# # # # RASSEGNA DELLE GITE ESCURSIONISTICHE ORGANIZZATE DA # # # # SERGIO OLLIVIER

In questo sito ho raccolto le molte gite escursionistiche che in ventitreanni di attività ho organizzato per un noto Club Alpino di Trieste.
Sono a disposizione per informazioni e la collaborazione nella preparazione e l'assistenza pratica nello svolgimento per quanti, persone
singole, Club Alpini o altre organizzazioni similari, intendessero organizzare una loro gita escursionistica nel territorio intorno a Trieste
I miei recapiti: Sergio Ollivier - email: escursionineidintorniditrieste@gmail.com - 3493413641 cell.- 040941262 casa

1b - Una gita allestita per un Cral di Padova

Traversata dalla valle del Risano alla val Rosandra

"PAESI E ANTICHE FORTIFICAZIONI DEI MONTI DELLA VENA"

L'itinerario: Cristoglie-Hrastovlje (164 m), Popecchio-Podpeč (325 m), San Sergio-Črni Kal (345 m), Castel-Kastelec (324 m), castello di San Servolo-Socerb (437 m), monte Carso (455 m), rifugio Premuda (82 m), Bagnoli della Rosandra (71 m).

IL PROGRAMMA DELLA GITA: descrizione e orari
Ore 9.00 Ritrovo con Sergio al ristorante posto subito dopo l'ex valico di Rabuiese-Škofjie. Si risale tutta la valle di Risano raggiungendo (indicazioni) il paese di Cristoglie-Hrastovljie (km.16 da Rabuiese). Sosta per il caffè.
Ore 9.30 Visita in due gruppi alternati alla chiesa fortificata della Santa Trinità (costo € 2), racchiusa fra la cinta murata del 14° secolo. Illustrazione da parte di una guida locale dei suoi celebri affreschi, dipinti nel 1490 da Giovanni da Castua, che raffigurano la storia del Vangelo, altre rappresentazioni tra il sacro e il profano, e soprattutto la famosa "Danza macabra".
Ore 10.15 Cristoglie-Hrastovlje. Inizio dell'escursione a piedi. Si attraversa il paese: molte sono le case rinnovate, piuttosto frequentati i 2 agriturismi (Svab e Šrgat). Si segue una carrareccia segnalata che ci porterebbe nell'abitato abbandonato di Sanigrado-Zanigrad, dove si trova la chiesetta, ugualmente affrescata, dedicata a Santo Stefano: il 26 dicembre si svolge l'affollata festa locale della benedizione dei cavalli. Sottopassata la ferrovia che collega Capodistria al suo retroterra sloveno, l'itinerario invece la abbandona per risalire con un sentiero-scorciatoia che consente di raggiungere, in modo diretto, il paese di Popecchio. Già notevole il panorama che si gode dal sagrato della chiesa cimiteriale di Sant'Elena, risalente al 15° sec. Situato al riparo dalla bora ai piedi di un'alta parete rocciosa, Popecchio è composto di vecchie case aggrappate allo scosceso pendio, dove la tranquilla quotidianità paesana è solo sfiorata dal frenetico vivere proprio del litorale istriano.

Ore 11.00 Popecchio-Podpeč. All'uscita del paese si stacca un ardito ma non difficile sentiero che trova il modo migliore per superare l'erta parete e raggiungere l'incombente, restaurata torre d'avvistamento, una delle fortificazioni dei monti della Vena, che formavano un efficiente sistema di difesa di Venezia, specie contro il pericolo turco. Visto dalla base della torre, il panorama è molto esteso e piacevole perché spazia dalle colline istriane della valle del Risano fino al mare Adriatico. Ancora pochi minuti di salita e si guadagna il grande ciglione roccioso, che presenta impressionanti pareti strapiombanti, dal quale la vista trova la sua massima ampiezza. L'intento della gita è di percorrerlo interamente fino al suo naturale esaurirsi nella val Rosandra. Si segue il segnavia tenendosi al bordo della cresta fra una vegetazione di radi pini; nelle giornate ventose qui è notevole la forza della "bora". Si sfocia in una carrareccia che può costituire per i più cauti la soluzione migliore per proseguire; con essa si raggiunge la strada bianca che collega Popecchio a Cernotti-Črnotisce, per poi raggiungere una sella del crinale. Più avventuroso è invece salire ancora allo scopo di riguadagnare la prosecuzione del percorso di cresta, che è reso accidentato dal carsismo di superficie ma molto spettacolare per la sua posizione scenografica. Le pareti a ovest sprofondano verso la valle del Risano, a est si evidenzia un vasto altopiano quasi tutto costituito da landa carsica. Comunque giunti alla sella dove passa la strada bianca per Cernotti, si continua a seguire la cresta raggiungendo un'inevitabile, dato che il luogo domina a largo raggio, antenna per comunicazioni. Alla base della parete passa l'audace tracciato della linea ferroviaria, che costituisce il condizionamento su come proseguire. Due i possibili percorsi, entrambi molto gratificanti. Seguendo il segnavia si può scendere alla ferrovia, continuando poi con un sentiero che si tiene alla base delle verticali pareti, che sono mete molto ambite per i rocciatori. Affascina una rupe staccata dalla parete: sulla sommità si trovano i resti delle murature del piccolo castello di San Sergio. Infine si sfocia sulla larga strada bianca che sale dal paese di San Sergio-Črni Kal, nei pressi di uno spiazzo con posteggio e servizi che costituisce un eccezionale belvedere sulle amene alture istriane, la valle del Risano e il mare di Capodistria e Trieste, che sono già ben delineate. Grandioso ma ingombrante l'altissimo viadotto dell'autostrada slovena. L'altro più facile itinerario propone invece di seguire una carrareccia che, oltrepassata la ferrovia, ritorna al bordo del crinale nel punto dove sfocia una breve ferrata. Qui si può firmare su un libro di "vetta". Ancora qualche minuto di spettacolare percorso panoramico e si giunge in vista di quanto rimane del castello di San Sergio (notizie storiche lo fanno risalire al 12° secolo), posto su una piccola rupe isolata da verticali pareti e da poco collegata al ciglione da un antiestetico ponte di ferro (chiuso), che sostituisce l'originale ponte levatoio. Il luogo è considerato un piccolo paradiso per quanti amano cimentarsi in brevi ma impegnative vie d'arrampicata. Si scende alla strada bianca, dove confluiscono i due possibili percorsi; non è prevista la visita al sottostante paese di San Sergio perché comporterebbe troppa perdita di quota e tempo. Sosta per uno spuntino al sacco.
Ore 12.15 San Sergio-Črni Kal. Per proseguire si segue a destra la strada bianca, passando ai margini di una devastante cava di pietre. Il segnavia fa oltrepassare due strade asfaltate e poi si addentra nel rilassante ambiente boschivo di una solitaria valletta. Sottopassata l'arteria stradale che collega Capodistria al suo retroterra, si scende comodamente con un largo tratturo che sfocia nel paese di Castelli-Kastelec. Si attraversa l'appartato paese, per fortuna solo lambito dalla nuova autostrada. Le case sono di struttura tradizionale ma quasi tutte restaurate, come pure la chiesetta dedicata alla Santa Croce, dal portale decorato e il campanile discostato. Arrivo all'accogliente agriturismo "Vlado": la patriarcale famiglia che lo gestisce sta ampliando la struttura, conservando però la stalla e attrezzature rurali, con l'aggiunta, senz'altro di sicura prospettiva, di ulteriori 4 camere d'alloggio. Il trattamento è di amichevole ospitalità, il mangiare tradizionalmente genuino, cucinato dalla brava padrona di casa.
Ore 14.00 Castelli-Kastelec, agriturismo Vlado. Sosta di 3/4 d'ora per il pranzo al sacco, con possibilità di usufruire di un piatto tipico (da prenotare entro venerdì 17 ottobre) composto di minestrone locale "Jota" con ½ salciccia, pane e dolcetto al prezzo convenzionato di € 6.
Ore 14.45 Castelli-Kastelec. Partenza dal paese. Risaliti al bordo del ciglione, si prosegue in piano, seguendo la carrareccia facente parte del sentiero traversale sloveno n° 1, che partendo da Maribor, tocca le più grandi vette della Slovenia e si conclude in riva al mare (Ancarano), Si raggiunge la splendida balconata sul golfo di Trieste, dove da un millennio si erge il castello di San Servolo. Dagli spalti della roccaforte, costruita su una rupe rocciosa, si apre una straordinaria visione del golfo e della città di Trieste; nella torre circolare si trova un raffinato ristorante. Possibilità di visita con guida (costo € 4) della vicina grotta, dove visse da eremita San Servolo.
Ci si avvia verso la conclusione dell'escursione: il programma prevede ora di poter scegliere fra due possibili prosecuzioni di percorso, entrambe accompagnate dagli amici triestini.
Gruppo a: facile (T), 1 ora San Servolo–Prebenico-Caresana, con corriera a Bagnoli della Rosandra.
Ore 16.15 Castello di San Servolo-Socerb. Si scende al caratteristico paesetto di San Servolo; posto in magnifica posizione panoramica; con l'abolizione del confine Italia-Slovenia, ora fervono molti lavori di recupero abitativo delle vecchie case. Oltrepassato il paese, si scende con una carrareccia che conduce a Prebenico, altro paese dislocato sulle erte pendici del monte. Da notare le strade in forte pendenza, interessante la chiesa di Sant'Antonio. Dopo un breve tratto asfaltato, un antico collegamento fa sfociare nel sottostante paese di Caresana che si attraversa, raggiungendo il posteggio della trattoria-ristorante Tul, dove attenderà la corriera.
Ore 17.15 Caresana. Partenza con la corriera; dopo 4 km. si raggiunge Bagnoli, il paese posto all'imbocco della val Rosandra.
Ore 17.45 Bagnoli della Rosandra. Con una camminata di 10 minuti si raggiunge il rifugio Premuda, punto di ricongiunzione della comitiva.
Gruppo b: per esperti (E), 2 ore castello di San Servolo – monte Carso – rifugio Premuda.
Ore 16.15 Castello di San Servolo-Socerb. Si continua con una carrareccia poco distante dal bordo delle precipitanti pareti. Questa zona, in recente passato, era interdetta ai gitanti vista la vicinanza del confine e le postazioni militari jugoslave di vedetta. Impressiona l'ampia distesa su cui, fra il Carso e il mare, è adagiata Trieste ma purtroppo anche i suoi antiestetici ma necessari insediamenti industriali (Grandi Motori, oleodotto, ecc.). Si giunge al punto più alto dell'altopiano, il monte Carso, dove si trovano alcuni ruderi di ricoveri militari.
Ore 17.00 monte Carso-Kras. Si varca il non più influente confine e si segue una carrareccia segnalata che si affaccia sulla parte iniziale della val Rosandra. Per risolvere il consistente problema della discesa dall'altopiano del monte Carso al rifugio Premuda (350 metri di dislivello), la Val Rosandra possiede, oltre a altre più impegnative soluzioni, ben quattro possibili sentieri segnalati (vedi mappa). Avendo poco tempo a disposizione si prenderà il sentiero n° 1, che passando presso la Grotta delle Antiche iscrizioni, scende direttamente, attraversando grandi pendii ghiaiosi, al rifugio Premuda. E' ancora più bello è il proseguire in piano fino a un promontorio roccioso, posto a picco sul rifugio, e da qui scendere, in un'alternarsi di facili balze rocciose e ghiaie, seguendo il sentiero segnalato n° 39. Ultime due possibilità, magari da rimandare ad altre occasioni, il sentiero 38, che tocca la sorgente Bucovec, oppure il più frequentato sentiero 25 che porta al cippo Comici e all'antica chiesetta di Santa Maria in Siaris. Tutti i sentieri sono di simile impegno e egualmente gratificanti.
Ore 18.00 rifugio Premuda. Sosta a comitiva riunita di ¾ d'ora presso il rifugio alpino, ora diventato, visto l'evolversi delle necessità alpinistiche, un affollato ristorante, meta di gitanti in cerca di relax, buona accoglienza e cucina. E' il giusto luogo per festeggiare la conclusione della nostra grande traversata, eventualmente usufruendo di un primo piatto composto da un tris di assaggini di tradizione carsolina (da prenotare entro venerdì 17 ottobre) al prezzo di € 8.
Ore 18.45 rifugio Premuda.
Partenza dal rifugio. Rimandando ad altra occasione una ispezione completa alle tante cose interessanti, dal lato storico e naturalistico, che un'escursione in val Rosandra può offrire, percorrendo la strada asfaltata d'accesso, in 10 minuti si arriva al paese di Bagnoli, dove sarà in attesa la corriera. Preparativi per il rientro; commiato da Sergio Ollivier, il nostro amico-collaboratore triestino.
Ore 19.15 Bagnoli della Rosandra. Partenza con la corriera. Si risale con la strada locale raggiungendo l'autostrada a/4, che si userà per il rientro alla propria città di provenienza.

Caratteristiche del percorso: 70 % su sentieri segnalati, non difficili (E) ma talvolta accidentati; 20 % su carrarecce, 10 % su asfalto. Raccomandabili i bastoncini, specie con terreno bagnato.
Ore effettive di marcia: fino a Kastelec 4 ore, fino a Caresana 6 ore, fino a Bagnoli 7 ore.
Dislivello complessivo:
metri 460 in salita, metri 550 in discesa
Cartografia: ed. Tabacco 1:25.000 n° 47
Mappa:
clicca>> http://maps.google.it/maps percorso: le mie mappe, traversata dalla valle del Risano alla val Rosandra.
Sito del Cral di Padova con le foto della gita: www.cralaraba.com/veneto/index.htm