...................................Paesaggio carsico e mare
arte nell'Istria centrale...fine gita in osmizza........autunno istriano..........Portole e dintorni
.fi
.....val Rosandra...........l'Isonzo dopo Salcano.... cresta del Sabotino....eremo di San Valentino
1h - Traversata dal golfo di Trieste alla piana di Lubiana - 2.a tappa da San Canziano a Prevallo
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. Seconda tappa della TRAVERSATA DAL GOLFO DI TRIESTE ALLA PIANA DI LUBIANA
IL PROGRAMMA DELLA GITA: descrizione e orari
Ore 8.30 Trieste. Partenza con la corriera. Si supera l'ex-valico di Lipizza, e passando per Corgnale-Lokev e Divaccia-Divača si raggiunge il grande posteggio del complesso pertinente alla visita delle grotte di San Canziano. Sosta per il caffè.
Ore 9.30 Grotte di San Canziano-Škocjanske jame (punto 1).
Ore 10.15 Gradischie-Gradišče (punto 2). All'uscita dal paese prendiamo a destra una carrareccia che, in pochi minuti, ci conduce al piccolo aeropo
Ore 11.00 Aeroporto di Divaccia-Divača (punto 3). Il sentiero segnalato per il Vremščica, allo scopo di poter raggiungere un basso sottopassaggio che permette di superare con maggior sicurezza la ferrovia, costringe a un allungamento del percorso. Avendo fretta e voglia di relativa avventura, ci si può tenere ai bordi dell'aeroporto e poi, superati con cautela i binari, raggiungere una strada
Ore 13.30 Monte Aure
Ore 15.00 Monte Slatina-Slatna (punto 6). Discesi dalla cima e ripreso il sentiero segnalato, scendiamo lungo il versante sud, immersi in appartato ambiente boschivo. A volte la pendenza è piuttosto accentuata e nel caso di terreno bagnato possono essere utili i bastoncini telescopici. Infine sfociamo in un tratturo che proviene dal p
Ore 17.00 Senosecchia-Senožeče (punto 7). Per la parte finale della gita sarà possibile scegliere fra due percorsi. Il più lungo prevede di risalire gli ampi pascoli della fattoria per raggiungere una carrareccia che fa parte della grande trasversale slovena. Per non sbagliare, in alcuni bivi bisogna sempre seguire la direzione suggerita dal segnavia. Si supera, con qualche
Ore 18.45 Prevallo-Razdrto (punto 8). Partenza con la corriera. Seguendo la strada principale si ritorna
Ore 19.00 Senosecchia-Senožeče (punto 9). Sosta di ¾ d'ora presso il ristorante Stari Grad (tel. 0038657656251) per festeggiare la conclusione della 2a tappa della traversata da Trieste a Lubiana, con possibilità d'usufruire, in convenzione facoltativa da prenotare e pagare in sede entro venerdì 27 marzo, di un primo piatto composto di un bis di assaggini di tradizione locale al prezzo di € 5.
Ore 19.45 Senosecchia-Senožeče. Partenza con la corriera. Si prende l'autostrada slovena, rientrando in Italia attraverso l'ex valico di Fernetti. Ore 20.30 Trieste. Arrivo in Foro Ulpiano. Fine della gita.
Mappa tratta dalle carte slovene
Slovenska Istra e Nanos
Scala 1:50000
4b - Una gita nei Colli Euganei: l'anello di Faedo


L'itinerario: Faedo (190 m), monte Fasolo (301 m), monte Gemola e monastero di Beatrice d'Este (290 m), monte Brecale (325 m), Faedo (190)
Ore 6.30 Trieste. Partenza con la corriera. Percorsa l'autostrada a/4 fino a Padova, si continua con l'autostrada a/13, uscendo al casello delle Terme Euganee. Incontro con gli amici padovani della "Giovane Montagna", nostri collaboratori nell'organizzazione della gita. Passando per Galzignano e passo Roverello si raggiunge il paese di Faedo (km. 256 da Trieste).
Ore 10.00 Faedo. Visita del piccolo paese (300 abitanti) www.festefaedo.altervista.org . Nei pressi della chiesa di San Pietro, ricostruita nel 1818 sul luogo di una precedente chiesa distrutta 4 volte, preparazione della comitiva per l'inizio dell'escursione nel parco regionale dei Colli Euganei www.parcocollieuganei.it istituito nel 1989.
Ore 11.00 Faedo (punto 1). Partenza a piedi dal piazzale della chiesa; si percorre il sentiero di Cà Lustra, passando vicino all'omonima azienda vitivinicola www.calustra.it , e seguendo la dorsale nord si sale in cima al monte Fasolo www.magicoveneto.it/euganei/trek/montefasolo-1.htm
Ore 12.00 monte Fasolo (punto 2). Si scende alla sella che collega i monti Fasolo, Gemola e l'adiacente monte Rusta. Seguendo un comodo sterrato si arriva in cima al monte Gemola: ampio panorama.Visita agli esterni del parco dell'ex-monastero dove visse (1221-26) Beatrice d'Este www.santiebeati.it/dettaglio/91206 ,ora adibito a sede del "museo naturalistico villa Beatrice d'Este".
Sosta per il pranzo al sacco.
Ore 14.00 Visita facoltativa al museo naturalistico villa Beatrice d'Este (ingresso intero € 2,6, ridotto € 1,10) www.magicoveneto.it/euganei/baone/villabeatricedeste-montegemola.htm.
Ore 14.45 monte Gemola (punto 3). Partenza dalla sommità: si costeggia il muro di cinta dell'ex complesso monastico, alla fine del quale si svolta a destra e scendendo con un facile sentiero, si sfocia su una strada asfaltata: percorsi 400 metri si raggiunge l'antica chiesetta di Santa Lucia, costruita nel 1450, che costudisce all'interno una pala d'altare in pietra di Pietro Lombardo. Con un sentiero pianeggiante si percorre il versante ovest del monte Rusta, fino a incrociare la strada provinciale che collega Fontanafredda a Faedo. S'inizia ora la salita seguendo una stradina prima cementata, poi bianca. Transitati a fianco dell'azienda agricola "monte Brecale" e le vecchie case Frison, dopo aver incrociato un maestoso gelso, si continua lungo le pendici ovest del monte Brecale, percorrendo un facile sentiero contornato dai castagni. Salita facoltativa alla zona sommitale del monte Brecale.
Ore 16.30 monte Brecale (punto 4). Superate le case Tecchiato e Veronese, si arriva alla casa Toniolo. Compiendo un tratto in discesa si ritorna alla piazza della chiesa di Faedo, dove ha termine l'escursione a piedi nel parco regionale dei Colli Euganei.
Ore 17.30 Faedo. Sosta in un agriturismo www.campagnolafaedo.com per una bicchierata con gli amici padovani e commiato accompagnato da un vicendevole "arrivederci" a presto.
Ore 18.00 Partenza con la corriera. Rifacendo il tragitto stradale fatto al mattino si rientra a Trieste.
Grazie all'assistenza degli amici padovani della "Giovane Montagna", i gitanti potranno sia ridurre l'escursione che aumentarla, estendendola al versante sud del monte Venda.
Il programma sarà strettamente osservato salvo cause di forza maggiore.
Alta via dei Colli Euganei
mappa dell' "Anello di Faedo"
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5b - Seconda tappa della grande traversata dell’Istria centrale: da Cristoglie a Pinguente
GRANDE TRAVERSATA DELL'ISTRIA CENTRALE
DA TRIESTE FINO A POLA IN 8 TAPPE ............... 2.a gita:
"DAI MONTI DALLA VENA ALLA VALLE DEL FIUME QUIETO"
L'itinerario: Cristoglie-Hrastovlje (164 m), Sanigrado-Zanigrad (243 m), Sasseto-Zazid (387 m), bivio quota 650 m, monte dei Tigli-Lipnik (804), Acquaviva dei Vena-Rakitovec (520 m), Duori-Dvori (212 m), San Quirino-Sočerga (312 m).
Inizialmente la gita prevedeva un tragitto che congiungesse Cristoglie a Pinguente. Purtroppo la consistente distanza da percorrere e l'esistenza del confine sloveno-croato, avrebbe obbligato a seguire un meno interessante itinerario (indicato in pianta). Si è preferito l'allestimento del presente più panoramico percorso, che però ha termine a San Quirico-Sočerga, subito prima del confine. Il tratto Sočerga-Pinguente (occorre la carta d'identità) potrà essere compiuto con i mezzi propri o a piedi (8 km. di strada asfaltata).
IL PROGRAMMA DELLA GITA: descrizione e orari
Ore 8.00 ritrovo presso l'ex posto di confine di Rabuiese-Škofije. Si percorre la valle del Risano, raggiungendo il paese di Cristoglie.
Ore 8.30 Cristoglie-Hrastovlje (punto 1). Sosta per il caffè e un dolce nell'agriturismo Šrgat (tel. 0038656592460). Visita facoltativa con guida (al costo di € 2) alla chiesa fortificata della Santa Trinità che custodisce i preziosi affreschi di Giovanni da Castua (del 1490), fra cui la celebre "danza macabra".
Ore 9.15 Cristoglie-Hrastovlje. Inizio dell'escursione a piedi. Si attraversa il vecchio paese e, trascurando l'erto sentiero segnalato che sale direttamente a Sanigrado, prendiamo un'antica carrareccia meno erta che, oltrepassata la ferrovia, sale aggirando il costone su cui sorge la chiesa di Santo Stefano. Visita all'interno della chiesa per ammirare gli affreschi di 20 anni più vecchi di quelli di Cristoglie. Qui, il 26 dicembre, si svolge l'affollata cerimonia della "benedizione dei cavalli".
Ore 10.15 Sanigrado-Zanigrad (punto 2). Lasciata la chiesa, si continua con uno sterrato che sottopassa la ferrovia. Risalendo, con un facile sentiero, una verde valletta, perveniamo al paese di Sasseto, composto di vecchie case carsiche in nuda pietra, in buona parte abbandonate. Sosta, grazie all'ospitalità dei proprietari, in un cortile posto nei pressi della chiesa cimiteriale di San Martino, per un momento di ristoro.
Ore 11.00 Sasseto-Zazid (punto 3). Proseguendo nella salita, seguiamo la strada bianca che conduce alla derelitta stazioncina della ferrovia istriana che collega Divaccia-Divača a Pola-Pula. Seguiamo ora un sentiero segnalato che risale con modesta pendenza il versante del monte, godendo di un'ampia veduta sul golfo di Trieste. Giunti al bivio di quota 650 m, i più stanchi hanno la possibilità discendere direttamente al successivo paese, Acquaviva-Rakitovec. E' però molto consigliabile continuare nella salita prendendo un ottimo sentiero con segnavia che raggiunge l'orlo di un bellissimo altopiano erboso: siamo nel tipico ambiente carsico che caratterizza la Cicceria. Raggiungiamo infine il punto più alto, il monte dei Tigli, che è provvisto di libro di vetta. Dalla cima si apre un grandioso panorama con aperta vista sul Taiano-Slavnik, sui colli dell'Istria e sul tratto del mare Adriatico che va dal golfo di Trieste fino a Cittanova-Novigrad.
Ore12.15 monte dei Tigli-Lipnik (punto 4). Ritornati al bivio q. 650, scendiamo con una non più usata carrareccia che ci conduce al paese di Acquaviva, che è situato ai piedi del ciglione dei monti della Vena, al riparo dalla bora. Le case del paese, costruite con grosse pietre a faccia vista, sono, come in gran parte dei paesi di questa zona, parzialmente abbandonate a causa dell'emigrazione verso la costa della popolazione più giovane. Presso il grande stagno del paese, sosta per il pranzo al sacco.
Ore 14.00 Acquaviva dei Vena-Rakitovec (punto 5). Ripreso il cammino, raggiungiamo la stazione ferroviaria della linea che porta a Pola; qui avviene il controllo dei documenti di quanti vogliono proseguire in treno verso la Croazia. Per evitare la strada asfaltata, dapprima attraversiamo dei campi incolti e poi, seguendo una larga carrareccia, raggiungiamo il solitario paesino di Duori, composto di poche case isolate dove, in un cortile che custodisce una bella cantina, avverrà un piccolo rinfresco.
Ore 15,00 Duori-Dvori (punto 6). Si esce dal piccolo abitato e raggiungiamo una sella che fa da confine fra la Slovenia e la Croazia, Non è concesso proseguire con la vecchia carrozzabile con cui si andava verso Pinguente-Buzet, per cui è d'obbligo dirigersi verso San Quirino-Sočerga. Il percorso segue una panoramica cresta che sprofonda con pareti a strapiombo verso la valle del torrente Brazzana, il principale affluente del fiume Quieto-Mirna. Per la loro straordinaria conformazione a sbalzo, queste pareti sono diventate una delle immagine-simbolo più conosciuta dell'Istria interna. Due sono gli itinerari proposti: il più difficile segue un sentierino segnalato che si tiene alla base delle pareti rocciose e poi guadagna l'orlo della cresta con un non difficile passaggio attrezzato con cavo e alcuni pioli. Più facile invece è il seguire una traccia di sentiero che si tiene vicino al bordo del crinale e raggiunge il punto d'arrivo della piccola ferrata, dove si trova pure il libro di vetta. Molto bella è la veduta dei monti della Vena e verso la grande vallata su cui emerge il colle di Pinguente. Continuiamo a seguire il filo della cresta, camminando in un classico ambiente di landa carsica, fino a raggiungere la chiesa cimiteriale di San Quirico: sul posto esisteva un castelliere preistorico.
Ore 16.15 chiesa di San Quirico-Sv.Kirik (punto 7). Percorrendo un breve tratto di strada asfaltata scendiamo verso il paese di San Quirico-Sočerga dove, nel piazzale presso una rustica trattoria (tel. 0038656571155), aspetterà la corriera. Fine dell'escursione a piedi.
Ore 17.15 San Quirico-Sočerga (punto 8). Partenza con la corriera, dopo pochi chilometri, si raggiunge il paese di Gracischie; sosta di ¾ d'ora nel ristorante con alloggio "Ražman" (tel. 0038656572003) per festeggiare la conclusione della seconda tappa della traversata Trieste-Pola, con possibilità di usufruire di un primo piatto in convenzione facoltativa, composto di un tris di assaggini tipici, al prezzo di € 6.
Ore 18.15 Gracischie- Gracišće (punto 9), ripartenza in corriera per il viaggio di rientro a Trieste.
Ore 19.00 Trieste. Arrivo all'ex valico di Rabuiese-Škofije. Fine della gita.
Il programma sarà strettamente osservato, salvo causa di forza maggiore.

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mappa tratta dalla carta "Primorje in Kras"
scala originale 1:50000, adattata
1f – Traversata dal golfo di Trieste alla piana di Lubiana – prima tappa: da Basovizza al parco delle grotte di San Canziano
e 9.30 Grozzana (punto 2). Usciamo dal paese guidati dal segnavia biancorosso del sentiero n° 3. Si sale con una carrareccia nel bosco, che era il vecchio percorso della gente di Grozzana per recarsi nel proprio cimitero o alla sua chiesa, prima della sua totale interdizione al passaggio derivata dall'esistenza del confine con la Jugoslavia. Giunti a un'edicola votiva, si può proseguire in modo diretto per raggiungere la chiesa, ma è consigliabile invece di continuare a destra con il sentiero 3, seguendolo fino alla sua massima quota e poi Ore 10.00 monte Goli-Golič (punto 3). L'area sommitale è stata recintata, cosa che purtroppo sta avvenendo a dismisura nel Carso triestino, per non sempre comprovate attività di pascolo. Contornando la privatizzazione, si seguono i cippi
Ore 13.30 Cacitti-Kačiče (punto 5). Attraversato il paese, prendiamo una stradina che dopo ½ km. tange la solitaria chiesa di Santa Maria (e). Spesso nel territorio carsico esistono queste chiese isolate che servivano, per la funzione religiosa e cimiteriale, a più paesi circostanti. Seguendo lo sterrato arriviamo alle poche case della frazione di Pared. La prima costruzione è il grande "Agriturismo Vrbin" (tel. 0038657631065), utile per un breve momento di ristoro.
Ore 14.00 Danne-Dane (punto7). Usciti dal paese, seguiamo la carrareccia che scende verso il fondo di un'evidente dolina, dove si trova un fenomeno carsico molto interessante ma poco conosciuto. Un piccolo torrente ha formato u
Nevoso-Snežnik, all'incontro con la zona carsica ha scavato dapprima l'affascinante incisione della "valle dei mulini" (altro possibile, splendido percorso segnalato, della durata di 3 ore di cammino). Per sfociare nelle "piccola e grande voragine" che precedono il suo percorso ipogeo, ha dovuto forzare uno sbarramento di rocce, creando la straordinaria grotta Michelangelo, una grandiosa serpentina sotterranea di circa 300 metri, di grande imponenza e fascino. Per ragioni di sicurezza, in attesa del previsto recupero del vecchio sentiero, la visita è di solito interdetta ma, grazie alla disponibilità del personale del parco, sarà possibile percorrerne la già gratificante prima parte (facoltativo, al costo di € 2,5). Ore 16.00 visita alla grotta Michelangelo-Jama Mahorčičev
a (punto 8). Inizio della visita: raggiunta l'ultima casa di Matavun (era una trattoria), in circa 10 minuti scendiamo fino all'alveo del fiume, che si oltrepassa con un ponte. Impressionante è la visione dell'entrata dell'enorme caverna e dello scorrere delle acque. Raggiunta una grande piattaforma, il sentiero, disastrato dalla forza talvolta distruttrice del fiume, attualmente non è più percorribile. Con l'aiuto di fondi europei, è previsto Ore 17.00 San Canziano-Škocjan (punto 9). Dalla chiesa, se in ritardo, si potrà raggiungere direttamente il paese di Matavun e la corriera. Altrimenti: scendiamo al vicino abitato di Betania, dove recentemente è stato aperto l'agriturismo "Pri Betanci" (tel. 0038657633006).
Ore 17.15 Betania-Betanja (punto 10). Poco oltre il piccolo borgo si apre un belvedere che permette l'incredibile visione completa delle voragini dove scorre, 163 metri più sotto, il Timavo. Con un facile sentiero, in parte gradinato, che si tiene sul diaframma di roccia che separa la piccola dalla grande voragine, si perviene al posteggio del parco delle grotte di San Canziano, dove sarà in attesa
Ore 17.45 Mattauno-Matavun (punto 11). E' prevista una sosta di ¾ d'ora presso il ristorante "Pri Jami" (tel. 00386576322961) per festeggiare la conclusione della gita, con possibilità di usufruire in convenzione facoltativa, da prenotare e pagare in sede entro venerdì 13 febbraio, di un primo piatto composto di un tris di assaggini di tradizione locale, al prezzo di € 6.
Ore 18.30 Mattauno-Matavun. Partenza con la corriera per il viaggio di rientro a Trieste.
Parco delle Grotte di San Canziano: . . . . . . . . .www.park-skocjanske-jame.si/cgi-bin/newsita.cgi
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La mappa è tratta dalla carta "Slovenska Istria" - scala 1:50000
2c - Cercando Venezia nella magica Istria: quattro borghi veneti fortificati e la ferrovia Parenzana
GITA IN CROAZIA, PER RITROVARE VENEZIA IN ISTRIA
Il programma dell'escursione: visita di Montona, percorso ciclopedonale della Parenzana con visita a Portole, Piemonte e Grisignana.
Ore 11.00 Montona-Motovun (punto c). Partenza con la corriera. Si ridiscende alla valle del Quieto e, passando per il paese di Levade-Livade, centro noto per il tartufo, si risale il versante opposto con una comoda strada a tornanti. Si posteggia nello spiazzo più alto (punto b), che offre uno dei panorami più aperti dell'Istria centrale, avendo di fronte la splendida Montona arroccata sul suo colle e tutt'intorno un dispiegarsi a raggiera di tante colline istriane. Poche centinaia di metri e, preceduta dall'affrescata chiesetta trecentesca di San Rocco, si raggiunge la piazza della Loggia veneta dove, incorporata fra gli edifici, si apre la porta principale, che da accesso alla cittadella fortificata di Portole.
Ore 11.30 Portole-Oprtalj. Il borgo colpisce per il degrado delle sue case, notevoli un tempo ma oggi quasi tutte in uno stato di avanzata rovina effetto drammatico del quasi totale esodo degli anni '50. Un dedalo di vicoli converge verso la piazza centrale. La chiesa di San Giorgio, costruita nel 15° secolo sopra di un'antichissima, presenta una bella facciata di stile palladiano e all'interno buoni dipinti e altari. Lo svettante campanile un tempo era la torre di difesa. Il più grande palazzo è stato recuperato da una famiglia inglese. Completato il giro di visita del suggestivo borgo, nei pressi della loggia o eventualmente nell'esercizio pubblico posto sotto la stessa (acquistabili i prodotti locali), si farà la sosta per il pranzo al sacco.
Ore 12.30 Portole-Oprtalj (punto c). Si esce dal paese, raggiungendo la chiesa di Santa Maria; da notare il suo grande portico e all'interno gli interessanti affreschi, datati 1471, un tipico esempio dell'antica pittura istriana. A fianco della chiesa si stacca la larga carrareccia che era il collegamento fra Portole e la ferrovia Parenzana. Per raggiungere il tracciato, si deve scendere per circa 2 km. nella valle del Molino, pervenendo allo slargo dove si trovava l'ormai scomparso casello ferroviario della fermata di Portole. Qui avrà inizio l'escursione a piedi lungo il tracciato della ferrovia Trieste-Parenzo, costruita nel 1902 e dismessa già nel 1935. Il previsto punto di fine escursione sarà l'ex-stazione di Grisignana, distante 13 km. Il sedime ferroviario s'innalza dolcemente, seguendo a mezza costa il movimentato versante collinare, con passaggio di molte curve, l'incontro di 4 grandi viadotti e 4 gallerie, in una continua altalena di panoramici promontori e pronunciate incisioni vallive. Il tracciato, dopo 70 anni d'abbandono, è ora in gran parte recuperato e riciclato a magnifica pista ciclopedonale di alto valore storico-paesaggistico.
Ore 13.30 Portole-Oprtalj, ex casello (punto 11 - al km 77,8). I più veloci, andando nell'opposta direzione di Levade, potranno anche visitare (1/2 ora in più) l'imponente viadotto di Portole (v1 - a 6 archi, alti 25 metri). Iniziando a percorrere il tracciato, dopo ½ km. s'incontra la prima galleria (g1 - 146 m.) che essendo in curva un tempo era buia nel tratto centrale; ora è stato realizzato un impianto d'illuminazione con panelli solari. All'uscita, per oltrepassare una valletta e un rio secondario, si transita sull'alto viadotto Freschi (v2 - a 3 archi, alti 30 m.). Tutti i viadotti sono stati messi in sicurezza con estetiche ringhiere e il loro transito non presenta più nessun pericolo. Il percorso, inserito in un appartato ambiente, costeggia la valle del Molino, con aperta vista sul versante opposto, dove s'intuisce la discesa della ferrovia verso Levade, anch'essa perfettamente recuperata al transito. Si continua per circa 2 km., fino a incontrare il lungo viadotto di Antonzi (v3 - a 5 archi, alti 25 m.). Attraversatolo, si perviene a un gruppetto di case, dove arriva una strada bianca, un comodo modo d'accedere alla ferrovia per chi proviene dal fondovalle. Aggirato un panoramico dosso, appare Piemonte aggrappata in cima a una piccola elevazione. Prima della sistemazione del tracciato questo era il tratto più difficoltoso al transito, a causa della vegetazione rigogliosa e la mancanza di un ponticello. Si giunge al viadotto di Piemonte (v4 - a 3 archi, alti 20 m) che supera un'area d'interesse geologico. Oltrepassate due brevi gallerie (g2 – g3), si arriva a un brutto edificio incompiuto eretto sulle fondamenta del casello della fermata di Piemonte. Per raggiungere il paese si sale con l'ottima strada bianca che costituisce l'unico accesso dal fondovalle del Quieto: esiste anche una scorciatoia fra i campi che sale direttamente al paese.
Ore 15.15 Piemonte-Završje (punto d). Visita al piccolo borgo fortificato, importante nel passato ma ora in gran parte abbandonato come conseguenza dell'esodo e dell'emigrazione dei giovani nella zona costiera. Oltrepassata l'unica porta sopravvissuta all'abbattimento delle mura, si entra nel borgo: salendo con la strada lastricata, fra le case desolatamente in rovina, si arriva alla vecchia chiesa della Vergine Maria e il suo campanile merlato. Nella sommità del colle si trova il palazzo-castellano, iniziato già nell'11° secolo, che apparteneva alla potente famiglia veneziana dei Contarini. Si discende lungo l'opposta via lastricata, immersi in uno scenario di suggestivo stampo medioevale, ma in avanzato stato di deterioramento. All'uscita del paese s'incontra il nuovo Duomo; contornando alla base il colle su cui sorge Piemonte, si ritorna all'incrocio con la Parenzana.
Ore 15.45 Piemonte-Završje, ex casello (punto 12 - al km.72,7). Si riprende l'escursione lungo la pista ciclopedonale. Aggirato un promontorio, la perduta veduta di Piemonte, è compensata da un vasto panorama sulla valle del Quieto e sulle contrapposte colline dell'altra sponda. Dopo un tratto in curva si oltrepassa l'ultima galleria (g4), pervenendo alle poche case recentemente restaurate della frazione Biloslavo. Una strada bianca discende come collegamento con la vallata del Quieto, passando ai margini del paese di Castagna, una volta notevole borgo (fino a 500 persone) ma ora quasi disabitato. Visitarlo sarebbe interessante (nei pressi l'ottimo agriturismo Deskovic, punto e), però richiederebbe almeno 1 ora in più.
Ore 16.30 Castagna-Kostanjevica, ex-fermata presso la frazione Biloslavo (punto 13 – al km. 69,5). L'ultimo tratto della Parenzana contorna le sinuosità delle tormentate pendici collinari che culminano nel monte San Giorgio, dove si trova un grande edificio, clamoroso oggetto di una contestata riedificazione edilizia. Questo tratto dell'ex-ferrovia, composta da 4 km. di ottimo tracciato, che non presenta particolari manufatti, fino a 5 anni fa era assolutamente impercorribile, perchè totalmente invaso dai rovi. Ora, visto il richiamo anche turistico della cittadina di Grisignana, è diventato il più comodo punto d'inizio o fine di belle gite sulla Parenzana e sta acquistando notorietà e frequentazione degli appassionati escursionisti, ciclisti e turisti. Si arriva in vista del promontorio, dove sorge, in magnifica posizione, Grisignana: è il punto più elevato dell'intera ferrovia Parenzana (293 m). Giunti all'ingresso di una galleria (una volta era chiusa e adattata a coltivazione di funghi), si devia sulla vicina strada bianca che risale dalla valle del Quieto e in breve si raggiunge la cinquecentesca chiesa degli SS. Cosma e Damiano, dal bel portico a esili colonne, che è posta vicino alla Porta Maggiore, l'ingresso alla cerchia murata che circoscrive Grisignana.
Ore 17.30 Grisignana-Grožnjan (punto a). Visita alla cittadina che, già abitata all'epoca dei castellieri e nel periodo romano, passò al dominio veneziano nel 1356. Accanto all'ingresso si trova la Loggia veneta, di puro stile rinascimentale; passando per le tortuose vie (tutte lastricate in pietra) del borgo medioevale, nel quale si aprono graziose botteghe d'arte e souvenir, si sfocia nella piazza dei Musicanti. Grisignana è stata interamente restaurata e recuperata nel suo aspetto originario, perché fu scelta come luogo ideale per il ritrovo internazionale degli artisti, specie nel campo pittorico e musicale. Il giro del borgo si conclude nella piazza-belvedere dove, accanto al notevole Palazzo del Podestà (uno stemma cittadino), si erge il Duomo dedicato ai SS. Vito e Modesto, dalla facciata barocca e l'alto campanile. Dalla piazza si gode di un incantevole panorama verso la vallata e le colline che racchiudono il fiume Quieto, con nello sfondo un po' di mare. Finita la visita, si percorre per 300 metri la strada d'accesso al borgo e si raggiunge lo slargo, dove stazionerà la corriera. Vicinissima si trova l'integra ex-stazione, ora adibita a rustica fattoria, di Grisignana.
Ore 18.15 Grisignana-Grožnjan, ex-stazione della Parenzana (punto 14 – al km 65). Partenza con la corriera. Si transita, passando per Tribano, su una strada locale che dopo 6,3 km. raggiunge Buie. Ripercorrendo il tragitto fatto al mattino, si ritorna in Italia, dove in una "osmizza" dell'altopiano triestino si potrà effettuare un brindisi di commiato con il nostro amico triestino, come festeggiamento della conclusione della gita in Istria.
Ore 19.30 Trieste. Si prosegue, tramite l'autostrada a/4, nel viaggio di rientro verso la propria città.

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5h - Ottava e ultima tappa della “Grande Traversata dell’Istria centrale” : da Dignano a Pola
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GRANDE TRAVERSATA DELL'ISTRIA CENTRALE
DA TRIESTE FINO A POLA IN 8 TAPPE . . ottava gita:
DAL TERRITORIO DI DIGNANO AL GOLFO DI POLA
DOMENICA 18 GENNAIO 2009
L'itinerario: visita di Dignano-Vodnjan (130 m), Peroi-Peroj (36 m), Fasana-Fažana (4m), Valbandon (5 m), Stignano-Stinjan (40 m), forte Grosso (64 m), visita di Pola-Pula.
IL PROGRAMMA DELLA GITA: descrizione e orari
Ritrovo dei partecipanti alla gita in via Fabio Severo, di fronte alla Rai.
Ore 6.30 Trieste. Partenza con la corriera. Superato l'ex confine di Rabuiese-Škofjie, si attraversa la Slovenia (via Capodistria, sella di Šmarjie, valle del Dragogna), entrando in Croazia attraverso il valico di Dragonja-Kaštel (occorre la carta d'identità). Si prosegue percorrendo la superstrada istriana (la"Y"), uscendone allo svincolo di Canfanaro-Kanfanar (al km. 91). Seguendo le indicazioni stradali si arriva al paese di Valle (km. 104 da T
Ore 8.15 Valle-Bale. Sarà possibile effettuare l'attraversamento guidato dello storico paese, con visione esterna del Duomo, la cittadella, la piazza del Comune con il castello dei Bembo, l'antica chiesetta affrescata del Santo Spirito. Sosta presso lo "Sweet bar" per il caffè e un dolce casalingo (compreso nella quota dell'iscrizione).
Ore 9.00 Valle-Bale. Si riparte con la corriera; percorrendo per 11 km. la strada principale si raggiunge il grande posteggio situato nei pressi della stazione ferroviaria di Dignano (totale km. 115 da Trieste).
Ore 9.30 Dignano-Vodnjan (punto 1). Inizio della visita della cittadina. Percorsa la via delle Mercerie, la più lunga dell'Istria, che presenta case antiche e tre interessanti chiesette, si sfocia nella piazza centrale dove si
ergeva il castello (demolito nel 1808 ). La piazza è delimitata dal neogotico palazzo comunale (1911) e dal palazzo Bradamante
a museo etnografico. Infine si perviene alla piazza dominata dalla grande mole del Duomo e dal suo campanile, che è alto ben 63 metri. La chiesa, dedicata a San Biagio, oltre a numerosi altari barocchi, possiede un ricco museo e nella cripta sono custodite le mummie di 3 santi. Non sarà possibile la visita all'interno, visto la concomitanza con le messe. Finita la visita a Dignano, si esce dal centro raggiungendo il luogo da dove avrà effettivo inizio la traversata da Dignano a Pola.Ore 10.30 Dignano-Vodnjan (punto 2). Partenza a piedi. Si percorre una strada bianca che poi si trasforma in sentiero non segnalato, co
ntenegro che introdussero la loro religione greco-ortodossa. Fino a qualche decennio fa la gente era ancora del tutto radicata nella conservazioneOre 12.00 Peroi-Peroj (punto 3). Si lascia il pa
carrareccia di poco discosta; sempre si è accompagnati dalla spettacolare visione delle isoOre 13.30 Fasana-Fažana. Sosta di 3/4 d'ora per il pranzo al sacco oppure in convenzione facoltativa, da prenotare e pagare in sede entro venerdì 16 gennaio, al prezzo di € 5. Data la lo
Ore 14.15 Fasana-Fažana (punto 4). Ritrovo presso il molo e br
Or
o, tranquillo rifugio di barche da diporto. La zona è di tipo vacanziero ma ben inserita nella natura. Si giunge all'ultimo tratto di costa che si percorrerà nella gita: fin dagli anni '30 era la sede dell'idroscalo di PolOre 16.00 Stignano-Stinjan (punto 6). Tutta la zona costiera nord dello golfo di Pola, era monopolizzata dalle strategiche postazioni di caserme,

Or
e 17.00 Pola-Pula, ingresso caserme (punto 7). Con la corriera si raggiunge il posteggio sottostante l'Arena. Percorso guidato, con l'assistenza della locale Comunità degli Italiani, delle principali zone storiche della città, che meriterebbero una più approfondita visita , da rimandare a una prossima, più favorevole occasione. Ore 18.00 Pola-Pula, sede della Comunità degli Italiani (punto 8). Incontro con gli amici della Comunità, che conta ben 6.000 iscritti, con un giro di visita della loro bellissima sede. Nella sala principale sarà allestito un conviviale rinfresco, per il doveroso festeggiamento, dopo le otto domeniche passate in cammino, della felice conclusione della grande traversata dell' Istria centrale " da Trieste fino a Pola…".
Ore 19.00 Pola-Pula. Partenza con la corriera per il viaggio di rientro a Trieste. Si entra nella superstrada "Y" con lo svincolo di Canfanaro-Kanfanar. Ripercorrendo il tragitto stradale fatto al mattino, si raggiunge Trieste.
Ore 21.15 Trieste. Arrivo in Foro Ulpiano (km. 126 da Pola). Fine della gita.
Mappa della gita:Cliccare sulla mappa per visualizzarla a tutto schermo


4a - Monte Nero-Krn di Caporetto, in traversata da Lepena a Dresenza
salita al MONTE NERO-KRN DI CAPORETTO
ai confini occidentali del PARCO NAZIONALE DEL TRICORNO-TRIGLAV
"lungo il fronte della Grande Guerra, novant'anni dopo"
L'itinerario della traversata: Lepena-rifugio Klementa Juga (700 m), rifugio Lago Nero (1370 m), Lago Nero (1385 m), Sella Sonzia (2058 m), Monte Nero-Krn (2244 m), Rifugio Gomiščkovo (2182 m), Dresenza-Dreznica (554 m).
La gita prevede due distanti punti d' inizio e fine escursione, per cui va effettuata con l'ausilio di una propria corriera oppure lasciando preliminarmente delle automobili a Dresenza.
DESCRIZIONE DELLA GITA: Il testo è tratto integralmente da una mia gita effettuata nel 1996.
L
a valle Lepena è facilmente raggiungibile: punto di passaggio obbligato è Caporetto (Kobarid), cui si può pervenire sia seguendo la direttrice Cormo
ns, Cividale, ex-valico di Stupizza, transitando su strade pianeggianti e non molto frequentate, sia passando per Nova Gorica e percorrendo la bellissima, anche se un po' tortuosa strada che risale la valle dell'Isonzo. In questa o in altre occasioni di gite non si deve tralasciare una visita all'i
mportante museo di Caporetto, molto bene allestito nella centrale villa Masera. Innumerevoli foto e cimeli, una struggente ricostruzione, anche sonora, della vita in un ricovero di montagna e un grande plastico rappresentante le zone di guerra, rendono molto interessante la visita. Proseguendo lungo la valle dell'Isonzo (Reka), si oltrepassa Plezzo (Bovec) e al bivio successivo s'imbocca a destra la celebre val Trenta (a sinistra si salirebbe al passo Predil). Pochi chilometri ancora e chiare indicazioni ci fanno deviare verso destra: siamo così entrati in val Lepena. Una non lar
ga ma agevole strada asfaltata la risale per 7 km. raggiungendo il grande posteggio di fondovalle, dove si trova il rifugio Klementa Juga, il punto di partenza dell'escursione. L'attuale rifugio è frutto della ristrutturazione di una ex-casema di finanza, costruita dagli italiani negli anni '20; consta di circa 60 posti lett
o ripartiti in camerate e stanze da 4 letti, con apertura da giugno a settembre e in altri favorevoli fine-settimana. Iniziamo la nostra lunga traversata prendendo una mulattiera segnalata che risale con molti tornanti e in costante pendenza, il fianco boscoso. E' meglio ignorare un altro sentiero segnalato che sale troppo ripidamente, da utilizzare piuttosto in discesa. Guadagnati così 600 metri di dislivello, si esce dal bosco nei pressi della stazione d'arrivo della teleferica servente l'ormai vicino rifugio lago Nero. Si traversa con qualche saliscendi seguendo la carrareccia di servizio, in ¼ d'ora arriviamo al grande rifugio, costruito 24 anni fa, ch
e costituisce un ottimo punto d'appoggio per l'agevole salita alle cime circostanti e per compiere qualcuna delle tante belle traversate montane proponibili. Il rifugio, sommando la capienza della costruzione principale e un'altra adiacente, entrambe piuttosto confortevoli, dispone di ben 170 posti-letto, per lo più in camerette a 4 posti. Il trattamento gestionale è buono, come pure il menù che è tradizionalmente semplice (vari minestroni, uova con pancetta,ecc); un vicino laghetto serve per la riproduzione ittica. Lasciato il rifugio, utilizziamo una carrareccia che conduce al ripiano dove pascolano numerose capre pertinenti alla rustica malga Duple. Durante la 1a guerra mondiale qui erano piazzate le baracche di retrovia austriache. Superato l'incrocio dove s'innesta il noto sentiero traversale sloveno n° 1 proveniente dal lago di Bohini e da
i rifugi della Komna, in breve raggiungiamo la meravigliosa conca che racchiude il Lago Nero. Di evidente origine glaciale, lungo 300 metri e largo 100, il lago è incantevolmente ameno. Per l'intenso colore verde-azzurro su cui si specchia la mole del monte Nero, il potersi soffermare, in rilassante passeggiata, sulle sue sponde, la possibilità di una inconsueta balneazione e infine per la relativa facilità dell'accesso, il lago Nero può già costituire la meta di una molto gratificante gita. La traversata
prosegue con un sentiero che raggiunge il bordo di un vastissimo pianoro; al suo margine sorge la minuscola malga Pollio, ora adibita a casa dei guardiacaccia. Attraversata la grande conca, la mulattiera riprende ben segnalata e sicura. Si sale seguendo i suoi frequenti tornanti, su sfasciumi e rocce carsificate, in un ambiente che gradualmente si fa sempre più aspro e panoramico. Giunti a un bivio (posto a quota 1800 metri circa) per salire al monte Nero si deve prendere a destra. Il sentiero, mai pericoloso, dapprima si destreggia fra le roccette, offrendo un'impressionante veduta sulle repulsive pareti dei monti Pieschi, Rosso e Nero, poi con un'ultima rampa raggiunge la sella Sonzia, punto fondamentale della traversata. Avendo tempo e forza a disposizione (¾ d'ora e 110 metri di dislivello in più) è altamente raccomandabile, arrivati al bivio anzidetto, prendere invece a sinistra. In tal caso, dapprima si sale, grazie ad una chiara ma faticosa traccia fra le ghiaie e poi seguendo la sua non difficile cresta est,
si guadagna la piatta sommità del monte Rosso, reso tristemente celebre per essere stato un punto focale nella tragica 1a guerra mondiale. Mentre il monte Nero era stato conquistato dagli italiani fin dalle prime fasi della guerra, sul monte Rosso invece i due eserciti si affrontarono con trincee distanti poche decine di metri, in disperati e cruenti scontri dall'esito alterno. I grandi massi disseminati su gran parte della cima sono la sconvolgente testimonianza di una complicata guerr
a di mine e contromine che culminò, il 24 ottobre 1917, con un devastante scoppio per mano austriaca, che abbassò la vetta fortificata di 15 metri. Nella spettacolare discesa verso sella Sonzia s'incontrano molti bunke
r, una ardita scala intagliata nella roccia che richiede un po' di cautela per l'esposizione nel vuoto, lapidi commemorative, ecc. Giunti alla sella Sonzia, sarebbe imperdonabile scendere subito a valle perché il nostro obiettivo, la cima del monte Nero, è ormai vicin
o. Seguiamo il sentiero segnalato e, superati i tornanti dell'ultima rampa, la cima e il rifugio Gomiščkovo, posto poco sotto la vetta, finalmente appaiono al nostro sguardo. Si può scegliere fra seguire la sua facile cresta per raggiungere prima l'ambita vetta e poi scendere al rifugio oppure, forse è più logico, fare il co
ntrario. Comunque sia, il panorama che, nelle giornate limpide, si gode dalla sommità del monte Nero è incredibilmente vas
to: una trionfale sequenza di innumerevoli monti, che riconosciamo a fatica grazie all'aiuto di una provvidenziale tabella indicatrice, frastaglia il nostro grandioso orizzonte montano, ma pure sorprendente è l'aperta veduta rivolta verso la pianura friulana e il lontano mare Adriatico, con i pur alti monti Nevoso, Nanos e Mataiur che sembrano ridotti a modeste ondulazioni collinari. Pochi minuti di facile discesa e arriviamo al rifugio Gomiščkovo, dove ci concederemo una meritata sosta ristoratrice. Il rifugio è stato ricostruito 60 anni fa sulle rovine di uno eretto dagli italiani nel 1928, che aveva una monumentale facciata ed era dedicato alla memoria dell'eroico sottotenente Picco. Nonostante l'alta quota (2182 m) e il suo estremo isolamento, è egualmente piuttosto ac
cogliente e frequentato. I socievoli gestori raccontano, con malcelato orgoglio, di come riescano a risolvere le tante difficoltà del vivere, per mesi, lontani 3 ore di cammino da ogni confort moderno. Non essendoci né strade, teleferiche o cavi, si sfrutta solo quel che regala la natura. Per l'energia la forza del sole e del vento, la preziosa acqua proviene dal cielo, le provviste vengono trasportate da cavalli che salgono fin quassù partendo da una malga posta 1000 metri più in basso. Eppure essi sono sempre in grado di offrire un'efficiente accoglienza (40 i posti letto) e un semplice ma gustoso desinare. Affacciandosi sull'aerea balconata su cui è posto il rifugio, proprio nel punto dove arriva un'audace ferrata, si può ora intravedere il sottostante e molto lonta
no paese di Dresenza (Drežnica), dove avrà termine la nostra grande traversata. Iniziamo la lunga discesa usando la vecchia mulattiera di guerra, facile anche se accidentata, che discende, con molti tornanti, tutto quel vasto pendio inclinato che, se visto da lontano, rende inconfondibile il profilo del monte Nero. Giunti a un bivio lasciamo a sinistra un'alternativa molto frequentata che ci porterebbe al paesetto di Krn, massima quota che è raggiungibile in automobile. Il paesaggio sta cambiando, il terreno franoso e la vegetazione rigogliosa a volte riduce il sentiero. Ci concediamo una piccola sosta sull'invitante panca di una isolata casa per cacciatori che ha sul retro un'ottima sorgente. Scavalcato un cancello che segna il confine del parco naturale del Tricorno, proseguiamo guidati dal segnavia attraversando zone boschive che si alternano a ampi pascoli. Finalmente le prime case di Dresenza ci accolgono; alle vecchie costruzioni rurali si mescolano i moderni villini. Dopo lo slargo centrale, unico spazio per un comodo parcheggio, inoltrandoci fra un dedalo di viuzze, rintracciamo la bella trattoria del paese, dove potremo gustarci il meritato conforto gastronomico. Fra una portata e l'altra il cordiale e informato gestore, ci racconta volentieri delle belle vetrate della sua chiesa, costruita
nel 1912, quale meta di austriache intenzioni pellegrine o dei preziosi affreschi quattrocenteschi custoditi nella chiesetta di san Giusto del vicino villaggio di Koseč, o dei frequentati agriturismo della zona. E' un peccato che la cena sia finita, avremmo voluto saperne di più. Ripromettendoci di ritornare ci avviamo verso la macchina con cui ritorneremo alla consueta vita quotidiana. Istintivamente il nostro sguardo risale l'incombente parete e cerca lassù, poco sotto la cima, il piccolo puntino fuori dal mondo dove qualche ora fa avevamo trovato, per il sollievo del corpo e dell'anima, il nostro rifugio. E' con questa ultima splendida immagine che si conclude la nostra gita sul monte Nero.
SULLE MOTIVAZIONI PER ANDARE IN GITA:
Incontrai il giovane Zlatko mentre ero intento alla preparazione di una gita sul monte Sabotino. Ricordo che in quell'occasione si era innescata una travolgente reazione a catena. Un amico goriziano mi aveva portato sul suo monte prediletto, io stupito dalla sua aspra bellezza, ne ero rimasto perdutamente ammaliato e poi parlandone in giro, avevo involontariamente trasmesso l'infatuazione a parecchi degli amici della Trenta. A quel punto il ricavarne una gita sociale era diventata una scelta quasi obbligata. Numerosi e minuziosi sono stati i sopralluoghi, tutti molto belli e stimolanti, al fine di individuare il percorso più opportuno. Mi occorreva, per chiudere bene l'itinerario, un buon punto di fine gita, dove gli escursionisti potevano ritrovare la corriera e un confortevole posto di ristoro. Fu così, un po' per caso e un po' per calcolo possibilistico, che un giorno giunsi all'appartato paese di Plava d'Isonzo e alla sua trattoria al di là del ponte. Con circospezione entrai nel locale, provando quel particolare insieme di timore e attrazione che spesso mi prende quando mi avventuro su quei sentieri, specie se umani, che non so dove mi conduranno. Un "ena cava" chiedo per iniziare, ma poi mi presento e spiego alla incuriosita famiglia già convenuta, cosa ho in programma e se potevano darmi qualche buon consiglio. Dopo mezz'ora la situazione è di molto cambiata: mi ritrovo che, salutato affettuosamente dalla madre, sto salendo sulla jepp condotta dal padre, assieme al giovane figlio che, in stentato italiano, già mi confida, fotografie alla mano, di quali monti si è finora più innamorato. Abbiamo cercato a lungo e invano il vecchio sentiero che ormai era stato sopraffatto nell'uso dalla strada asfaltata che volevo far evitare. E mentre scendevamo insieme, lottando con istintiva intesa contro un bosco abbandonato e inselvatichito, ho così potuto conoscere Zlatko e il suo buon carattere. Non è stato semplice per noi sfuggire da quella ingarbugliata nuova jungla, che non aveva più in se nessun sentiero utile per la mia gita. Alla fine, eravamo entrambi bagnati, graffiati e sconfitti ma anche contenti perché forse in essa avevamo trovato la facile scorciatoia per diventare dei buoni amici. Un mese dopo l'attesa gita sul Sabotino, forse la più bella fra quelle che finora ho organizzato, si concludeva felicemente nella "trattoria presso il ponte sull'Isonzo". Fra la mia gente serpeggiava il mio stesso stupore e ammirazione per la suggestiva bellezza del percorso che avevano appena compiuto e già progettavano di tornarci con parenti e conoscenti. Nella consueta confusione che precede la partenza riuscii appena a salutare i cari genitori; a Zlatko invece, per ringraziarlo di tutto, regalai una carta delle Dolomiti, che sapevo capace di farlo fantasticare e sognare. Lui ricambiò il mio dono facendomi un'inaspettata proposta: " Andiamo insieme sul più bel monte vicino a casa mia?" Facile intuire quale fu la mia risposta. Non ci pensavo più, altri progetti, altri monti, la vita cittadina con i suoi problemi, mi avevano distratto. E invece una mattina squilla il telefono e riconosco la gaia voce della mamma che mi propone, a suo nome, di andare con lui sul monte Nero, sopra Caporetto. Due giorni dopo, trascinato dall'entusiasmo per una probabile bella gita che più non prevedevo, alle 4 sono a Plava, un luogo che mi sta diventando familiare. Quindi il lieto incontro con Zlatko e un paesano suo coetaneo, il formarsi di uno strano trio, che pazzamente, a notte fonda già si avvia. La mia auto la lasciamo a Dresenza, poi con la jepp si raggiunge Lepena e da qui, al primo chiarore dell'alba, la nostra avventura può iniziare. E' da poco che saliamo nel bosco eppure sono già un po' in affanno: è strano perché il sentiero non è più duro di tante altre volte, forse è a causa del fitto dialogo fra noi, fatto di verbi all'infinito nella divertente ricerca del capirci, provocato dalle loro continue domande curiose. Quasi all'improvviso arriviamo al grande e moderno rifugio; il sole non è ancora sbucato oltre le alte montagne, ma all'interno c'è già molto movimento. Sento di nuovo quel fascino derivato dal luogo, lingua e gente a me sconosciuta, ma nessun timore perché mi sento protetto dai miei premurosi accompagnatori. Ci concediamo solo un breve ristoro e poi via per andare a ammirare il vicino lago glaciale, che è ancora più incantevole di come l'avevo immaginato. Le tre foto di rito, fatte a coppie alternate, mi fanno capire che l'intesa fra noi si sta consolidando. Arrivati a un grande pianoro, illuminato dal sole nascente, il monte Nero mi appare, alto e ancora molto lontano e ci sollecita a riprendere il cammino. Ora s'inizia a salire sul serio; il sentiero non è difficile ma in costante, discreta pendenza. A un bivio ci concediamo una piccola sosta. Loro, forse sorpresi di vedermi arrancare ancora bene, insinuanti, mi propongono di fare anche un altro monte in supplemento; io, disinvolto in apparenza ma incerto nel mio interno, spavalmente assecondo l'idea. E' da un bel po' che andiamo sempre su, ora si parla molto meno. Il nostro è proprio uno strano trio: loro due, che sommando gli anni non raggiungono la mia età, si innalzano con il freno a mano tirato, simili ad agili caprioli, io che ho già innestato la ridotta, rallento ma tenacemente continuo a sudare e salire. Quando finalmente arriviamo sulla cima, dai grandi massi sconvolti da un'assurda guerra di mine capisco d'essere sul monte Rosso; infatti il Nero è ancora distante, al di là di una profonda sella. Discendiamo: bunker, filo spinato arrugginito, lapidi con dedica, tanti gradini intagliati nella roccia, mi fanno riconoscere, nel concreto, vecchie foto viste su un recente libro di guerra. Dopo la sella c'è ancora da penare per l'ultimo strappo in salita, che mi sembra non avere mai fine. Ma la fatica scompare quando finalmente raggiungo la vetta; soddisfatti per l'impresa riuscita con allegria ci stringiamo la mano. Da qui la vista è veramente stupenda, quasi non riesco a riconoscere i pur noti profili di miei grandi monti, che sembrano ridotti a piccole gobbe inserite in un immenso scenario circolare; anche lo stupendo lago dove eravamo stamattina ora sembra ridotto a una minuscola macchia d'azzurro. E' per me un momento d'intensa emozione: loro capiscono che è del tutto genuina e ne sono a loro volta coinvolti e contenti. La salita al monte Nero è compiuta! Ma, la discesa? Poco sotto la cima c'è un altro rifugio: nonostante l'alta quota è grande e accogliente. C'è parecchia gente proveniente da svariate direzioni, ci sono gli immancabili triestini con cui posso parlare nel mio dialetto, c'è però anche la grande, verde valle, tanto più in basso, che per forza si dovrà raggiungere. Discendiamo a lungo, il sentiero è facile e segnato, ci vuole solo avere tanta pazienza. Ci fa compagnia il camminare in un grandioso ambiente montano, serenamente chiacchierando di tante cose. Ad un tratto mi chiedono, scusandosi, di potersi per un po' allontanare; sono sconcertato quando li vedo dileguarsi a doppia velocità, a capofitto. Poco dopo però li ritrovo mentre stanno osservando, tutti seri e concentrati, una difficile parete, che prima o poi vorrebbero affrontare. "Non lo dire a mamma, altrimenti si preoccupa" mi supplica Zlatko. Io, sapendolo assennato, lo rassicuro e constato che sono bastate 12 ore passate insieme per farmi coinvolgere in così fraterne complicità montane. Ci son volute ben 4 ore, ma siamo finalmente arrivati in fondo, Dresenza ci accoglie. Sono un po' stanco, ma non importa, per concludere questa lunga gita ora basta usare l'auto e benzina. Ecco, ora sono di nuovo davanti alla trattoria al di là del ponte sull'Isonzo: con il buio sono arrivato e con il buio me ne andrò via, una splendida giornata passata in montagna sta finendo ed è giunto il momento del congedo. Lo strano trio si separa ripromettendosi molte altre salite, la mamma, osservando che Zlatko non parla più l'italiano solo con i verbi all'infinito, sorridendo mi ringrazia, il papà m'invita all'interno per un piccolo brindisi finale. E mi sembra molto bello che per farlo mi abbia portato, non nel locale, ma nella cucina di casa. Tornato a Trieste la solita vita riprende: casa, lavoro, parecchie nuove gite, ma per me quella del monte Nero resta la speciale. Un mio collega che apprezza solo il mare spesso mi dice, per scherzare, di non capire perché amo andare a camminare in montagna e, vista l'età, mi esorta a lasciare. Certo, se ripenso a quante volte, perlustrando i boschi, mi sono bagnato, graffiato e perduto, o alla panoramica cima da tanto tempo sognata che dopo ore di fatica raggiungo proprio quando è calata la nebbia, o alle zecche con cui il Carso sta ricambiando il mio amore, non posso dargli torto. Però poi il mio pensiero ritorna al gran silenzio del bosco che mi avvolge quando vado da solo, in compagnia di me stesso, o al panino che rilassato mi gusto quando assieme a pochi amici abbiamo raggiunto la nostra meta, o all'allegra confusione che regnava quando in cento della Trenta siamo andati sul Carso. E' difficile spiegare agli altri queste sottili emozioni e al collega non so dare una chiara risposta. Un anno è passato e la stessa storia che mi era capitata con il monte Sabotino, si è ripetuta. La Trenta Ottobre ha messo in calendario una gita sul monte Nero, io con la scusa del necessario sopralluogo sono tornato a rifare, in due giorni, il percorso con i miei più cari amici, fra poco ci sarà la gita ufficiale. E' stato facile convincere Zlatko a guidare i più bravi lungo l'ardita ferrata. Saliremo ancora una volta, anche se non insieme, sul suo monte prediletto. Quando finalmente ci rincontreremo lassù e ci stringeremo con gioia la mano, voglio invitarlo a venire con noi nella mia prossima gita, per fargli conoscere l'aspra bellezza della val Montanaia. So già che non potrò salire in cima con lui, età e bravura non me lo concedono, eppure sarò lo stesso soddisfatto quando, dalla base, lo sentirò suonare da lassù la campana del campanile più bello del mondo. Spero che lui accetti, spero che le due gite riescano bene e che tutti ne siano contenti, spero che questo mio discorso fatto di magica intesa con la montagna e la gente che incontro, non debba mai esaurirsi. Mi basta che tutto continui così, in modo semplice, sempre uguale e sempre nuovo, finchè mi resterà la voglia e la forza. Forse ho trovato la risposta che potrei dare al collega: amo andare in montagna perché essa è così forte da riuscire a innescare intorno e in me, una travolgente reazione a catena.
Riflessione personale finale: dodici anni sono trascorsi da quando avevo cercato di descrivere una mia gita sul monte Nero. Il tempo passa e inevitabilmente sono cambiati i monti, le persone che incontro, la tenuta fisica (ma non poi di tanto) e l'aspetto (un pò di più). Però, in fondo, mi ritengo fortunato perchè sento che la motivazione e quelle sottili emozioni che accompagnavano allora il mio cammino, sono rimaste ancora oggi le stesse. .Sergio
Panorama dal monte Nero-Krn: http://www.slovenia.info/?panoramic_pictures=72&page_pic=3
Una escursione con le famiglie: Santo Stefano insieme
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PARTECIPAZIONE A UNA FESTA TRADIZIONALE:
Sabato 26 dicembre 2009 – SANTO STEFANO
a ZANIGRAD (SANIGRADO), 2 km. dopo HRASTOVLJE (CRISTOGLIE) si svolgerà la cerimonia della
"BENEDIZIONE DEI CAVALLI"
presso l'antica chiesa di Santo Stefano, aperta per l'occasione. Si potrà prendere parte alla festa popolare e visionare gli splendidi affreschi risalenti al 1470 circa.
IL PROGRAMMA:
Ore 8.30 Trieste. Ritrovo con le proprie macchine in piazza Foraggi. Superato l'ex valico di Rabuiese e percorsa la valle del Risano , si perviene al paese di Cristoglie-Hrastovlje dove si lascieranno alcune macchine. Poi, con una panoramica strada asfaltata, passando per Popecchio-Podpeč, si raggiunge il paese di Sasseto-Zazid, da dove avrà inizio una facile camminata di 3/4 d'ora , in un piacevole ambiente carsico, che condurrà a Sanigrado-Zanigrad.
Ore 11.30 Sanigrado-Zanigrad, partecipazione alla festa della "Benedizione dei cavalli", con messa alle ore 11 e poi "jota" a volontà. Grande è il coinvolgimento popolare alla festa............... Ore 13.00 Ripresa della camminata (strada bianca in discesa), in 3/4 d'ora si raggiunge, passando per Dol, Cristoglie-Hrastovlje. Mentre gli autisti andranno a prendere le macchine a Sasseto-Zazid, ritornando poi a Cristoglie, gli altri potranno rifocillarsi in uno dei due agriturismi del paese. I recapiti telefonici: Svab (tel. 0038656590510), Srgat (tel.0038656592460.
Ore 14.30 Cristoglie-Hrastovlje. A comitiva riunita si partirà con le macchine alla volta del paesetto di Montiniano-Montinjan (a 15 km.).
Ore 15.00 Montiniano-Montinjan, presso l'agriturismo Lucac (tel. 0038656551141)partecipazione al pranzo famigliare di Santo Stefano.
Informazioni e prenotazioni per il pranzo (max 45 persone): Sergio Ollivier (cell. 3493413641)
....Sulla carrozzella......................Noi, il vescovo e gli affreschi....Montinjan, le regine della cucina
5g – Settima tappa della grande traversata dell’Istria centrale: da Valle a Dignano
GRANDE TRAVERSATA DELL'ISTRIA CENTRALE
ottava gita: " ANDAR PER ANTICHI BORGHI VENETI "
IL PROGRAMMA DELLE GITA: descrizione e orari
Ritrovo dei partecipanti alla gita in via Fabio Severo, di fronte alla Rai.
Ore 7.00 Trieste. Partenza con la corriera. Superato l'ex valico di Rabuiese-Škofije e attraversata la Slovenia (via Capodistria, sella di Šmarie, Dragogna), si entra in Croazia oltrepassando il posto di confine di Dragonja-Kaštel (occorre la carta d'identità). Si percorre la strada a scorrimento veloce Salvore-Pola e, compiuta una breve sosta per il caffè presso un'area di servizio, si esce allo svincolo di Canfanaro-Kanfanar (al km. 91), raggiungendo il posteggio posto ai piedi della cittadina di Valle (km. 104 da Trieste).
Ore 9.00 Valle-Bale (p
unto 1). Inizio dell'escursione a piedi. Si prende un
a carrareccia che s'innalza con lieve pendenza, pervenendo a una grande cisterna semi-abbandonata che sfruttava una sorgente e forniva la preziosa acqua a Valle prima della costruzione dell'acquedotto istriano (1936). Andando a sinistra si sale alla piccola sommità del monte Forche. Una stupenda visione panoramica si apre verso il mare Adriatico, l'ondulato altopiano carsico e sulla bella Valle, arroccata sul suo colle. Con fatica, a causa dei rovi, si sale a una seconda elevazione dove si trova la chiesa di san Michele (risalente al 18
55); sul posto, in passato, c'era un importante con
vento. Incontro con due giovani vallesi, molto ferrati nella storia e le tradizioni del loro paese, che accompagneranno nella visita di Valle, mostrando e spiegando le cose più interessanti.
Ore 10.00 monte San Michele (punto 2). Partenza dalla cima, si ritorna al posteggio della corriera.
Ore 10.30 Valle-Bale. Visita a un moderno oleificio appena inaugurato che ha anche conservato, per memoria storica, i vecchi macchinari. Inizio del percorso guidato a Valle: già nell'epoca romana Valle fu un'
importante centro posto sulla via Flavia, ma fu sotto il dominio veneziano che assunse l'aspetto di borgo fortificato, con le strette c
alli lastricate che circoscrivono il colle. Sul punto più alto si trova il Duomo, ricostruito nel 1882 sopra una più antica chiesa; nella cripta è stato sistemato un lapidario. Vasto è l'interno con buone opere d'arte, fra cui un trecentesco crocefisso ligneo. Con sottopasso si sfocia nella piazza Bembo dove, di fronte alla casa comunale e alla sua loggia, si erge il palazzo Soardo-Bembo, risalente al 16° secolo, innalzato in parte sopra le mura cittadine. Imponente la ben restaurata facciata principale, aggraziata da belle quadrifore, in ritardo invece il recupero degli interni, che sono des
tinati a diventare l
a sede dell'attiva Comunità degli Italiani di Valle. Sopra il sottopasso si notano un orologio solare e il leone marciano. La visita continua con la visione degli affreschi cinquecenteschi della chiesetta del Santo Spirito. Transitando per la via centrale di Valle si raggiunge il posteggio della corriera: in un bar nei pressi, si effettuerà una sosta per la prima colazione (compresa nell'iscrizione) con ottima pasticceria confezionata in modo casalingo dai proprietari.
Ore 12.00 Valle-Bale (punto 3). Inizio della traversata che condurrà, attraversando un pianeggiante altopiano carsico, fino al paese di Dignano. Il percorso si snoda, in gran p
arte, su buone carrarecce proposte anche come piste per trekking e montain-bike. I principali dati tecnici: difficoltà nessuna, dislivello inesistente, segnalazione scarsa, lunghezza totale del percorso circa 14 km. La traversata inizia nei pressi di una pizzeria situata ai margini di Valle. Qualche bivio può arrecare dubbi sul come proseguire, ma alcuni cartelli aiutano nella scelta giusta. Si passa accanto a una casa diroccata e una cava: a campi in abbandono si alternano altri intensamente sfruttati come uliveti. Il luogo più attraente mostra la completa immagine del paesaggio che caratterizzerà questa traversata: terra rossa, ulivi e casita. D
opo 4,5 km. si sfocia nella larga strada bianca che collega la strada Valle-Dignano a Barbariga e al non lontano mare, che presto però va lasciata per preferire una evidente carrareccia. Soltanto dopo accurati sopralluoghi è stato possibile individuare l'itinerario migliore (opportuno sarebbe delle rasserenanti segnalazioni) che consente di raggiungere le poche case sparse di Median. Sosta in un ospitale cortile paesano per consumare il proprio pranzo al sacco.
Ore 14.00 Median-Mednjan (punto 4). Ripartenza: le ispezioni preliminari hanno indagato su parecchi buoni tratturi, che spesso però poi si esauriscono nei campi coltivati. Per la gita si è scelto una carrareccia talvolta invasa dalla vegetazione (in tal caso si sconfina nei campi adiacenti); alla fine si perviene a un grande posteggio sulla strada principale, dove sarà reperibile la corriera. I meno allenati potranno concludere quì la loro escursione.
Ore 14.30 "La casita" (punto 5). Posta vicino a una croce devozionale, si può effettuare la visita ad una grande casita privata recentemente restaurata, che ben rappresenta il simbolo di questa parte del territorio istriano. E' frequente l'incontrare queste costruzioni in pietra, erette per il riparo, a ricordo dell'antica attività pastorale. Superato il bivio per Gaiano-Gajana, una indicazione propone come itinerario ciclopedonabile la vecchia carrareccia che in passato collegava Dignano alla zona di Median. Si percorrerà per 4 km. lo sterrato, spesso delimitato da caratteristici muri a secco, lungo il quale si può notare il rinnovato utilizzo di grandi uliveti, (l'olio è il vanto e risorsa di questo territorio), ben 5 restaurate casite e una grande pozzo-cisterna che testimoniano il tradizionale modo dell'operare in queste terre istriane. Arrivo ai margini della cittadina di Dignano dove, presso il posteggio di un bar-market, sarà in attesa la corriera. Conclusione della traversata a piedi da Valle a Dignano.
Ore 16.00 Dignano-Vodnjan (punto 6). Inizio del percorso di visita, accompagnati da persona incaricata dalla molto ospitale Comunità degli Italiani di Dignano, che conta circa 1.400 iscritti e si esprime ancora nel suo antico dialetto istro-romanzo. Dignano è un'importante cittadina di quasi 5.000 abitanti, ricca di storia e palazzi veneti. Posta sul
la r
omana via Flavia, fu però centro molto importante sotto il dominio veneziano. Si visiterà il grande Duomo, ricostruito nel 1760, che nel vasto interno possiede ben 10 altari, un ricco tesoro e le venerate reliquie dei corpi intatti di santi. Impressiona l'adiacente campanile, il più alto (63 m) dell'Istria. Passando tra case gotico-veneziane, quali il notevole palazzo Bettica (15° sec) che è destinato a divenire un museo etnografico, si raggiunge la bellissima piazza centrale, dove esisteva il castello, demolito nel 1808. Assieme ad altri notevoli edifici, compongono la piazza il nuovo Municipio, costruito nel 1911 in stile neo-gotico, e il grande palazzo Bradamante, risalente al 1600 circa. E' la restaurata sede della locale Comunità degli Italia
ni, molto attiva e
presente nel territorio; come spesso accade in Istria anche qui si è accolti con grande amicizia e disponibilità. Si visiterà la loro bella sede e nell'antico ingresso si svolgerà in modo semplice ma in genuina atmosfera dignanese un piccolo rinfresco per festeggiare, ospiti della "Comunità dei bumbari", la conclusione della settima tappa della grande traversata dell'Istria centrale. Proprio da qui partirà l'ultima tappa, che porterà a compimento il grande itinerario, raggiungendo finalmente la nostra ultima meta, Pola. Attraversando la rettilinea via centrale, contornata da vecchie case, caratteristici androni e altre chiese, si raggiungerà un secondo grande posteggio, dove sarà in attesa la corriera.
Ore 18.00 Dignano-Vodnjan (punto 7). Inizio del viaggio di rientro a Trieste; raggiunto il vicino svincolo, si entra nella strada a scorrimento veloce "Y". Breve sosta presso un'area di ristoro e rientro in Slovenia attraverso il valico di Kaštel-Dragonja. Tangendo Capodistria, si supera l'ex-valico italo-sloveno di Rabuiese-Škofije.
Ore 20.00 Trieste. Arrivo in Foro Ulpiano (km. 115 da Dignano). Fine della gita.

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1a - Trekking con la Barcolana – una “4 giorni” nell'ottobre 2008: archiviato quale utile traccia per altre occasioni di gite
INVITO RIVOLTO A TUTTI GLI AMANTI DELL'ESCURSIONISMO:
allo scopo di promuovere la conoscenza delle bellezze di Trieste e dei suoi dintorni, verrà
organizzata, a cura di un gruppo formato da capogita di un club alpino di Trieste, una
"4 GIORNI" IN ESCURSIONE NEL TERRITORIO TRIESTINO
da effettuarsi nell'occasione della
REGATA VELICA DELLA BARCOLANA
Il tema è: TREKKING CON LA BARCOLANA
NEL GOLFO DI TRIESTE, DOVE IL CARSO INCONTRA IL MARE
"TRAVERSATA DAL FIUME TIMAVO ALLA VAL ROSANDRA, SEGUENDO IL SENTIERO KUGY"
INDICAZIONI GENERALI:
Il periodo: da GIOVEDI' 9 OTTOBRE a DOMENICA 12 OTTOBRE 2008. Le modalità di partecipazione: ad aggregazione individuale, scegliendo a propria discrezione fra le 4 escursioni programmate. La partecipazione, aperta a tutti, è libera e gratuita e avviene sotto la responsabilità del gitante. La logistica: per i più vicini, sarà possibile effettuare la gita in giornata, senza pernottamento. Per i più lontani: per quanto riguarda le cene e i pernottamenti, ognuno dovrà provvedere personalmente, in modo autonomo. I mezzi di trasporto: arrivo a Trieste con mezzi propri o con il treno; idem per il ritorno nelle località di provenienza. Per le escursioni giornaliere è previsto l'utilizzo degli autobus pubblici di Trieste. Per ragioni di capienza degli autobus locali sarà opportuno comunicare al coordinatore dell'iniziativa (vedi note finali), entro il giorno precedente alla gita, la propria adesione alla escursione. I biglietti degli autobus saranno reperibili anche presso l'Organizzazione. Il punto di ritrovo: bar interno della stazione ferroviaria. Se con i mezzi propri, anche al punto d'inizio dell'escursione a piedi.
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IL PROGRAMMA, con descrizione e orari:
Giovedì 9 ottobre 2008
1° Gruppo: Arrivo a Trieste con i mezzi propri oppure con il treno che arriva alle ore 9.02 o alle ore 9.45 nella stazione centrale di Trieste. Eventuale sistemazione nell'alloggio prescelto.
Ore 10.15 Ritrovo presso il bar interno della stazione ferroviaria; incontro con Sergio Ollivier, il coordinatore delle 4 giornate escursionistiche. Ore 10.30 Partenza con l'autobus 42. Ore 11.05 arrivo a Borgo Grotta Gigante. Visita al fenomeno carsico dei campi solcati e del borgo. Se con i mezzi propri si può raggiungere direttamente l'ingresso grotta entro le ore 11. Colazione al sacco. Facoltativo: Ore 12.00 Visita guidata alla Grotta Gigante (1 ora, costo € 6,5). Ore 13.42 partenza con l'autobus 42 da Borgo Grotta Gigante, con arrivo a Monrupino alle ore 13.52. 2° Gruppo: Arrivo con il treno alle ore 11.06 nella stazione centrale di Trieste;
Ore 11.30 Ritrovo presso il bar interno della stazione ferroviaria; incontro con un accompagnatore, esperto capogita di un club alpino triestino.
Ore 11.50 Partenza con l'autobus 42 per il trasferimento a Borgo Grotta Gigante. Se con i mezzi propri, si può raggiungere direttamente la reception grotta, entro le ore 12.00.
Riunificazione dei due gruppi; colazione al sacco.
Ore 12.30 Inizio dell'escursione a piedi: con un sentiero segnalato si arriva al Santuario di
Monrupino, con visita alla rocca fortificata. Percorrendo una strada locale si raggiunge il paese di Rupingrande. Ore 14.30 Pranzo al sacco o presso il ristorante Križman in convenzione facoltativa (da prenotare e pagare alla mattina, numero massimo 60 persone) di un primo piatto tipico al costo di € 6.
Ore 15.10 Visita con spiegazioni del museo etnografico della Casa Carsica.
Ore 15.30 Partenza da Rupingrande: escursione nella Riserva Naturale del monte Lanaro, con salita alla cima (546 m.), che offre un vasto panorama circolare. Discesa con altro sentiero e arrivo alla frazione Sagrado di Sgonico, formata da due frequentati agriturismi. Si raggiunge Borgo Grotta Gigante, località "Le Girandole".
Ore 18.15 Borgo Grotta Gigante. Partenza con l'autobus 42, coincidenza a Prosecco autobus 44.
Ore 18.55 Arrivo a Trieste, fine dell'escursione.
Cena e pernottamento da organizzare in propria autonoma discrezione. Serata a disposizione per la visita al Villaggio della Barcolana o per assistere al concerto in piazza Unità d'Italia.
In caso di gita da farsi in giornata: partenza con il treno alle ore 19.47.
Venerdì 10 ottobre 2008
Gita in giornata: arrivo a Trieste con i mezzi propri oppure con il treno che arriva alle ore 9.02 nella stazione centrale di Trieste.
Ore 9.15 Ritrovo presso il bar interno della stazione ferroviaria con i due accompagnatori, esperti capogita di un club alpino triestino.
Ore 9.30 Partenza con l'autobus 40, attraversamento della città e arrivo al paese carsico di Prebenico, nei pressi dell'ex valico di confine fra Italia e Slovenia.
Ore 10.15 Prebenico, inizio dell'escursione a piedi. Passando per il villaggio di San Servolo, si sale al Castello di San Servolo. Dagli spalti, incredibile veduta paesaggistica dominante l'intero golfo di Trieste. Seguendo una mulattiera che si tiene sull'orlo del ciglione carsico, si arriva alla massima quota, il monte Carso (457 m.). Discesa nella Riserva Naturale della Val Rosandra con il sentiero n° 25; visionatura del cippo Comici, l'antica chiesa di Santa Maria in Siaris e la cascata di 35 metri.
Ore 14.00 Sosta presso il piccolo abitato di Bottazzo per il pranzo al sacco, con possibilità di un primo piatto in trattoria (da prenotare alla mattina, costo € 6). Seguendo un sentiero segnalato e la pista ciclo-pedonabile ricavata da una ferrovia dismessa, si sale a Draga Sant'Elia, per poi accedere alla cima del monte Stena (442 m.), magnifico belvedere rivolto alla val Rosandra e verso il mare. Raggiunto il paesino di San Lorenzo e la sua vedetta, si prosegue lungo il panoramico ciglione, arrivando al Bosco Bazzoni. Seguendo una carrareccia si raggiunge la Foiba di Basovizza: breve visita con spiegazione storica dei tragici eventi illustrati nel museo. Arrivo al vicino paese di Basovizza.
Ore 18.43 Basovizza: partenza con l'autobus 39. Ore 19.03 Arrivo a Trieste. Fine dell'escursione. Cena e pernottamento a Trieste da organizzare a propria autonoma discrezione. Serata a disposizione per una visita al Villaggio e alle manifestazioni collegate alla Barcolana.
In caso di gita da farsi in giornata: partenza con il treno alle ore 19.47.
Sabato 11 ottobre 2008
Gita in giornata: arrivo a Trieste con i mezzi propri oppure con il treno che arriva alle ore 9.02 nella stazione centrale di Trieste. Ore 9.15 Ritrovo presso il bar interno della stazione ferroviaria con Sergio Ollivier e un altro accompagnatore, esperto capogita di un club alpino triestino. Ore 9.30 Partenza con l'autobus 44 per il trasferimento alle Fonti del Timavo. Visita al fenomeno geologico delle sorgenti e all'adiacente chiesa di San Giovanni in Tuba (15°sec.). Ore 10.30 Inizio dell'escursione a piedi. Attraversando una landa carsica, si raggiunge il Villaggio del Pescatore e poi, oltrepassato il Parco dei Cervi, si arriva al paese di Duino. Visita al parco e agli interni del Castello di Duino (facoltativo, 1 ora, costo € 5). Ore 12.30 Sosta per il pranzo al sacco oppure in modo autonomo presso un ristorante di Duino. Oltrepassato il Collegio del Mondo Unito, si percorre il noto "Sentiero Rilke", con le spettacolari visioni delle falesie a picco sul mare e un vastissimo panorama sul golfo di Trieste. Discesi alla marina della Baia di Sistiana, si prosegue lungo la "Costa dei Barbari", d'estate spiaggia per naturisti, con un percorso che si tiene in riva al mare. Risalendo verso Aurisina si raggiunge la vedetta Weiss, altro ottimo belvedere sul golfo. Seguendo il ciglione carsico, prima con il "Sentiero Tiziana Weiss" e poi con la "Strada della Salvia", si raggiunge Santa Croce. Giro per le caratteristiche vie del paese, con breve sosta in una locale trattoria. Ore 18.37 Santa Croce. Partenza con l'autobus 44, con arrivo a Trieste alle ore 19.10. Possibilità di accorciare l'escursione limitandola ad Aurisina, con rientro anticipato a Trieste per partecipare alla festa che precede la regata, assistere al concerto in piazza Unità o per una passeggiata lungo le rive per vedere lo spettacolo delle innumerevoli barche all'ormeggio. Cena e pernottamento da organizzarsi a propria autonoma discrezione. In caso di gita da farsi in giornata, partenza con il treno delle ore 19.47.
Domenica 12 ottobre2008
Gita in giornata: arrivo a Trieste con i mezzi propri oppure con il treno che arriva alle ore 9.02. Ore 9.15 Ritrovo presso il bar interno della stazione ferroviaria con Sergio Ollivier e un altro esperto capogita di un club alpino triestino. Ore 9.25 Partenza con l'autobus 44, si perviene al paese di Santa Croce. Ore 10.00 Santa Croce. Inizio escursione a piedi; seguendo una stradina locale si raggiunge la vedetta Slataper: grandiosa la visione del golfo, che sarà punteggiato dalle 2.000 vele della Barcolana. Si continua oltrepassando i paesi di Contovello e Prosecco, proseguendo lungo lo strapiombante ciglione carsico fino all'inizio della Strada Napoleonica e alla vedetta d'Italia, luoghi ideali per assistere dall'alto alla grande regata velica della Barcolana. Proseguimento con il sentiero Kugy e una costante visione del mare Adriatico: si passa per il Santuario di monte Grisa, Opicina zona Obelisco, monte Belvedere di Banne e la vedetta Alice (454 m.). Sosta per il pranzo al sacco presso l'area picnic del valico di monte Spaccato. Ore 14.00 Si continua con una carrareccia che conduce al Bosco Bazzoni e visita con un esperto speleo-botanico della particella sperimentale di Bosco Bazzoni e al percorso preistorico allestito all'interno della grotta Nera (facoltativo, 1/2 ora, costo € 2). Seguendo un panoramico sentiero si perviene al paesetto di San Lorenzo; dalla sua vedetta suggestiva vista dominante la val Rosandra. Da San Lorenzo, passando per la foiba di Basovizza, si arriva a Basovizza. Ore 18.40 Basovizza, partenza con autobus 39, con arrivo a Trieste alle ore 19.00. Ore 19.47 Partenza in treno da Trieste per le rispettive località di provenienza. Attenzione: per consentire a quanti hanno pernottato a Trieste di recuperare i bagagli e una partenza anticipata in treno, sarà possibile accorciare la propria escursione, con punti di fine-gita a Trebiciano o Padriciano e discesa a Trieste con l'autobus 39.
Le escursioni in programma si svolgono su carrarecce o sentieri mai troppo impegnativi, ma che comportano camminate di circa 6 ore a giornata; sarà sempre possibile effettuare un eventuale accorciamento dell'escursione. Per una miglior informazione sarà redatta, a cura del coordinatore delle escursioni, una descrizione ancor più dettagliata dei luoghi che saranno visitati, come pure una mappa riferita agli itinerari proposti.
La carta topografica di riferimento è: Tabacco 1:25000 n° 47 Carso triestino e isontino.
La mappa con gli itinerari e i punti notevoli è visibile in Internet su Google Maps.
Il programma sarà strettamente osservato, salvo cause di forza maggiore.
La partecipazione alle escursioni è aperta a tutti e avviene sotto la propria responsabilità. Coordinatore triestino delle gite in programma, assistenza nell'uso dei trasporti pubblici locali e accompagnamento durante le escursioni sarà Sergio Ollivier, che si varrà in ogni giornata di un collaboratore di sua fiducia.
Recapito organizzazione: presso Sergio Ollivier – strada di Cattinara 20 - 34149 Trieste
telefoni: cell. 3493413641, casa 040941262. email escursionineidintorniditrieste@gmail.com
sito web www.escursionineidintorniditrieste.blogspot.com
Siti web di utile consultazione:
Barcolana: http://www.barcolana.it/ Grotta Gigante: http://www.grottagigante.it/ Rilke,ecc: http://www.marecarso.it/ Trieste: http://www.trieste.com/
Orario treni: http://www.trenitalia.it/ Orario autobus locali: http://www.triestetrasporti.it/ Duino e Rocca Monrupino: http://www.consorziocastelli.it/ Castello di Duino: http://www.castellodiduino.it/
1c - Gita autunnale nel Carso – Giovane Montagna di Padova
Programma della gita che è stata effettuata Domenica 28 settembre 2008 nel Carso triestino, avente come tema: "I COLORI DELL'AUTUNNO NEL GOLFO DI TRIESTE".
Blu come il mare e il cielo, bianco come le rocce carsiche, rosso come le foglie del sommacco e altre tonalità che compongono un magnifico arcobaleno di colori offerto dalla natura.
Ore 6.30 Partenza da Padova; arrivo all'area di ristoro di Duino, sosta caffè e ritrovo con il nostro amico collaboratore triestino Sergio, che ci accompagnerà durante la nostra escursione. Ore 9.30 partenza con la corriera per raggiungere l'inizio del noto "sentiero Rilke", un percorso recentemente risistemato e valorizzato (alta la sua frequentazione) che comporta una passeggiata di circa 1 ora che segue un fin troppo agevole sentiero protetto, che si tiene sempre sull'orlo delle magnifiche, molto frastagliate falesie che sprofondano a picco nel mare. Si andrà dal primo belvedere, che si affaccia sulla baia di Sistiana, suggestivo luogo per barche e bagnanti, fino all'internazionale Collegio del Mondo Unito. Il percorso è altamente gratificante sia per i fenomeni carsici che s'incontrano durante il cammino, sia per la sua spettacolare panoramicità che abbraccia l'intera riviera triestina, con la città sfumata sullo sfondo e le coste dell'Istria a chiudere lo splendido golfo di Trieste. Siamo arrivati a Duino e al suo quattrocentesco Castello: dopo la sua ampia apertura alle visite è diventata una meta molto apprezzata dal turismo. Saranno dati cenni interessanti sulla sua antica storia, piena di potenti principi, leggende popolari e frequentazione di noti artisti.
Ore 11.00 Castello di Duino. Visita alle stanze del castello, la torre romana, il bunker della Grande Guerra. Particolarmente suggestivo, vista la sua posizione dominante sul mare, è il giro nel giardino del castello. Costo del biglietto d'entrata per comitive Euro 4,5, eventuale visita guidata Euro 2.
Ore 12.30 Duino Partenza con la corriera: seguendo la superstrada, si attraversa l'intero altopiano triestino, arrivando al posteggio attrezzato con panche del monte Spaccato, dove si effettuerà il pranzo al sacco. Facoltativa ma molto raccomandabile la breve salita alla vicina Vedetta Alice, il punto più alto del ciglione carsico, il miglior belvedere per poter ammirare dall'alto Trieste e il suo golfo.
Ore 14.00 Ripartenza con la corriera allo scopo di raggiungere il paese di Bagnoli. Il pomeriggio sarà infatti dedicato alla visita alla Riserva Naturale della val Rosandra: si avrà l'impressione d'essere in alta montagna ed invece ci si trova a pochi passi dal mare. Il torrente Rosandra ha scavato il suo passaggio incidendo una stretta valle dalle aspre pareti, che fin dai primordi dell'alpinismo furono le difficili palestre d'arrampicata. Saranno date interessanti spiegazioni sulla storia della valle (ci sono testimonianze di ogni forma e momento del vivere umano, dalle grotte fino all'epoca attuale). Iniziando dal rifugio Cai "Premuda", il secondo più basso d'Italia (90 m), si percorrerà il sentiero principale, già via del commercio del sale, raggiungendo in un'ora il solitario paesino di Botazzo, dove si farà una breve sosta in una trattoria. Sarà anche possibile, per i più allenati, la salita facoltativa alla chiesetta di Santa Maria (11° sec.) e perfino al cippo eretto a memoria dello scalatore triestino Emilio Comici. Da Botazzo si risale all'ex-ferrovia, ora diventata ottima pista ciclabile. Con un sentiero segnalato si perviene alla cima del Monte Stena (442 m) poi raggiungendo, con un percorso molto panoramico che spazia dalla val Rosandra fino al mare, il paesetto di San Lorenzo e il suo ristorante. Con un ultimo breve percorso stradale si passa, per momento di raccoglimento, presso la Foiba di Basovizza, dove si potrà visitare un piccolo museo che testimonia i tragici eccidi lì accaduti. L'escursione nel Carso triestino termina nel grande paese di Basovizza dove, in una trattoria del posto, ci si potrà concedere una sosta finale per festeggiare la conclusione di una bella gita domenicale dedicata alla scoperta della bellezza dei colori autunnali del Carso di Trieste.
1b - Una gita allestita per un Cral di Padova
Traversata dalla valle del Risano alla val Rosandra
"PAESI E ANTICHE FORTIFICAZIONI DEI MONTI DELLA VENA"
L'itinerario: Cristoglie-Hrastovlje (164 m), Popecchio-Podpeč (325 m), San Sergio-Črni Kal (345 m), Castel-Kastelec (324 m), castello di San Servolo-Socerb (437 m), monte Carso (455 m), rifugio Premuda (82 m), Bagnoli della Rosandra (71 m).IL PROGRAMMA DELLA GITA: descrizione e orari
Ore 9.00 Ritrovo con Sergio al ristorante posto subito dopo l'ex valico di Rabuiese-Škofjie. Si risale tutta la valle di Risano raggiungendo (indicazioni) il paese di Cristoglie-Hrastovljie (km.16 da Rabuiese). Sosta per il caffè.
Ore 9.30 Visita
in due gruppi alternati alla chiesa fortificata della Santa Tr
inità (costo € 2), racchiusa fra la cinta murata del 14° secolo. Illustrazione da parte di una guida locale dei suoi celebri affreschi, dipinti nel 1490 da Giovanni da Castua, che raffigurano la storia del Vangelo, altre rappresentazioni tra il sacro e il profano, e soprattutto la famosa "Danza macabra".
Ore 10.15 Cristogl
ie-Hrastovlje. Inizio dell'escursione a piedi.
Si attraversa il paese: molte sono le case rinnovate, piuttosto frequentati i 2 agriturismi (Svab e Šrgat). Si segue una carrareccia segnalata che ci porterebbe nell'abitato abbandonato di Sanigrado-Zanigrad, dove si trova la chiesetta, ugualmente affrescata, dedicata a Santo Stefano: il 26 dicembre si svolge l'affollata festa locale della benedizione dei cavalli. Sottopassata la ferrovia che collega Capodistria al suo retroterra sl
oveno, l'itinerario invece la abbandona p
er risalire con un sentiero-scorciatoia che consente di raggiungere, in modo diretto, il paese di Popecchio. Già notevole il panorama che si gode dal sagrato della chiesa cimiteriale di Sant'Elena, risalente al 15° sec. Situato al riparo dalla bora ai piedi di un'alta parete rocciosa, Popecchio è composto di vecchie case aggrappate allo scosceso pendio, dove la tranquilla quotidianità paesana è solo sfiorata dal frenetico vivere proprio del litorale istriano.
Ore 11.00 Popecchio-Podpeč. All'uscita del paese si stacca un ardito
ma non difficile sentiero che trova il modo migliore per superare l'erta parete e raggiungere l'incombente, restaurata torre d'avvistamento, una delle fortificazioni dei monti della Vena, che formavano un efficiente sistema di difesa di Venezia, specie contro il pericolo turco. Visto dalla base della torre, il panorama è molto esteso e piacevole perché spazia dalle colline istriane della valle del Risano fino al mare Adriatico. Ancora pochi minuti di salita e si guadagna il grande ciglione roccio
so, che presenta impressionanti pareti strapiombanti, dal quale la vista trova la sua massima ampiezza. L'intento della gita è di percorrerlo interamente fino al suo naturale esaurirsi nella val Rosandra. Si segue il segnavia tenendosi al bordo della cresta fra una vegetazione di radi pini; nelle giornate ventose qui è notevole la forza della "bora". Si sfocia in una carrareccia che può costituire per i più cauti la soluzione migliore per proseguire; con essa si raggiunge la strada bianca che collega Popecchio a Cernotti-Črnotisce, per poi raggiungere una sella del c
rinale. Più avventuroso è invece salire ancora allo scopo di riguadagnare la prosecuzione del percorso di cresta, che è reso accidentato dal carsismo di superficie ma molto spettacolare per la sua posizione scenografica. Le pareti a ovest sprofondano verso la valle del Risano, a est si evidenzia un vasto altopiano quasi tutto costituito da landa carsica.
Comunque giunti alla sella dove passa la strada bianca per Cernotti, si continua a seguire la cresta raggiungendo un'inevitabile, dato che il luogo domina a largo raggio, antenna per comunicazioni. Alla base della parete passa l'audace tracciato della linea ferroviaria, che costituisce il condizionamento su come proseguire. Due i possibili percorsi, entrambi molto gratificanti. Seguendo il segnavia si può scendere alla ferrovia, continuando poi con un sentiero che si tiene alla base delle verticali pareti, che sono mete molto ambite per i rocciatori. Affascina una rupe staccata dalla parete: sulla sommità si trovano i resti delle murature del piccolo castello di San Sergio. Infine si sfocia sulla larga strada bianca che sale dal paese di San Sergio-Črni Kal, nei pressi
di uno spiazzo con posteggio e servizi che costituisce un eccezionale belvedere sulle amene alture istriane, la valle del Risano e il mare di Capodistria e Trieste, che sono già ben delineate. Grandioso ma ingombrante l'altissimo viadotto dell'autostrada slovena. L'altro più facile itinerario propone invece di seguire una carrareccia che, oltrepassata la ferrovia, ritorna al bordo del crinale nel punto dove sfocia una breve ferrata. Qui si può firmare su un libro di "vetta". Ancora qualche minuto di spettacolare percorso panor
amico e si giunge in vista di quanto rimane del castello di San Sergio (notizie storiche lo fanno risalire al 12° secolo), posto su una piccola rupe isolata da verticali pareti e da poco collegata al ciglione da un antiestetico ponte di ferro (chiuso), che sostituisce l'originale ponte levatoio. Il luogo è considerato un piccolo paradiso per quanti amano cimentarsi in brevi ma impegnative vie d'arrampicata. Si scende alla strada bianca, dove confluiscono i due possibili percorsi; non è prevista la visita al sottostante paese di San Sergio perché comporterebbe troppa perdita di quota e tempo. Sosta per uno spuntino al sacco.
Ore 12.15 San Sergio-Črni Kal. Per proseguire si segue a destra la strada bianca, passando ai margini di una devastante cava di pietre. Il segnavia fa oltrepassare due strade asfaltate e poi si addentra nel rilassante ambiente boschivo di una solitaria valletta. Sottopassata l'arteria stradale che collega Capodistria al suo retroterra, si scende comodamente con un largo tratturo che sfocia nel paese di Castelli-Kastelec. Si attraversa l'appartato paese, per fortuna solo lambito dalla nuova autostrada. Le case sono di struttura tradizionale ma quasi tutte restaurate, come pure la chiesetta dedicata alla Santa Croce, dal portale decorato e il campanile discostato. Arrivo all'accogliente agriturismo "Vlado": la patriarcale famiglia che lo gestis
ce sta ampliando la struttura, conservando però la stalla e attrezzature rurali, con l'aggiunta, senz'altro di sicura prospettiva, di ulteriori 4 camere d'alloggio. Il trattamento è di amichevole ospitalità, il mangiare tradizionalmente genuino, cucinato dalla brava padrona di casa.
Ore 14.00 Castelli-Kastelec, agriturismo Vlado. Sosta di 3/4 d'ora per il pranzo al sacco, con possibilità di usufruire di un piatto tipico (da prenotare entro venerdì 17 ottobre) composto di minestrone locale "Jota" con ½ salciccia, pane e dolcetto al prezzo convenzionato di € 6.
Ore 14.45 Castelli-Kastelec. Partenza dal paese. Risaliti al bordo del ciglione, si prosegue in piano, seguendo la carrareccia facente parte del sentiero traversale sloveno n° 1, che partendo da M
aribor, tocca le più grandi vette della Slovenia e si conclude in riva al mare (Ancarano), Si raggiunge la splendida balconata sul golfo di Trieste, dove da un millennio si erge il castello di San Servolo. Dagli spalti della roccaforte, costruita su una rupe rocciosa, si apre una straordinaria visione del golfo e della città di Trieste; nella torre circolare si trova un raffinato ristorante. Possibilità di visita con guida (costo € 4) della vicina grotta, dove visse da eremita San Servolo. Ci si avvia verso la conclusione dell'escursione: il programma prevede ora di poter scegliere fra due possibili prosecuzioni di percorso, entrambe accompagnate dagli amici triestini.
Gruppo a: facile (T), 1 ora San Servolo–Prebenico-Caresana, con corriera a Bagnoli della Rosandra. 
Ore 16.15 Castello di San Servolo-Socerb. Si scende al caratteristico paesetto di San Servolo; posto in magnifica posizione panoramica; con l'abolizione del confine Italia-Slovenia, ora fervono molti lavori di recupero abitativo delle vecchie case. Oltrepassato il paese, si scende con una carrareccia che conduce a Prebenico, altro paese dislocato sulle erte pendici del monte. Da notare le strade in forte pendenza, interessante la chiesa di Sant'Antonio. Dopo un breve tratto asfaltato, un antico collegamento fa sfociare nel sottostante paese di Caresana che si attraversa, raggiungendo il posteggio della trattoria-ristorante Tul, dove attenderà la corriera.
Ore 17.15 Caresana. Partenza con la corriera; dopo 4 km. si raggiunge Bagnoli, il paese posto all'imbocco della val Rosandra.
Ore 17.45 Bagnoli della Rosandra. Con una camminata di 10 minuti si raggiunge il rifugio Premuda, punto di ricongiunzione della comitiva.
Gruppo b: per esperti (E), 2 ore castello di San Servolo – monte Carso – rifugio Premuda. Ore 16.15 Castello di San Servolo-Socerb. Si continua con una carrareccia poco distante dal bordo delle precipitanti pareti. Questa zona, in recente passato, era interdetta ai gitanti vista la vicinanza del confine e le postazioni militari jugoslave di vedetta. Impressiona l'ampia distesa su cui, fra il Carso e il mare, è adagiata Trieste ma purtroppo anche i suoi antiestetici ma necessari insediamenti industriali (Grandi Motori, oleodotto, ecc.). Si giunge al punto più alto dell'altopiano, il monte Carso, dove si trovano alcuni ruderi di ricoveri militari.
Ore 17.00 monte Ca
rso-Kras. Si varca il non più influente confine e
si segue una carrareccia segnalata che si affaccia sulla parte iniziale della val Rosandra. Per risolvere il consistente problema della discesa dall'altopiano del monte Carso al rifugio Premuda (350 metri di dislivello), la Val Rosandra possiede, oltre a altre più impegnative soluzioni, ben quattro possibili sentieri segnalati (vedi mappa). Avendo poco tempo a disposizione si prenderà il sen
tiero n° 1, che passando presso la Grotta delle Antiche iscrizioni, scende direttamente, attraversando grandi pendii ghiaiosi, al rifugio Premuda. E' ancora più bello è il proseguire in piano fino a un promontorio roccioso, posto a picco sul rifugio, e da qui scendere, in un'alternarsi di facili balze rocciose e ghiaie, seguendo il sentiero segnalato n° 39. Ultime due possibilità, magari da rimandare ad altre occasioni, il sentiero 38, che tocca la sorgente Bucovec, oppure il più frequentato sentiero 25 che porta al cippo Comici e all'antica chiesetta di Santa Maria in Siaris. Tutti i sentieri sono di simile impegno e egualmente gratifican
ti.
Ore 18.00 rifugio Premuda. Sosta a comitiva riunita di ¾ d'ora presso il rifugio alpino, ora diventato, visto l'evolversi delle necessità alpinistiche, un affollato ristorante, meta di gitanti in cerca di relax, buona accoglienza e cucina. E' il giusto luogo per festeggiare la conclusione della nostra grande traversata, eventualmente usufruendo di un primo piatto composto da un tris di assaggini di tradizione carsolina (da prenotare entro venerdì 17 ottobre) al prezzo di € 8.
Ore 18.45 rifugio Premuda. Partenza dal rifugio. Rimandando
ad altra occasione una ispezione completa alle tante cose interessanti, dal lato storico e naturalistico, che un'escursione in val Rosandra può offrire, percorrendo la strada asfaltata d'accesso, in 10 minuti si arriva al paese di Bagnoli, dove sarà in attesa la corriera. Preparativi per il rientro; commiato da Sergio Ollivier, il nostro amico-collaboratore triestino.
Ore 19.15 Bagnoli della Rosandra. Partenza con la corriera. Si risale con la strada locale raggiungendo l'autostrada a/4, che si userà per il rientro alla propria città di provenienza.
Caratteristiche del percorso: 70 % su sentieri segnalati, non difficili (E) ma talvolta accidentati; 20 % su carrarecce, 10 % su asfalto. Raccomandabili i bastoncini, specie con terreno bagnato.
Ore effettive di marcia: fino a Kastelec 4 ore, fino a Caresana 6 ore, fino a Bagnoli 7 ore.
Dislivello complessivo: metri 460 in salita, metri 550 in discesa
Cartografia: ed. Tabacco 1:25.000 n° 47
Mappa: clicca>> http://maps.google.it/maps percorso: le mie mappe, traversata dalla valle del Risano alla val Rosandra. Sito del Cral di Padova con le foto della gita: www.cralaraba.com/veneto/index.htm
3a - Escursione sul fronte della Grande Guerra
triamo in Slovenia attraversando l'ex valico di confine di sant'Andrea. La lunga dorsale del monte Santo, evidenziato dal grande santuario eretto sulla cima, chiude il nostro orizzonte visivo. Superata l'intricata viabilità della periferia d
i Nova Gorica, attraversiamo l'antico borgo di Salcano, dove è prevista la conclusione della traversata isontina. Ammirato il ponte in pietra della ferrovia Transalpina, il più grande d'Europa, ci inoltriamo nella valle dell'Isonzo. Il fiume, qui molto largo per effetto di una diga, scor
re incassato fra gli erti fianchi dei monti Santo e Sabotino. Quando la valle si allarga, s'intravede sulla sponda opposta il nostro primo obiettivo: la bianca chiesetta di sant'Acazio. Attraversato l'Isonzo, una sosta presso la trattoria del paese di Plave (Plava) permette di gustare oltre al caffè e un tipico dolce isontino, anche la schietta ospitalità della famiglia che la gestisce. Per vis
itare la chiesetta bisogna continuare per 1 km. con una strada locale e con una breve camminata raggiungere il panoramico balcone sull'Isonzo dove sorge l'antica chiesa cimiteriale. Miracolosamente scampata alla rovina della prima Guerra Mondiale (Plava fu invece totalmente distrutta), è nota soprattutto per il ciclo di affreschi, databili al 1470, che decorano la sua bellissima abside gotica. Per ritornare a Plava, oltrepassate le poche case di Brilesse, si percorre la suggestiva ma non valorizzata riva del fiume Isonzo.Ore 10.45 Partenza con la corriera da Plava: si risale per 6 km. con una comoda strada asfaltata, arrivando al paese di Vhovlije (Vercoglia), posto sulla sella che collega la vallata dell'Isonzo con l'amena zona del Goriska Brda, il Collio sloveno.
Ore 11 Inizio della traversata del monte Sabotino. Seguendo un sentiero segnalato, in 20 minuti si sfocia sulla "strada del Sabotino", una larga carrareccia di origine militare, percorribile con prudenza anche con l'automobile, che in 7 km. porta direttamente al rifugio posto poco sotto la vetta del Sabotino. Percorrerla a piedi sarebbe facile e rilassante, ma forse un po' monotono. E' perciò preferibile, giunti a un successivo bivio, prendere un'altra che tenendosi sull'alto di una dorsale attraversa grande radure erbose e ci fa pervenire ad una rinnovata "casa dei cacciatori", solitamente chiusa. Si prosegue ora nel bosco, seguendo il sentiero segnalato che ci conduce all'effettivo inizio del percorso di cresta del monte Sabotino. All'improvviso si apre una stupefacente veduta sulle alture che racchiudono la sinuosa valle dove scorre, 300 metri più sotto, il verde Isonzo. Questa straordinaria visione ci accompagnerà durante la nostra salita verso la vetta del Sabotino. Ci innalziamo, senza accentuata pendenza, seguendo a lungo la traccia segnalata che si tiene costantemente sul filo del crinale. Man mano che si procede, il percorso si fa sempre più aspro e accidentato, ma in sostanza mai difficile o pericoloso. Si arriva infine ad un grande piazzale dove troviamo il rifugio, una ex caserma militare, ora diventato un utilissimo punto di ristoro, molto frequentato da gitanti e turisti. Accanto c'è un'altra costruzione, affidata al club alpino di Dobrovo, che negli anni '30 era adibita a piccolo museo della "zona sacra" del Sabotino. Tutta la cresta è disseminata di trincee e postazioni, ma particolarmente interessante è la visita ad un complesso di gallerie collegate fra loro (opportuna la torcia) che si trovano nei pressi del rifugio.
bordo della cresta, si procede zigzagando fra i numerosi cippi di confine
, avendo la strana oppotunità di sconfinare ripetutamente tra l'Italia e la Slovenia. Questo magnifico percorso si esaurisce quando incontriamo i ruderi dell'importante eremo di San Valentino, abbattuto nel corso della Grande Guerra, risalente al 14° secolo che era composto dalla chiesa con il campanile, il convento e l'ospizio per il pellegrino. Visitata l'area, iniziamo la discesa verso Salcano: è la degna conclusione di un itinerario così vario; il sentiero segnalato, che si tiene sempre vicinissimo al confine, alterna tratti in traversata ad altri più ripidi e carsicam
ente accidentati. La vista sull'Isonzo e delle due Gorizie unite dalla natura e dall'abolizione del confine, continua ad essere affascinante. Arrivati alla "Strada Internazionale", frutto del superato accordo di Osimo, il segnavia ci propone una scorciatoia che consente di ultimare la discesa e, attraversato l'altissimo ponte sull'Isonzo, di raggiungere Salcano, dove ha termine la nostra grande traversata del monte Sabotino..
2b - Una collaborazione per il circolo "Araba Fenice" di Padova
GITA IN CROAZIA
UNA TRAVERSATA NELL'ISTRIA CENTRALE
"ANTICHI BORGHI FORTIFICATI, AL CONFINE TRA VENEZIA E GLI ASBURGO"
L'itinerario: visita di Pisino-Pazin, escursione Vermo-Beram (321 m), chiesa di Santa Maria delle Lastre-Sv.Marja na Skriljinah (315m), Villa Padova-Kasčerga (375 m), Novacco di Montona-Novaki Motovunski (425 m), visita di Montona-Motovun.
Il programma della gita: descrizione e orari
Ritrovo al ristorante posto subito dopo l'ex confine italo-sloveno di Rabuiese-Škofije.
Ore 9.00 Rabuiese. Si percorre la valle del Risano fino a raggiungere il valico di confine fra la Slovenia e la Croazia di Socerga-Pozane (occorre la carta d'identità). Entrati in Croazia, si passa ai piedi della cittadina fortificata di Pinguente-Buzet, inoltrandosi nel cuore dell'Istria centrale. Arrivo a Pisino (km. 80 da Rabuiese).
Ore 10.30 Pisino-Pazin. Giro in visita a Pisino: chiesa di san Nicola (affreschi del '500) e gli esterni del castello posto sul bordo dell'impressionante foiba dove s'inabissa il fiume omonimo. Si contorna la foiba (possibilità di scendere fino al fondo, ¼ d'ora in più) raggiungendo il motel Lovac, dove si potrà fare una sosta per una colazione individuale.
Ore 11.30 Pisino. Partenza con la corriera per arrivare (5 km.) al posteggio sottostante il paese di Vermo che, con una camminata di 5 minuti, si raggiunge.
Ore 12.00 Vermo-Beram. Visita al vecchio paese, arroccato in cima a un'isolata elevazione, e alla chiesa di San Martino, ricostruita sopra una precedente (1481), della quale però si è conservata l'abside con gli affreschi e una lapide scritta in glagolitico, l'antico alfabeto istriano. Sosta per il pranzo al sacco, nei pressi del probabilmente aperto agriturismo "Vela Vrata".
Ore 12.45 Vermo. Inizio dell'effettiva escursione a piedi. Percorrendo per 1 km. una stradina asfaltata, si raggiunge l'importante chiesetta di Santa Maria e il suo curato cimitero. Visita all'interno della chiesa che è interamente affrescato da un famoso ciclo pittorico dipinto da Vincenzo da Castua nell'anno 1474. Notevoli i vari riquadri che rappresentano la vita di Maria e Gesù, ma celebre è la raffigurazione della "Danza Macabra", tema qui ancor meglio svolto che nella più nota chiesa di Cristoglie.
Ore 13.30 Santa Maria delle Lastre-Sv. Marija na Skriljinash. Seguendo la forestale che ci porterebbe a Castelverde-Grdoselo, si compie una deviazione che consente di scendere lentamente verso la valle. Il passaggio è un po' ostacolato dal proliferare dei rovi, dovuto all'abbandono delle tradizionali attività pastorali e la cura del bosco. Si arriva al minuscolo abitato semiabbandonato di Čipri, dove il tempo sembra essersi fermato. Siamo all'inizio della valle carsica della Draga, che poi va a generare il canale di Leme, il maggior fiordo della penisola istriana. Raggiunta l'isolata frazione di Laddaci, s'inizia la salita che, passando per le poche case di Siprachi, segue la traccia dell'acquedotto e sfocia su un poggio, dove passa la strada che collega Villa Treviso a Villa Padova. Grandiosa la vista, che è totalmente aperta verso il movimentato paesaggio collinare del territorio di Pisino. Siamo ad un passo dalla sommità del monte Piloschian, maggior quota toccata dall'itinerario (479 m), dove è situato il grande serbatoio dell'acquedotto istriano, la fondamentale opera idraulica costruita già nel 1936. Seguendo l'asfalto, si superano le case della frazione di Bravari e poi si sale ai prati che culminano nella sommità di un piccolo colle dove, da tre secoli, si erge la chiesetta campestre di Sant'Antonio da Padova. Solitamente chiusa, è inserita in un ambiente davvero incantevole, paragonabile ai migliori paesaggi umbri. Con una breve discesa si raggiunge il paese di Villa Padova (detto anche Cascierga). Giro di visita al paese, composto da vecchie case dalla tipica struttura istriana. Interessante la sua grande chiesa, che è dedicata a San Marco.
Ore 15.15 Villa Padova-Kašcerga. Si prosegue prendendo una carrareccia che, mantenendosi pianeggiante, si tiene vicino al bordo di un vasto altopiano carsico. Bellissima è la vista verso Montona, arroccata in cima al suo colle, e sulla sponda opposta della valle del Quieto. La cadente chiesa di San Rocco, il santo protettore contro l'antico flagello della peste, preannuncia l'arrivo all'appartato paese di Novacco. Giro del piccolo paese con visita, accompagnata dal parroco, della chiesa di Santa Marina: da notare gli altari marmorei; svettante ma un po' pendente il suo massiccio campanile, alta la frequentazione della gente, specie alla messa domenicale, a testimonianza di un rinnovato sentimento religioso.
Ore 16.30 Novacco di Montona-Novaki Motovuski. Toccando l'insediamento rurale di Marusici, si prende un tratturo che scende, con una solare traversata, andando a sfociare nella strada asfaltata. Facoltativa ma molto raccomandata una modesta deviazione, che porta alle poche case della frazione Meluni, da dove si può godere della miglior visione della ormai vicina, splendida Montona. In breve si arriva alla strada statale che collega Montona a Pisino, dove resterà in attesa la corriera. Fine della traversata a piedi.
Con la corriera si raggiunge il posteggio più alto, posto all'inizio del centro storico di Montona, il gioiello dell'Istria interna.
Ore 17.45 Montona-Motovun. Percorso di visita alla cittadella fortificata, che mantiene l'integro stampo medioevale. Si entra dal torrione Porte Nuove, che introduce alla piazza inferiore e alla sua loggia veneta rinascimentale. Attraversata la porta Castello, si sfocia nella piazza superiore dove si possono ammirare il Duomo (anno 1677, dedicato a Santo Stefano), l'antica torre-campanile, il palazzo municipale e l'albergo Kaštel, ricavato da un palazzo che fu della nobile famiglia dei Polesini. Da non mancare il giro completo delle mura (400 metri), per potersi stupire dello straordinario panorama, aperto a 360 gradi, sulla valle del Quieto e sulle movimentate colline di questa ingiustamente ancora poco conosciuta Istria interna. Ritornati alla piazza, si completa la visita a Montona scendendo lungo il borgo quattrocentesco, passando davanti due chiese, un'altra porta della cerchia murata e le vecchie case che conservano in parte la classica impronta veneta.
Ore 18.30 Montona. Partenza con la corriera. Si percorre la bella valle del fiume Quieto, risalendo poi verso Buie. Sulla destra s'intravede quella che forse è la più suggestiva fra le cittadine istriane: Grisignana. Si rientra in Slovenia attraversando il valico di Castelvenere-Kaštel, posto a cavallo del fiume Dragogna. Si attraversa la Slovenia (via Dragogna, sella di Šmarje, Capodistria), arrivando all'ex-valico confinario di Rabuiese-Škofije.
Ore 19.30 Rabuiese-Škofije. Commiato da Sergio Ollivier, nostro collaboratore triestino nell'allestimento della gita. Proseguimento alla volta di Padova.
Siti affini: www.istra.hr/it
www.istrianet.org/istria/architecture/churches/beram/murals-layout.htm
google Maps - trekking con la barcolana
Da vedere come completamento del programma ufficiale.
2a - La mia prima collaborazione con un club padovano:
GRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA
VECCHIO SCARPONE
DOMENICA 30 MARZO 2008
LITORALE SLOVENO DELL'ISTRIA
Gita turistico.escursionistica organizzata con la collaborazione del Sig. Sergio Ollivier, anche capogita in un Club Alpino di Trieste.
Ritrovo: ore 6,00 in Piazzale della Brentella a Limena e partenza con pullman per Trieste, Capodistria e Isola d'lstria. Sosta a Rabuiese,subito dopo l'ex confine dove incontreremo Sergio Ollivier che ci accompagnerà in questa gita di valenza escursionistica (complessivamente 5 ore di cammino con 550 metri di dislivello) e di interesse storico con la visita a Pirano, cittadina di stampo veneziano, ed a vecchi paesi dell'entroterra istriano, oltre alla possibilità di ammirare dal pullman le più note località rivierasche della bella costa dell'lstria slovena. Programma: entrati in Siovenia attraverso il valico di Rabuiese, si percorre la strada litoranea che è particolarmente suggestiva nel tratto fra Capodistria ed Isola. Raggiunta la periferia di Isola, s'inizia la prima parte dell'escursione a piedi. Seguendo un tratturo, si risale interamente il versante costiero (200 m. di dislivello) fino a pervenire all'ampio pianoro erboso sommitale del Monte Segadizzi.Grande panorama circolare che spazia sui rilievi dell'lstria centrale, ma ancor più è magnifica l'aperta visuale sul mare Adriatico, sulla costiera che va dalla riviera di Trieste fino al promontorio di Pirano e, nelle giornate limpide, sui monti delle Prealpi Carniche e con le Dolomiti a chiudere lo sfondo visivo. Si scende quindi lungo una carrareccia fino a giungere al grande parcheggio dell'Ospedale locale dove ritroviamo il nostro pullman ad attenderci. Proseguiamo il viaggio in pullman e, tangendo Isola e la Baia di Strugnano, raggiungiamo il parcheggio prospiciente il lungomare di Pirano. Qui ha inizio una visita alla graziosa cittadina partendo da Piazza Tartini, dove si affacciano i principali palazzi storici; si risale, passando per il convento San Francesco, fino al sagrato a picco sul mare, dell'antico Duomo di San Giorgio con il battistero ottagonale ed il campanile del tutto simile a quello di S. Marco a Venezia. Transitando fra le strette calli, visitiamo la parte vecchia di Pirano, la piazza con la cistema ed infine, lungo il solare lungomare, rallegrato da negozi e ristoranti, si ritorna verso il parcheggio dove abbiamo lasciato il pullman. Prima però di riprendere il nostro viaggio, sulle panchine nei pressi del parcheggio, consumeremo il nostro pranzo al sacco. Ripreso il pullman, percorrendo la bellissima strada costiera, possiamo intravedere la rinomata località turistico-termale di Portorose e la marina di Santa Lucia. Arrivati alle interessanti saline di Sicciole, si perviene alla valle del fiume Dragogna, che fa da confine fra la Siovenia e la Croazia. Dalla località Dragogna, ha inizio la seconda parte dell'escursione a piedi che prevede la visita di una tipica zona dell'entroterra istriano con due vecchi paesi: San Pietro dell'Amata e Carcase. Dragogna: Lasciato il pullman nel parcheggio di un ristorante, si imbocca un tratturo che, dopo una breve traversata nel bosco, sale acquistando panoramicità, con pendenza costante e va a sfociare presso un tornante della comoda strada che collega la valle del Dragogna con San Pietro, Novavilla ed altri paesetti istriani. Una suggestiva scorciatoia campestre consente di evitare l'ultimo tornante, che però offre un'aperta veduta della valle e le colline dell'opposta sponda croata. Arrivati alle prime nuove ville dove ha inizio il paese di San Pietro, un'indicazione ci suggerisce una visita alla "Tonina Hisa", una tipica casa del litorale istriano che è stata restaurata ed adibita a piccolo museo che custodisce, tra l'altro, un torchio per le olive. San Pietro dell'Amata. Seguendo una stradina, si sale al punto più alto del colle, occupato dal cimitero e la chiesetta di Santo Spirito, risalente al 1613. La visuale è molto ampia, con i paesi di Padena e Corte più in evidenza. Scendendo poi con la visione di Carcase arroccata su uno sperone roccioso, si confluisce sulla strada principale, nei pressi di una sorgente e un lavatoio in disuso. Vicina, racchiusa fra le basse costruzioni, si trova la chiesa dedicata a San Pietro (un bassorilievo in facciata), nota da un millennio ma riedificata nel 1760; ben tenuto l'interessante arredamento religioso interno. Si attraversa la via, lungo la quale si affacciano le vecchie case in nuda pietra arenaria. Di fronte ad una piccola azienda vinicola, inizia la carrareccia (segnavia bianco-rosso) che era l'usuale collegamento di San Pietro con la contigua Carcase e, fino a un lustro fa, ancora usata in processione pasquale. Si scende, ignorando la mulattiera segnalata per Novavilla, nell'appartata valle del rio Sottovilla, per poi risalire sul versante opposto con un sentiero reso un po' disagevole dai rovi. Si arriva così al limite inferiore del gruppo compatto di abitazioni che compongono Carcase. Costruito su un dosso strapiombante che domina la Vai Dragona, Carcase era in antico (notizie dal 1067), un castello fortificato con torre. Similmente a un suggestivo borgo medioevale, l'unica via si snoda, stretta e tortuosa, fra le case in parte disabitate, formate da grandi pietre squadrate e tetti spesso crollati. Si arriva infine al sagrato, lastricato da roccia viva, della bella chiesa, affiancata da uno svettante campanile, dedicata a San Michele. Sorprende l'inaspettata sontuosità dell'interno con un grande altare marmoreo con statue di quattro santi, tele settecentesche ed una raffinata acquasantiera. Lasciato il paese di Carcase, ci si avvia seguendo un tratturo al servizio di pastini intensamente coltivati ad ulivo, per poi intuitivamente andare in traversata verso i cipressi di un cimitero. Qui giunti, non va tralasciata una breve deviazione che porta al vicino colle di Gradisce, dove si possono vedere i resti delle mura di un castelliere preistorico e una stele in pietra sulla quale è scolpita unafigura umana che si fa risalire al periodo celtico di più di due millenni fa. Questa parte di escursione a piedi termina presso un parcheggio sovrastante Carcase dove ritroviamo il nostro pullman che in breve ci porta fino al paese di Costabona. Breve visita a questo interessante e antico villaggio istriano, suggestivamente disteso su un promontorio proteso verso il Dragogna. Se il primo insediamento si fa risalire al tempo romano, fu sicuramente villaggio fortificato nel Trecento. All'entrata del paese si trova la grande chiesa dei SS. Cosma e Damiano, edificata nel 1446 in stile gotico, poi barocchizzato. Transitando lungo il paese, impressionano le vecchie case, con scale esterne e porticati, in scura pietra arenaria. Una è stata recuperata quale chiesetta di S. Elia (sculture sopra il portone), tradizionalmente qui nato. A fine paese, dove le pendici scendono ripidamente verso il fiume, si trova la chiesa cimiteriale di S.Andrea del 1456, affrescata all'interno. In un classico cortile del paese di Costabona, celebreremo la fine della nostra gita in terra istriana con un rinfresco a base di salumi caserecci e Malvasia, il vino tipico dell'lstria centrale. Ripreso il pullman e superato il paese di Smarje, ci si immette nella via di grande comunicazione che ci riporta all'ormai abolito confine con l'Italia. Dopo una breve sosta vicino a Trieste per ringraziare e salutare il nostro caro amico Sergio Ollivier per averci fatto visitare e conoscere questa interessantissima parte dell'lstria, faremo ritomo a Limena dove prevediamo di arrivare non prima delle ore 22.
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5f - Sesta tappa della grande traversata dell'Istria centrale: da Canfanaro a Valle
DA TRIESTE FINO A POLA IN 8 TAPPE
sesta gita:
"DALLA VALLE DELLA DRAGA AL TERRITORIO DI VALLE"
L'itinerario: Coreni-Korenići (242 m), Draga (93 m), Duecastelli-Dvigrad (147 m), Canfanaro-Kanfanar (284 m), Carmedo-Krmed (199 m), monte S. Michele-Sv. Mićel (206 m), Valle-Bale (142 m).
IL PROGRAMMA DELLA GITA: descrizione e orari
Ritrovo dei partecipanti alla gita in via Fabio Severo, di fronte alla Rai.
Ore 7.00 Trieste. Partenza con la corriera. Superato l'ex valico di Rabuiese-Škofije, si attraversa la Slovenia (via Capodistria, sella di Šmarije, Dragogna), entrando in Croazia attraverso il posto di confine di Dragonja-Kaštel (occorre la carta d'identità). Si prende la strada a scorrimento veloce Salvore-Pola e, compiuta una breve sosta per un caffè presso un'area di servizio, si esce allo svincolo di Canfanaro (al km. 91). Scesi nel fondo della valle della Draga, si risale al paese di Coreni (km. 101 da Trieste), da dove avrà inizio l'escursione a piedi.
Ore 9.30 Coreni-Korenići (punto 1). Transito per il villaggio, che è composto di vecchie case dai caratteristici portali scolpiti e pozzi per l'acqua piovana. Uscendo dal paese, per evitare di percorrere la locale strada asfaltata che in 2,5 km. conduce al fondovalle della Draga, si rintraccia una vecchia mulattiera non più percorsa, che segue il costone roccioso soprastante la strada. E' molto affascinante la visione sulla vallata e sulle consistenti rovine della cittadella fortificata di Duecastelli, da tre secoli abbandonata. Nel grande parcheggio di fondovalle è situata la chiesa affrescata (15° sec.) della Madonna del Lacuzzo e il suo ben tenuto cimitero.
Ore 10.30 Draga (punto 2). Con una breve risalita si raggiunge lo slargo posto ai piedi del diroccato borgo di Duecastelli. Visita all'interno della cittadella: desta grande impressione l'imponenza della struttura urbana formata dalle case in nuda pietra, circoscritte dalle possenti mura di difesa. Percorrendo le sue lastricate vie si possono visionare i notevoli resti delle torri, della chiesa di S. Sofia e dell'ancora cospicue fondamenta degli edifici.
Ore 11.15 Duecastelli-Dvigrad (punto 3). Per evitare l'asfalto, si raggiunge la vicina chiesetta di S. Antonio e poi si sale, seguendo un'esile traccia, per rientrare più in alto sulla strada. Superati i pochi resti dell'antica chiesa conventuale di S.Petronilla, si deve percorrere per 300 metri la strada locale. Individuato l'inizio di un nascosto sentiero, si continua in mezzo al bosco arrivando direttamente, oltrepassati i binari della ferrovia, al centro del paese di Canfanaro.
Ore 12.00 Canfanaro-Kanfanar (punto 4). Giro in visita al paese, fondato nel 17° secolo dalla gente proveniente da Duecastelli. Interessante la chiesa di S. Silvestro, riedificata nel 1696 sopra una molto antica, che custodisce, fra l'altro, il trecentesco pulpito gotico qui trasportato nel 1714 dall'abbandonata chiesa di S. Sofia.
Sosta di ¾ d'ora per il pranzo al sacco nella zona centrale del paese, oppure possibilità facoltativa (da prenotare e pagare in sede entro venerdì 4 aprile) di usufruire presso il ristorante-pizzeria Zvane (tel.003850915118548) di un primo piatto composto di pasta di tipo tradizionale con sugo di gallina al prezzo convenzionato di € 5.
Ore 13.00 Canfanaro-Kanfanar. Si riprende il cammino, raggiungendo la stazione della linea ferroviaria che, attraversando tutta l'Istria centrale, collega Divaccia a Pola. Subito dopo aver scavalcato la superstrada "Y", l'importante arteria che agevola il traffico veicolare, si va a destra e si arriva al grande complesso di edifici che compongono la fabbrica di produzione di tabacchi, una delle maggiori in Europa. Per proseguire nell'itinerario si prende una carrareccia che si tiene affiancata ai binari dell'ex-ferrovia Canfanaro-Rovigno, dismessa nel 1966. Si potrebbe anche camminare lungo l'evidente sedime, ma il transito è reso difficoltoso a causa del proliferare dei rovi: è auspicabile un recupero del tracciato a uso di pista ciclo-pedonabile. La carrareccia sottopassa la superstrada: nelle vicinanze si trovano una dolina con una grotta e un'integra casita, le tipiche costruzioni in pietra, nel passato usate come ricovero per i pastori. Passando per i piccoli abitati di Modrusani e Kanceliri, si raggiunge il paesino di Carmedo, sfociando in strada nei pressi di una scuola abbandonata e della chiesetta di S. Eliseo, restaurata di recente soprattutto per merito dei paesani.
Ore 14.30 Carmedo-Krmed (punto 5). Per raggiungere Valle, dove avrà termine l'escursione, si deve attraversare un vasto altopiano, che è caratterizzato da una raggiera di modeste elevazioni che conferiscono al paesaggio un gradevole aspetto movimentato. La presenza di molte carrarecce può provocare incertezza nel giusto procedere. La soluzione migliore e più diretta risulta quella di camminare lungo il largo sterrato dove passa l'acquedotto. Il lineare percorso segue i saliscendi dell'altopiano: si passa accanto a due casite e a un grande allevamento di capre. Deviando a destra (di riferimento una linea elettrica), si percorre un evidente passaggio nel basso bosco, seguendo una carrareccia delimitata da un muro a secco che mira, traversando in quota, a una piccola sella. All'improvviso si apre una magnifica visione sull'azzurro mare Adriatico e sull'arcipelago delle isole Brioni. Si potrebbe scendere subito verso Valle, che già s'intravede, ma richiede poco tempo il salire sulle vicinissime due cime del monte S. Michele. Non esistono sentieri: ci si deve destreggiare fra i cespugli per riuscire a rintracciare le tracce migliori. Dalla prima cima il panorama è davvero stupendo: la costa istriana che s'affaccia sul mare Adriatico, con le Brioni e le isolette di Rovigno al largo, poi un vasto e ondulato altopiano carsico verdeggiante e infine l'ormai vicina Valle, arroccata sul suo piccolo colle. Con difficoltà a causa dei rovi, si passa alla cima adiacente, da dove la vista è similarmente affascinante. Su questa elevazione si trova la chiesetta di S. Michele, ricostruita (anno 1855) dove prima c'era un antico convento, e una ingombrante antenna per le comunicazioni.
Ore 16.00 Monte S. Michele-Sv. Mićel (punto 6). Si scende dalla cima rientrando nella carrareccia nei pressi di una grande cisterna che, sfruttando una sorgente, costituiva l'importante risorsa d'acqua per Valle, prima della costruzione dell'acquedotto istriano (1936). Seguendo la carrareccia, in 15 minuti si arriva alla strada principale che subito dopo si biforcherà per raggiungere, rispettivamente, Pola o Rovigno. Siamo al margine est paese di Valle, scenograficamente disteso sul suo rilievo collinare.
Ore 16.30 Valle-Bale (punto 7). Inizio del percorso di visita. In epoca romana Valle era un importante centro sulla via Flavia, ma fu sotto Venezia che assunse l'aspetto di paese gotico-veneziano che ancora conserva ancora nelle case e nella tipologia delle vie, che sono concentriche al colle e tutte lastricate. In cima c'è il Duomo, riedificato nel 1882 sopra un'altra chiesa molto antica, di cui si conserva la cripta dove è sistemato un lapidario. Nell'interno della chiesa (a 3 navate) si trovano molte opere d'arte, fra cui un crocefisso ligneo del '300. Dopo un suggestivo giro fra le strette viuzze del borgo fortificato, un sottopasso porta alla piazza Bembo dove, proprio di fronte al municipio e alla sua loggia, si erge l'imponente facciata principale del palazzo Soardo-Bembo (bella una quadrifora), innalzato nel 16° secolo in stile rinascimentale, incorporando parte delle antiche mura cittadine. Sopra il sottopasso, che era una delle porte d'ingresso alla cittadella, si trovano un leone marciano e un orologio solare. Il castello dei Bembo, compiuto il perfetto restauro delle facciate, per il ripristino dell'interno, invece, è in piena bagarre burocratico-finanziaria che ritarda il suo auspicabile recupero a destinazione di sede della numerosa Comunità degli Italiani di Valle. Notevoli sono gli affreschi trecenteschi della vicina chiesetta di S. Spirito. Nella piazza principale, dove si aprono due accoglienti ristoranti e gli edifici commerciali di Valle, sarà in attesa la corriera.
Fine dell'escursione a piedi.
Ore 17.30 Valle-Bale. Partenza con la corriera: percorrendo la strada statale si entra nella superstrada allo svincolo di Canfanaro (al km. 8) per uscirne poi a quello successivo di Visignano. Dopo 6 km. si arriva alla grande e confortevole area attrezzata pertinente alla "Jama Baredine". Piccolo rinfresco, allestito sul momento e molto alla buona dall'organizzazione, per festeggiare la conclusione della sesta tappa della "Grande Traversata dell'Istria centrale". Sarà gradito un eventuale contributo culinario preparato dai più disponibili gitanti.
Ore 18.30 Grotta Baredine. Ripartenza con la corriera: si ritorna alla superstrada che termina nei pressi di Salvore; indi si rientra in Slovenia attraversando il valico di Kaštel-Dragonja. Con il tragitto fatto al mattino, infine si giunge a Trieste.
Ore 20.00 Trieste. Arrivo in Foro Ulpiano (km 104 da Valle).
Fine della gita.
Caratteristiche del percorso: 70 % su buone carrarecce, 20 % su facili sentieri, 10 % su strada asfaltata; Ore effettive di cammino circa 6;
Dislivello complessivo: metri 250 in salita, metri 350 in discesa.
Siti consigliati: www.it.wikipedia.org/wiki/istria
5c - Terza tappa della grande traversata dell'Istria centrale: da Pinguente a Montona
GITA IN CROAZIA - PRIMAVERA NELL'ISTRIA CENTRALE
" ANTICHI BORGHI FORTIFICATI VENETI "
IL PROGRAMMA DELLA GITA: Visita a Pinguente-Buzet, escursione a piedi valle del Brazzana (26 m), Zebernizza-Čabrnica (407), Stridone-Zrenj (427 m), Pizzi-Jakci (430 m), Portole-Oprtalj (378 m), Levade-Livade (12 m) e visita a Montona-Motovun.
Descrizione e orari:
Ore 6.00 Padova. Partenza con la corriera; si percorre l'autostrada a/4 e tangendo Trieste si perviene al ristorante posto subito dopo l'ex valico italo-sloveno, di recente abolito, di Rabuiese-Škofije: nessuna formalità per il transito. Breve sosta ristoratrice con l'incontro con il collaboratore-amico Sergio Ollivier. Si prosegue transitando lungo la valle del Risano fino a raggiungere il valico di confine fra la Slovenia e la Croazia di Šocerga-Požane (occorre la carta d'identità). Ancora 6 km e si arriva ai piedi della solitaria elevazione su cui sorge l'antica cittadina di Pinguente.
Ore 9.45 Pinguente-Buzet. Con la vecchia carrareccia d'accesso si risale la pendice del colle, entrando nel centro storico fortificato attraverso la Porta Piccola (1592). Durante la visita si passa davanti al fondaco, una monumentale cisterna pubblica di pura impronta veneziana e la chiesa di San Giorgio (1611): ai due lati si schiudono i due più affascinanti belvedere che spaziano sull'intera piana pinguentina. Seguendo strette vie lastricate, si arriva al Duomo, edificato nel 1784. La sua piazza è delimitata da notevoli edifici: casa Console, dei Verzi, il palazzo Pretorio e la casa del Capitano, dai molti stemmi in facciata. Si esce dalla cittadella oltrepassando la Porta Grande, costruita nel 1547. Lambendo il promontorio occupato da un cimitero, si scende in località Fontana, la parte nuova di Pinguente, dove sarà in attesa la corriera.
Ore 10.30 Pinguente-loc. Fontana. Partenza con la corriera. Si transita per 5 km lungo la valle del fiume Quieto-Mirna. Superata la strettoia delle "Porte di ferro", si arriva al posto dove confluisce il torrente Brazzana. Notevole il lungo ponte che trasporta le tubazioni dell'importante acquedotto istriano, la grandiosa opera idraulica realizzata negli anni '30.
Ore 11.00 Confluenza del Brazzana nel Quieto. Inizio dell'effettiva escursione a piedi: la prima meta è Stridone, paese posto 400 m. più in alto. Esistono due possibili itinerari: tralasciando quello che porterebbe a visitare le poderose rovine del castello di Pietrapelosa, perchè più lungo e inizialmente asfaltato, per la gita si sceglierà quello più breve e diretto che propone di seguire un ben tracciato sentiero segnalato che risale, in maniera mai troppo erta, il boscoso versante settentrionale. A metà del tragitto si tocca una strapiombante balza rocciosa che costituisce uno splendido belvedere sull'amena valle dove sinuosamente scorre il fiume Quieto; il luogo è fornito del libro per le firme dei gitanti. Salendo ancora si perviene a un tratturo che va a sfociare sul solare pianoro di località Zebernizza, dove s'incontrano due grandi fattorie rurali adiacenti, che si sono riorganizzate in ben allestiti agriturismo, molto gettonati dai meglio informati che ne apprezzano la cucina tradizionale, l'appartata serenità del luogo e lo straordinario panorama, che abbraccia la bella valle di Pinguente, contornata dagli aspri monti della Ciceria. Breve sosta per un meritato piccolo ristoro sia del corpo, sia dell'animo escursionista.
Ore 12.15 Zebernizza-Čabrnica. Si segue la stradina d'accesso (che qui finisce) e con una rilassante risalita si raggiunge il paese di Stridone, annunciato dal massiccio campanile della sua chiesa.
Ore 12.30 Stridone-Zrenj. Giro in visita al vecchio paese, in cui si nota l'evidente abbandono dovuto al drammatico esodo di 50 anni fa. Alcune case però sono state ristrutturate e recuperate da gente non locale che l'hanno scelta per la grande pace e salubrità del posto. E' parecchio frequentato l'agriturismo "Taverna Pietrapelosa" situato vicino alla chiesa; questa è dedicata a S. Giorgio e risale al 1754. Si lascia Stridone seguendo la strada asfaltata e presto s'incontra la chiesetta di San Girolamo (che la tradizione vuole qui essere nato) e il suo curato cimitero, dalle lapidi mostranti dediche molto accorate. Proseguendo, si arriva al villaggio chiamato Pizzi, formato da un gruppetto di edifici in nuda pietra e tetto a lastre, un classico esempio dei borghi di tipo istriano antico. La prima casa è l'accogliente agriturismo Markežić, dove è probabile essere conquistati dall'affabile cordialità dispensata dagli attivi proprietari.
Ore 13.00 Pizzi-Jakci. Sosta di ¾ d'ora per il pranzo al sacco nel cortile esterno oppure all'interno dell'agriturismo per usufruire di un tipico primo piatto istriano composto di fusi (tipo tradizionale di pasta) con sugo di gallina al prezzo convenzionato di € 5, da prenotare (massimo 50 persone) e pagare in sede entro lunedì 7 aprile.
Ore 13.45 Pizzi-Jakci. Tralasciando la monotonia della strada asfaltata che in 5 km ci porterebbe direttamente a Portole, si prende una carrareccia con segnavia bianco-rosso che, con un percorso pianeggiante e molto panoramico, conduce prima all'abitato di Visintini e poi a Laganisi (da notare cisterne e vere da pozzo una volta usate nella raccolta dell'acqua piovana). Con una deviazione che tralascia il paesetto di Santa Lucia, si utilizza un tratturo che consente di raggiungere più direttamente Portole, arroccata in cima al suo colle.
Ore 15.15 Portole-Oprtalj La prima costruzione è l'antica chiesa di Santa Maria. Visita facoltativa (mancia alla custode) all'interno, per ammirare gli estesi e ben conservati affreschi risalenti al 1471, rappresentanti i racconti del Vangelo. La loggia veneta con il suo lapidario annuncia la visita alla cittadina fortificata: si entra nel borgo murato attraverso la porta principale, inglobata negli edifici. Tutte le vie sono lastricate e convergono verso la piazza, dove si erge la chiesa di San Giorgio, costruita nel 15° secolo sopra una preesistente: presenta una bella facciata di stile palladiano e all'interno buoni dipinti e altari. Lo svettante campanile era in origine una delle torri di difesa. Purtroppo il centro storico si presenta spopolato e in rovina, a causa della quasi totale emigrazione; solo da poco si può notare un suo parziale recupero a uso stanziale e di villeggiatura. Il palazzo più grande, che apparteva alla famiglia dei Molazzo (stemma all'ingresso) è stato restaurato da una famiglia inglese. Breve sosta ristoratrice a Portole: molto accogliente un esercizio ricavato sotto la loggia veneta dove si possono degustare assaggi dei prodotti tipici (olio e tartufo) della zona.
Ore 16.00 Portole-Oprtalj. Si riprende il cammino. Uscendo dal paese, si passa davanti alla chiesa di San Rocco (tracce d'affreschi) e in 10 minuti si arriva allo spiazzo che costituisce uno stupefacente belvedere dove, d'improvviso, si apre la straordinaria nuova visione della grande valle del Quieto, di Montona occupante la sommità del colle di fronte e sui tanti monti istriani, formanti un indimenticabile scenario paesaggistico, uno dei più belli fra quelli offerti dall'Istria centrale.
Attenzione: in caso di ritardo sulla tabella di marcia si raggiungerà più celermente Levade con la corriera.
S'inizia la discesa, seguendo un tratturo traversale che poi si lascia per scendere più direttamente, in modo un po' ripido ma facile. Giunti alla frazione di Zubini si prende una larga forestale, dalla quale la vista su Montona è ancora stupenda. Siamo arrivati alle prime case di Levade, piccolo paese situato ai margini della piana bonificata del fiume Quieto. Qui in ottobre si svolge la tradizionale manifestazione "Festa del tartufo" il più famoso prodotto della zona; è fin troppo raffinato il lussuoso ristorante Zigante (con annessa rivendita di tartufo), più accessibile invece il buon ristorante Tartuf. Nel paese si trova l'intatta ex-stazione della ferrovia Trieste-Parenzo, dismessa nel 1935, il cui tracciato è stato risistemato a uso di splendida pista ciclabile con la quale si può raggiungere, per esempio, Grisignana, un piccolo gioiello dell'Istria interna, compiendo un percorso di 20 km che oltrepassa lunghe gallerie e alti viadotti, sempre offrendo un ampio panorama sulla valle del Quieto.
A Levade termina l'escursione a piedi.
Ore 17.30 Ledade-Livade. Partenza con la corriera. Si oltrepassa il fiume Quieto e con tragitto di 3 km si raggiunge il posteggio sottostante il borgo fortificato di Montona.
Ore 17.45 Montona-Motovun. Giro in visita alla cittadina medioevale d'integra impronta veneziana: si entra dal torrione Porte Nuove, che introduce alla piazza inferiore e alla loggia rinascimentale. Attraversata la Porta Castello, si sfocia nella piazza superiore, dove si possono ammirare il Duomo (anno 1677, dedicato a S. Stefano), l'antica torre-campanile, il palazzo municipale e l'albergo Kaštel, ricavato dal palazzo che fu dei nobili Polesini. Da non mancare, per potersi meravigliare del magnifico panorama che offre, il giro completo delle mura (400 m.). Ritornati alla piazza, si completa la visita scendendo lungo il borgo cinquecentesco, passando accanto a due chiese, un'altra porta della cerchia murata e ritornando infine al posteggio sottostante Montona, dove attenderà la corriera.
Ore 18.30 Montona-Motovun. Inizio del viaggio di rientro. Si transita lungo la bella valle del fiume Quieto poi risalendo fino a lambire Buie, per quindi scendere al valico di confine fra la Croazia e la Slovenia di Kaštel-Dragonja, che si oltrepassa. Tangendo Capodistria si rientra in Italia (nessuna formalità) raggiungendo Trieste. Sosta di ½ ora per un breve rinfresco ristoratore.
Ore 20.00 Trieste. Si riparte e seguendo l'autostrada a/4 si raggiunge Padova.
Ore 22.45 Padova. Conclusione della gita.
5e - Quinta tappa della grande traversata dell'Istria centrale. da Pisino a Canfanaro
GRANDE TRAVERSATA DELL'ISTRIA CENTRALE
DA TRIESTE FINO A POLA IN 8 TAPPE
quinta gita:
"ANTICHI BORGHI AFFACCIATI SULLA VALLE DELLA DRAGA"
L'itinerario: Pisino-Pazin (264 m), Pisinvecchio-Stari Pazin (358 m), Ieseni Piccolo-Mali Jezzenj (375 m), Antignana-Tinjan (319 m), Corridico-Kringa (299 m), Baratto-Barat (294 m), Duecastelli-Dvigrad (147 m), Canfanaro-Kanfanar (284 m).
IL PROGRAMMA DELLA GITA: descrizione e orari
Ritrovo dei partecipanti alla gita in via Fabio Severo, di fronte alla Rai.
Ore 7.00 Trieste - partenza con la corriera. Superato l'ex confine di Rabuiese, si oltrepassa il territorio sloveno entrando in Croazia attraverso il valico di Dragogna-Kastel. Passata Buie, si percorre la valle del Quieto-Mirna e poi superata Montona, si arriva alla cittadina di Pisino (km 86 da Trieste). Sosta presso il ristorante Lovac (tel.0038552624324) con possibilità di una colazione in convenzione facoltativa, composta di caffè e strudel di mele al prezzo di € 3. . Ore 9.00 Pisino-Pazin. Una breve visita a Pisino, che prevede il completo perimetro della sua famosa foiba, visionando gli esterni del castello e l'ardito ponte che scavalca il canyon formato dal torrente Foiba. Discesa facoltativa (sentiero facile, 70 metri di dislivello) al fondo della voragine e risalita per ritornare al motel Lovac, da dove avrà inizio l'effettiva escursione a piedi. Ore 10.15 Pisino-Pazin (punto 1). Evitando la strada asfaltata con delle scorciatoie, si raggiunge il rilievo, dove sorgeva il primo castello di Pisino, ora occupato dalla chiesa dedicata a S. Giorgio (1592), molto frequentata dai fedeli di ogni età.
Ore 11.00 Pisinvecchio-Stari Pazin (punto 2). Si scende dall'altura e seguendo una vecchia carrareccia in parte segnalata si arriva in località Sarcija. Si prosegue per 2 km con una stradina asfaltata locale che fiancheggia la ferrovia. Giunti nei pressi del piccolo abitato di Fakini, ci si dirige verso est percorrendo un piatto altopiano quasi disabitato, fino a raggiungere il bordo orientale della valle della Draga. Arrivo alle poche case rurali di Iezeni Piccolo; breve sosta in un classico cortile paesano (possibilità acquisto vino).
Ore 12.00 Iezeni Piccolo-Mali Jezenj (punto 3). Siamo sull'orlo sinistro della profonda incisione della valle della Draga, che più avanti andrà a formare la profonda insenatura del canale di Leme. Con una discreta strada bianca, la vecchia via di collegamento fra i due versanti, che è percorribile anche in automobile, si scende nel fondo dell'ampia valle. Si continua risalendo, senza difficoltà, il lato opposto pervenendo proprio al centro del paese di Antignana, un tempo importante borgo murato con torri, ora tranquillo paese affacciato sull'ubertosa valle. Visita, con l'accompagnamento del parroco, alla grande chiesa di S. Simone, ricostruita (1762) in stile barocco. Interessante, in uno spiazzo, il tavolo e le panche di pietra dove aveva luogo il "consiglio comunale" di asburgica memoria. Sosta per il pranzo al sacco nei pressi della rustica "Konoba DiDi" (tel. 003850916261960) con possibilità facoltativa (prenotazione entro venerdì 15) di usufruire di un primo piatto (gnocchi con carne) al prezzo convenzionato di € 4.
0re 13.30 Antignana-Tinjan (punto 4). Da Antignana a Corridico, nostra prossima meta, ci sono 5 km. di strada locale asfaltata. Per l'escursione invece, dopo un primo tratto recentemente asfaltato che è la strada che collega al dirimpettaio S. Pietro in Selve, si seguirà una vecchia carrareccia che, ripulita dai rovi, diventerebbe un ottimo tracciato per montain-bike, con la quale ci si tiene sempre vicino al bordo occidentale della bella valle della Draga, che procede sinuosamente nella sua corsa verso il mare. Presto si arriva alle prime case di Corridico-Kringa, preannunciate dall'alto campanile (31 m) della chiesa dei SS. Pietro e Paolo. Costruita nel 1787, possiede dei notevoli altari marmorei. Nell'attiguo ben curato cimitero, si trova una chiesetta più antica con varie raffigurazioni in facciata.
Ore 14.30 Corridico-Kringa (punto 5). Si lascia il paese e ignorando la strada principale che ci condurrebbe a S.Lorenzo del Pesenatico, si prende la strada sterrata che in 3 km. porta a Radetici, un vecchio e caratteristico villaggio istriano. Attraversando direttamente l'altopiano carsico, facendo però attenzione nella scelta della carrareccia più conveniente (cosa che nell'Istria non sempre è facile visto la frequente presenza di molti incroci con altre), si raggiunge il paese di Baratto. Si attraversa il paesino, che sorge sopra una piccola elevazione; interessante la chiesa dedicata a S. Pietro in Vincoli (1689, con una grande loggia d'ingresso) preceduta da un modernamente restaurato sagrato, come pure alcuni imponenti portali decorati che si aprono su ampi cortili.
Ore 15.30 Baratto-Barat (punto 6). Per proseguire, tralasciando la possibilità di seguire un più semplice itinerario (segnato in pianta, strada bianca) ma più lungo e un po' monotono, si percorre invece una stradina non frequentata che, passando ai margini del piccolo abitato di Dubravci, perviene in 4 km. a Korenici. Anche qui, come sempre più spesso accade pure nell'Istria interna, alle antiche case spesso diroccate si mescolano parecchie ville nuove con curati giardini, a riprova del conseguimento di un certo benessere sociale dovuto alla tenace laboriosità della sua gente. Dopo 1 km. la stradina s'innesta con quella che proviene dal litorale di Rovigno. Colpisce la visione dell'altissimo viadotto della vicina superstrada, veloce collegamento veicolare fra Pola e le altre località della costa con la Slovenia e quindi con l'Europa. Proseguendo verso sinistra, si segue per 2,5 km. una bellissima strada asfaltata che si tiene a mezzacosta del ripido versante, raggiungendo il sempre asciutto fondovalle. Improvvisamente appare la straordinaria visione delle imponenti rovine, arroccate sopra uno sperone roccioso, della cittadina fortificata di Duecastelli, da secoli abbandonata. L'alternativa escursionistica invece, da non perdere perché molto suggestiva, prevede di seguire un'antica mulattiera in disuso che segue il costone soprastante la strada, dal quale si gode di una magnifica vista aperta sulla vallata, con le torri e le mura diroccate di Duecastelli in sempre più speciale evidenza. Nel grande parcheggio di fondovalle è situata la chiesa della Madonna "del Lacuzzo" (affreschi del 15° secolo all'interno) e il suo ben tenuto cimitero. Ancora 500 metri di risalita e si arriva al parcheggio esterno alla distrutta cittadina. Vista da qui, desta notevole impressione la grande imponenza delle fortificazioni: è quasi d'obbligo compiere un giro di visita all'interno della cittadella. Percorrendo le sue strade deserte si possono visionare i notevoli resti dei bastioni, delle torri, dell'imponente chiesa di S. Sofia e dell'ancora cospicue murature delle case. Conclusione dell'escursione a piedi.
Ore 17.15 Duecastelli-Dvigrad (punto 7). Partenza con la corriera: grazie all'ampia strada che li collega, in 3 km. si raggiunge la cittadina di Canfanaro. Breve visita alla chiesa di S. Silvestro, riedificata nel 1696 sopra una molto antica, specialmente per poter ammirare il trecentesco pulpito gotico, qui trasportato nel 1714 dalla diruta chiesa di Duecastelli.
Ore 17.30 Canfanaro-Kanfanar (punto 8). Sosta di 1 ora presso il centro di Canfanaro con la possibilità facoltativa di partecipare a una cenetta in convenzione, da prenotare e pagare in sede entro venerdì 15 febbraio, composta di un primo piatto di pastasciutta casalinga con gulasch al prezzo di € 5. Data la loro non sufficiente capienza dei ristoranti, la cenetta si svolgerà neidirimpettai ristoranti: "gostiona Lipi" e "Konoba Ivane" tel.0038552825322.
Ore 18.30 Canfanaro-Kanfanar. Partenza con la corriera: dopo 4 km. si prende la veloce superstrada che attraversa tutta l'Istria (da Pola a Salvore). Si entra in Slovenia attraversando il valico confinario di Kastel-Dragogna (al km. 56). Passando per la sella di Smarie, si tange Capodistria e infine con l'abituale viabilità cittadina si raggiunge il centro di Trieste.
Ore 20.15 Trieste. Arrivo in Foro Ulpiano (km. 96 da Canfanaro). Fine della gita.
Coordinatore della gita: Sergio Ollivier cell.3493413641
Caratteristiche del percorso: si svolge prevalentemente su antiche carrarecce istriane, utili i bastoncini nel caso di terreno bagnato.
Ore effettive di cammino circa 6 e 1/2. Dislivello complessivo metri 340 di salita, metri 460 di discesa.
5d - Quarta tappa della grande traversata dell'Istria centrale: da Montona a Pisino
GRANDE TRAVERSATA DELL'ISTRIA CENTRALE
quarta tappa:
"DALLA VALLE DEL QUIETO AL TERRITORIO DI PISINO"
L'itinerario: : Montona-Motovun (277 m), Laco-Kanal (147 m), Novacco di Montona-Novaki Motovunski (425 m), Villa Padova-Kasčerga (375 m), Cereseto-Cipri (274 m), chiesa di Santa Maria delle Lastre-Sv.Marija na Skriljinah (315 m), Vermo-Beram (321 m), Pisino-Pazin (264 m).
IL PROGRAMMA DELLA GITA: descrizione e orari
Ritrovo dei partecipanti alla gita in via Fabio Severo, di fronte alla Rai.
Ore 7.00 Trieste. Partenza con la corriera. Passando per Rabuiese, si attraversa la Slovenia (via Capodistria, sella di Smarie, Dragogna), entrando nella Croazia attraverso il valico di Castelvenere-Kastel (al km.39, occorre la carta d'identità). Transitati vicino a Buie, si scende nella bella valle del fiume Quieto (Mirna): splendida la visione di Montona, arroccata sul suo colle, che si avvicina sempre più. Giunti a un incrocio (al km 64), si devia a destra per salire alla località Laco-Kanal, posta ai piedi della cittadella. Dopo una sosta presso il ristorante Cotic (tel.0038552681758) per il caffè, si riparte per raggiungere il punto più alto accessibile con la corriera (in totale, km. 68 da Trieste).
Ore 9.00 Montona-Motovun (punto 1). Inizio del percorso di visita alla cittadina medievale. Si entra dal torrione Porte Nuove, che introduce alla piazza inferiore e la sua loggia rinascimentale. Attraversata la Porta Castello, si sfocia nella piazza superiore, dove si possono ammirare il Duomo (anno 1677, dedicato a Santo Stefano), l'antica torre-campanile, il palazzo municipale e l'albergo Kastel, ricavato dal palazzo che fu dei nobili Polesini. Irrinunciabile, per potersi meravigliare dello straordinario panorama offerto, il giro completo (400 m) delle mura. Ritornati alla piazza, si completa la visita di Montona scendendo lungo il borgo antico, passando accanto a due chiese, un'altra porta del recinto murato e le vecchie case che spesso conservano l'origine veneta. Si ritorna alla corriera, che resterà in attesa presso il ristorante Cotic.
Ore 10.30 Laco-Kanal (punto 2) E' il primo luogo da dove sarà possibile iniziare l'escursione; si risale, lambendo una grande vigna, con un sentiero che fiancheggia a destra la strada asfaltata e superata una casa che vende ottimo miele e grappa, si perviene a una sella dove, alla sinistra, si stacca la strada che conduce al paese di Caldier-Kaldir.
Ore 11.00 Bivio per Caldier-Kaldir (punto 3). E' il secondo punto di possibile inizio escursione a piedi: è meritevole compiere subito una breve deviazione che porta alla frazione Meluni, dalla quale si può godere della miglior veduta sulla magnifica Montona. Lasciata la strada, con una serie di tratturi ci s'innalza compiendo una bella traversata e superato l'insediamento rurale di Marussi, si completa la salita raggiungendo l'appartato paese di Novacco. Giro del piccolo borgo, con una visita alla chiesa di S. Marina, che è interessante per gli altari marmorei: svettante ma un po' pendente il suo massiccio campanile.
Ore 12.00 Novacco di Montona-Novaki Motovuski (punto 4). Superata la cadente chiesetta di San Rocco, s'inizia una lunga camminata pianeggiante, seguendo delle carrarecce che offrono delle belle visioni verso Montona e la sponda opposta della valle del Quieto. Qualche bivio può provocare incertezza: ci si tiene sempre sulla sinistra. Incanta l'apparizione di un'altopiano prativo che culmina con una chiesetta campestre; infine si raggiunge il paese di Villa Padova (chiamato anche Cascierga): giro in visita all'isolato, vecchio borgo. Nei pressi della sua grande chiesa, dedicata a S. Marco, sarà effettuata la sosta per il pranzo al sacco, integrato da una sorpresa complementare predisposta dall'organizzazione. Nella mappa è segnato un'altro possibile itinerario collegante Laco a Villa Padova: da Laco si percorre l'ex-ferrovia Parenzana, ora diventata pista ciclabile, passando davanti alla stazione. Si risale poi il versante opposto a Montona, pervenendo al paesino di Zamasco-Zamask, posto a belvedere sulla valle del Quieto. Si prosegue poi sul colmo di un bella dorsale, con meravigliosa vista circolare, raggiungendo Villa Padova. Si è però obbligati a percorrere per 6 km la strada asfaltata e questo ha portato a preferire l'altrettanto gratificante prima soluzione.
Ore 14.00 Villa Padova-Kascerga (punto 5). Ritornati alla strada, una minima deviazione in salita porta al poggio su cui, da tre secoli, si erge la chiesetta di S. Antonio da Padova. L'ambiente e il panorama si presentano incantevoli per la particolare amenità insita nel paesaggio dell'Istria più interna. Si continua con l'asfalto per 1 km. superando le case sparse della località Bravari, fino a pervenire a un curvone dove, all'improvviso, la già grandiosa vista si schiude anche verso le colline del territorio di Pisino. Siamo ad un passo dalla maggior quota (m 479) toccata dall'itinerario, il monte Piloschian, dove è situato un grande serbatoio dell'importante acquedotto istriano. Non si continua con la strada locale che in 6 km. ci porterebbe a valle, passando per il paese di Villa Treviso-Trviz, appollaiato in cima a una solare dorsale. Si prende invece la traccia dell'acquedotto e superate le piccole frazioni di Siprachi e Laddaci, si raggiunge il fondovalle, che dapprima si presenta stretto fra i due erti versanti collinari, ma che poi si allarga in un'aperta vallata. E' qui che ha origine la lunga vallata carsica, localmente chiamata Draga, che va poi a generare il canale di Leme, il maggior fiordo della costa istriana. Produce struggenti sensazioni l'attraversamento del piccolo paesetto di Cereseto, molto isolato e semi-abbandonato, dove il tempo sembra davvero essersi fermato.
Ore 14.45 Cipri (punto 6). Vincendo la tentazione di percorrere in maniera più comoda il fondovalle, all'uscita dal paese si prende invece una vecchia carrareccia, che poi diventa più ostica al passaggio a causa del proliferare dei rovi, conseguente all'abbandono delle tradizionali attività pastorali e della cura del bosco. Opportuno sarebbe avere un rassicurante segnavia, utile pure per l'auspicabile recupero ai fini escursionistici di queste belle e ancora intatte terre istriane. Comunque si va a sfociare su quella forestale che, partendo da Vermo, tenendosi alta sulla dorsale, serve come collegamento a Castelverde-Grdoselo. Prendendola a destra, si passa ai margini di un fenomeno naturale d'erosione e franamento di rocce incoerenti, fino a raggiungere, preceduta dal suo ben tenuto cimitero, la chiesa di Santa Maria delle Lastre, citata quale importante meta per una visita culturale: il suo interno è interamente affrescato da un famoso ciclo pittorico dipinto da Vincenzo da Castua nel lontano anno 1474. Colpiscono molto allo sguardo i vari riquadri che rappresentano scene della vita di Maria e di Gesù,ma celebre è la raffigurazione della "Danza Macabra", tema che qui è ancor meglio svolto che nella molto più conosciuta chiesa della S. Trinità di Cristoglie. Sarà possibile, grazie agli accordi già stabiliti con la custode (s.ra Sonia - Beram 38, mancia), la visita all'interno della chiesetta.
Ore 15.30 Santa Maria delle Lastre-Sv. Marija na Skriljinah (punto 7). Percorsa per 1 km. la stradina asfaltata che la collega, si perviene al paese di Vermo, arroccato sopra una dorsale dai ripidi versanti. Il colle, abitato fin dalla preistoria (trovati resti del castelliere e tombe arcaiche), era fortificato con mura e torre. Dopo il triste abbandono dovuto all'esodo, si sta ora lentamente rivitalizzando. Giro guidato del paese, con visita della chiesa di S. Martino ricostruita sul posto di una più antica (1431), del quale però si è conservata l'abside con gli affreschi e una lapide in glagolitico. Possibilità di una sosta e un ristoro presso l'agriturismo "Konoba Vela Vrata" (tel.00385917814995).
Attenzione - per la conclusione dell'escursione sono previste due possibilità:
a) Fine dell'escursione presso la strada principale, incrocio per Vermo. Ore 16.15 Vermo-Beram (punto 8). Si parte dal paese e scendendo (anche tramite scorciatoia) con la strada d'accesso, in 15 minuti si arriva alla strada principale, dove attenderà la corriera. Ore 16.45 partenza con la corriera che con un tragitto di 3 km. porterà i gitanti a Pisino, nei pressi dell' hotel Lovac. b) Continuazione dell'escursione a piedi fino a Pisino.
Ore 16.00 Vermo-Beram. Si continua prendendo una carrareccia parzialmente segnalata che prima risale a una dorsale e poi traversa fino a raggiungere i casolari della località Camus, ora chiamata Gortanov breg; interessanti la chiesetta e ben tre cisterne per l'acqua piovana. Con lo sterrato d'accesso si scende fino a pervenire alla zona industriale di Pisino; si può continuare a seguire la strada per raggiungere il grande ponte che attraversa l'inizio della famosa foiba di Pisino e poi,passando all'esterno del castello e contornate le vecchie case costruite sull'orlo, risalire fino all'hotel Lovac oppure, più in breve, tenersi lungo il bordo destro dell'impressionante foiba e raggiungere direttamente le frequentate strutture dell'hotel Lovac. Fine dell'escursione.
Ore 17.00 Pisino-Pazin (punto 9). Sosta di 1 ora presso il ristorante dell'hotel Lovac (tel.0038552624324) per festeggiare la conclusione della quarta tappa della Grande traversata dell'Istria centrale
Attenzione: Possibilità di poter usufruire di un'eventuale convenzione facoltativa con il ristorante rappresentata da un piatto tradizionale composto di una porzione di fusi con sugo e fettina appannata e insalata al prezzo di € 6,
Ore 18.00 Pisino-Pazin. Partenza con la corriera: il rientro a Trieste avverrà seguendo la strada che passa per Montona, il luogo dove era iniziato questo itinerario. Ripercorrendo la strada fatta al mattino, si scende alla valle del Quieto, indi si compie la risalita a Buie e infine si rientra nell'UE attraverso il valico di Castelvenere-Kastel.Tangendo Capodistria in breve si raggiunge Trieste.
Ore 19.45 Trieste. Arrivo in Foro Ulpiano (km 86 da Pisino). Fine della gita.
Caratteristiche del percorso: E Prevalentemente escursionistico Itinerario completo Montona-Pisino: ore effettive di cammino circa 7 dislivello 530 m. in salita e in discesa. Itinerario ridotto Montona- Vermo: ore effettive di cammino circa 6 dislivello 120 m in meno
Il programma della gita sarà strettamente osservato, salvo cause di forza maggiore. Assistenza logistica: Taccani Giuliano Coordinatore della gita: Ollivier Sergio – cell. 3493413641
Voglio farvi vedere quanto è bella Trieste e i suoi dintorni
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Sergio



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